Georgia, elezioni: Sidney Powell sporge 30 accuse

L'accusa parla di massiccia frode elettorale verificatasi nelle elezioni del 2020, di molteplici violazioni della Costituzione e delle leggi statali e di questioni relative ai sistemi di voto Dominion.
Sidney Powelll, avvocato del Team Trump, ha sporto querela federale verso lo stato della Georgia con l'accusa di brogli alle elezioni presidenziali 2020.(Immagine: YouTube / Screenshot )

Il 25 novembre Sidney Powell, avvocato del Presidente Trump, ha sporto una querela federale verso la Georgia. L’accusa sarà depositata presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti nel distretto settentrionale della Georgia, divisione di Atlanta.

I risultati delle elezioni sono stati certificati dalla Georgia il 20 novembre. Il governatore Kemp non ha approvato chiaramente i risultati, ma ha affermato che la legge gli imponeva di «formalizzare la certificazione, che apre la strada alla campagna di Trump per perseguire altre opzioni legali e un riconteggio separato, se lo sceglieranno».

La prima pagina dell’accusa, con i nomi dei querelati e dei querelanti. (Immagine: Screenshot )

Richieste e contestazioni per la Georgia

Con 30 accuse e 104 pagine la Powell chiede principalmente al tribunale di:

  1. de-certificare i risultati delle elezioni nello Stato;
  2. il sequestro di tutte le macchine elettorali e dei software in Georgia per l’ispezione da parte dei querelanti tramite esperti.

L’accusa parla di:

  1. «massiccia frode elettorale» verificatesi nelle elezioni del 2020;
  2. di molteplici violazioni della Costituzione e delle leggi statali della Georgia;
  3. questioni relative ai sistemi di voto Dominion.

Questo con lo scopo, secondo la Powell, di:

«manipolare illegalmente e in modo fraudolento il conteggio dei voti per garantire l’elezione di Joe Biden a presidente degli Stati Uniti» .

Verso chi?

L’accusa è contro il governatore Brian Kemp, il segretario di stato Brad Raffensperger e altri funzionari elettorali. I querelanti invece, comprendono i candidati del Partito Repubblicano per l’Electoral College. Oltre che il presidente del Partito Repubblicano della contea di Cobb Jason Shepherd e l’assistente segretario del Partito repubblicano di stato, Brian Jay Van Gundy.

1. 96.000 schede mai registrate come restituite

Si parte da un punto fermo:

«Le prove inconfutabili dei registri della commissione elettorale dimostrano che almeno 96.600 schede elettorali assenti sono state richieste e contate, ma non sono mai state registrate come restituite dagli elettori ai consigli elettorali della contea. Quindi, come minimo, 96.600 voti devono essere ignorati».

John Poulos, l’amministratore delegato di Dominion, ammette l’utilizzo di componenti cinesi nelle macchine «Fino al livello del chip».

2. Il mezzo più eclatante, Dominion

Secondo l’accusa, il mezzo più eclatante utilizzato nella frode sarebbe il software e hardware elettorale di Dominion. È quello per cui le deposizioni dei testimoni, la documentazione e le testimonianze di esperti hanno affermato la «mera impossibilità matematica» nei risultati elettorali.

Dominion, recentemente acquistato e «messo in uso di fretta» da Kemp, Raffensperger e dal Consiglio elettorale della Georgia,

La causa specifica:

«In primo luogo, l’accumulatore centrale del sistema non include un registro di controllo in tempo reale protetto che mantiene la data e l’ora di tutti gli eventi elettorali significativi. I componenti chiave del sistema utilizzano registri non protetti»

«Essenzialmente, questo permette a un utente non autorizzato la possibilità di aggiungere, modificare o rimuovere arbitrariamente le voci di registro, causando che la macchina registri gli eventi elettorali che non riflettono le tabulazioni di voto effettive – o più specificamente, non riflettono i voti effettivi o la volontà del popolo».

In violazione di leggi statali e federali, si aggiunge:

«prove fisiche incontrovertibili che gli standard di sicurezza fisica delle macchine per il voto e del software sono stati violati, e le macchine sono state collegate a Internet in violazione degli standard professionali e delle leggi statali e federali».

3. Possibile falsa perdita d’acqua

Altra parte dell’accusa parla del ritardo nel voto alla State Farm Arena nella contea di Fulton. Il video del 3 novembre mostra che gli operatori elettorali «hanno falsamente sostenuto che una perdita d’acqua ha richiesto la chiusura dell’impianto». L’accusa sottolinea:

«Tutti gli scrutatori e gli sfidanti sono stati evacuati per diverse ore alle 22:00 circa. Tuttavia, diversi lavoratori elettorali sono rimasti senza supervisione e senza essere contattati a lavorare ai computer per le macchine per la tabulazione del voto fino a dopo l’1:00 del mattino».

Georgia State Farm Arena funzionari  conteggi
I funzionari della contea di Fulton mentre scansionano le schede elettorali alla State Farm Arena. (Immagine: YouTube / Screenshot )

4. Attori disonesti manipolerebbero i dati: le testimonianze

Una parte dell’accusa afferma:

«Utilizzando server e dipendenti connessi con attori disonesti e influenze straniere ostili, combinati con numerose credenziali facilmente individuabili, Dominion ha trascurato di permettere agli avversari stranieri di accedere ai dati e ha intenzionalmente fornito l’accesso alle loro infrastrutture per monitorare e manipolare le elezioni, comprese quelle più ricevibili».

Le testimonianze a riguardo giungono dall’esperto di sicurezza informatica Navid Keshavarz-Nia:

«i servizi segreti statunitensi hanno sviluppato strumenti per infiltrarsi nei sistemi di voto stranieri, compreso Dominion». Keshavarz-Nia Indica le vulnerabilità del software Dominion e sostiene che «centinaia di migliaia di voti» sono stati trasferiti al candidato democratico alla presidenza Joe Biden dal presidente Donald Trump negli Stati contesi.

Chi invece ha analizzato il sistema software Dominion, riporta che il sistema e il software «sono stati certamente compromessi da attori disonesti, come l’Iran e la Cina». Queste le parole di un ex esperto di intelligence militare statunitense.

Mentre secondo un ex analista di intelligence elettronica del 305° Battaglione di intelligence militare, il software Dominion è stato utilizzato da agenti che agiscono per conto della Cina e dell’Iran per monitorare e manipolare le elezioni, comprese le elezioni generali del 2020 negli Stati Uniti.

5. Funzionari elettorali e addetti aiuterebbero a manipolare

La causa rivendica anche:

«funzionari elettorali e gli addetti ai sondaggi della Georgia hanno esacerbato e aiutato, consapevolmente o inconsapevolmente, il sistema Dominion ad effettuare massicce manipolazioni degli elettori rifiutando di osservare le salvaguardie di legge per le schede assenti. I funzionari elettorali non hanno verificato le firme e non hanno controllato le buste di sicurezza. Hanno impedito agli sfidanti di osservare il conteggio, il che ha anche facilitato la frode».

La dichiarazione del 25 dicembre rilasciata da Dominion riporta: «Le affermazioni che Dominion ha cancellato o scambiato i voti sono completamente false. I sistemi di Dominion sono verificabili al 100%».

Qui il documento originale della querela.