100 anni di Gianni Rodari! Poesie e fiabe da altri mondi

Le sue storie sono speciali perché tra le righe canzonano l'estrema serietà degli adulti, propongono soluzioni alla vita e punti di vista e approcci nuovi. Propongono mondi pacifici e gentili e trasmettono buoni valori ai più piccoli.
Rodari sedia scuola
«In cuore abbiamo tutti un cavaliere pieno di coraggio, pronto a rimettersi sempre in viaggio.» Dalla Poesia Don Chisciotte. Gianni Rodari. (Immagine: Flickr / CC0 1.0 )

100 anni fa giusti nascevano Gianni Rodari, le sue poesie e le sue fiabe e «Favole al Telefono» iniziava più o meno così!

Il ragionier Bianchi, è sempre in giro per l’Italia per lavoro. Eppure ogni sera, alle nove in punto, racconta una favola al telefono alla figlioletta che non riesce a dormire. Tuttavia le storie sono così belle, che le centraliniste interrompono il loro lavoro per ascoltarle.

Il signor Bianchi è un po’ come noi oggi, lontani dagli altri e col sorriso nascosto dalle mascherine. Ma proprio come lui, con un po’ di fantasia e la voce gentile, come quella con cui si raccontano le cose meravigliose, possiamo tornare a sentirci ancora vicini.

Qualche cosa ne uscirà!

«La sua esperienza qual è? Ci si trova bene a fare gli scrittori? la mia esperienza è che ci si trova bene a fare quello che capita di fare. Io ho fatto tanti lavori e ho imparato questo…Ti capita di fare quella cosa li? Falla bene, qualche cosa ne uscirà!»

Gianni Rodari fu insegnante, giornalista e scrittore di poesie e fiabe per l’infanzia, nato 100 anni fa esatti e scomparso 40 anni or sono. Quel giovane che con due amici suonava il violino nelle osterie e cortili di Seveso, in provincia di Milano e veniva ripreso dalla madre, fu soprattutto un’ Artista! Di cosa? Dell’arte di inventare storie e grande innovatore della letteratura per ragazzi! Le sue ottennero infatti grande successo fino a ricevere nel 1970 il «Nobel» della letteratura per l’infanzia, il prestigioso premio «Hans Christian Andersen». Dalle conferenze e incontri tra gli anni sessanta e settanta con insegnanti genitori e bambini nasce il Rodari pedagogista. Dai suoi appunti prende forma la voglia di trasmettere l’educazione alla lettura.

Gianni Rodari poesie fiabe
Gianni rFu soprattutto un’ Artista! Di cosa? Dell’arte di inventare storie e grande innovatore della letteratura per ragazzi! (Immagine: CC0 1.0 )

L’arte di inventare storie

«.[…] Se noi vogliamo degli uomini completi dobbiamo educare anche la loro immaginazione (dei bambini), la loro fantasia. La fiaba è anche un modo per avviare questa educazione»

Le poesie, le filastrocche e le storie di Gianni Rodari sono speciali perché tra le righe canzonano l’estrema serietà degli adulti, propongono soluzioni alla vita e punti di vista e approcci nuovi. Propongono mondi pacifici e gentili e trasmettono buoni valori ai più piccoli.

Rodari narra di bambini trasparenti, di paesi senza punte e di paesi con l’esse davanti. Narra di donnine con mani d’oro e d’argento che fanno marmellate squisite per tutti. Un giorno però le assaggia l’imperatore che esclama: « Che schifo!» perché in quel momento c’era finita una mosca dentro. Quando dichiara di tagliare le mani alla donnina tutti i cittadini grati dei suoi aiuti e delle sue deliziose marmellate lo minacciano. Alla fine è costretto a far fagotto. LA gentilezza e la bontà pagano sempre!

Ed è spesso Giovannino Perdigiorno che nei suoi viaggi si imbatte in queste cose pazzesche. Nel paese senza punta un poliziotto becca Giovannino cogliere le rose (dalle spine arrotondate e dove tutto è senza punta). Così il gendarme chiede a Giovannino di dargli due schiaffi. Così Giovannino dice che non è giusto e non lo farebbe mai. Allora il poliziotto gli spiega che è proprio perché le persone non darebbero mai schiaffi a persone innocenti che finiscono per non fare più danni. Nel paese con l’esse davanti c’è lo scannone che «è il contrario del cannone e serve per disfare la guerra». Assieme alla «stromba» e ad una «scannonata» pone fine a tutte le guerre. Perché è a ciò che dobbiamo puntare!.

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Spesso è Giovannino Perdigiorno che nei suoi viaggi si imbatte in queste cose pazzesche. (Immagine: Flickr / CC0 1.0 )

I contenuti simbolici del bambino

Le storie di Rodari partono da principi educativi e maieutici profondi: «Che un bambino disegna una casa un albero, o che faccia un disegno di fantasia, non ha importanza, simbolicamente i suoi contenuti entreranno lo stesso nel suo disegno […]».

Come nella storia del filobus numero 75!

Tutti sono montati sul filobus numero 75 e tutti leggono i giornali impegnatissimi. Non si accorgono nemmeno che il filobus non segue più i comandi e va a farsi un giro tra prati e boschetti. Gli avvocati, i ministri e gli impiegati all’inizio di adirano molto. Eppure poco dopo si lasciano incantare dalla vista dei gelsomini, giocano a calcio con i giornali appallottolati e raccolgono le fragole. Quando tuttavia il tram da solo riprende a correre tornando a fare il solito tragitto e tutti rimontano, guardando l’orologio scoprono che non è passato un minuto.

Questa è proprio la magia del primo giorno di primavera e se si vuole, la magia della vita, se la si cerca.

Scritto da: Massimiliano Volpato