Giappone e Stati Uniti cooperano in difesa di Taiwan dall’aggressione di Pechino

Secondo i rapporti giapponesi del 21 marzo, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin ha sollevato la questione durante i colloqui con il ministro della Difesa del Giappone Nobuo Kishi,
stati uniti giappone
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin (L) porge il braccio al ministro della Difesa giapponese Nobuo Kishi (2° R) mentre il segretario di Stato americano Antony Blinken (2° L) e il ministro degli Esteri giapponese Toshimitsu Motegi (R) guardano dopo la loro conferenza stampa congiunta avvenuta successivamente in seguito alla riunione 2+2 del16 marzo 2021 alla Iikura Guest House di Tokyo (Immagine: KAZUHIRO NOGI/POOL/AFP tramite Getty Images)

Gli Stati Uniti e il Giappone si sono impegnati a prevenire l’aggressione militare della Cina comunista verso Taiwan. L’isola, governata democraticamente, è vista da Pechino come parte legittima del suo territorio.

Secondo i rapporti giapponesi del 21 marzo, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin ha sollevato la questione durante i colloqui con il ministro della Difesa del Giappone Nobuo Kishi. Il ministro ha chiesto la pace nello stretto di Taiwan, ma ha accettato di aiutare a proteggere Taiwan e le navi da guerra statunitensi nell’area.

Al Giappone è costituzionalmente proibito dispiegare le sue forze armate all’estero in un ruolo di combattimento, elemento che il Partito Liberale Democratico al potere cerca di cambiare. Negli anni 2000, le forze giapponesi sono state inviate in Iraq per aiutare negli incarichi di supporto.

Il segretario di Stato americano Antony Blinken aveva detto il 3 marzo che «la nostra relazione con la Cina sarà competitiva quando dovrebbe esserlo, collaborativa quando può esserlo, e avversaria quando deve esserlo». Ha anche parlato della necessità di «coinvolgere la Cina da una posizione di forza», al «richiedere di lavorare con alleati e partner».

Sostegno a Taiwan “solido come una roccia”

L’amministrazione Biden sembra continuare la tendenza emersa sotto il precedente presidente Donald Trump. Gli Stati Uniti avevano dato una maggiore priorità al confronto con Pechino su Taiwan. L’isola è ufficialmente nota come Repubblica di Cina e mantiene un governo distinto dal regime comunista sulla terraferma.

Un portavoce del Dipartimento di Stato ha detto a The Hill che l’amministrazione Biden «continua a esprimere le nostre forti preoccupazioni a Pechino per quanto riguarda il modello preoccupante di continui tentativi della Repubblica Popolare Cinese di intimidire i suoi vicini nella regione, compresa Taiwan».

Il portavoce senza nome ha anche affermato che il sostegno dell’amministrazione Biden a Taiwan è “solido come una roccia”. Hanno aggiunto che «staremo con gli amici e gli alleati per promuovere la nostra prosperità condivisa, la sicurezza e i valori e una regione indo-pacifica libera e aperta- e questo include l’approfondimento dei nostri legami non ufficiali con la democratica Taiwan».

Il 7 marzo, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha affermato che “il governo cinese non ha spazio per il compromesso”. «Esortiamo la nuova amministrazione statunitense a comprendere pienamente l’alta sensibilità della questione di Taiwan» e a «cambiare completamente le pratiche pericolose della precedente amministrazione di ‘oltrepassare il limite e ‘giocare con il fuoco’».

Tokyo ha esortato gli Stati Uniti ad assumere una posizione più dura nei confronti della Cina. In particolare, Kishi ha espresso la sua «forte preoccupazione per l’aumento delle attività della guardia costiera cinese di recente e la loro più forte collaborazione con le forze militari [di Pechino]».

nave cinese
La guardia costiera cinese è stata recentemente autorizzata a sparare sulle navi straniere nei mari della Cina orientale e meridionale. (Immagine: Flickr/ CC0.2.0)

La legge della Guardia Costiera cinese continentale, implementata il 1 febbraio, permette alle forze marittime di aprire il fuoco su navi straniere nelle acque rivendicate dalla Repubblica Popolare Cinese (RPC). Questo include il territorio amministrato dal Giappone e le acque intorno a Taiwan.

«Non dobbiamo permettere alla legge della Guardia Costiera di minare gli interessi legittimi delle nazioni interessate, compreso il Giappone» ha dichiarato Kishi.

All’inizio di marzo, gli Stati Uniti e il Giappone avevano concordato esercitazioni militari congiunte nel Mar Cinese Orientale. Avveniva a seguito di un aumento delle incursioni della marina cinese nelle acque giapponesi intorno alle contese isole Senkaku.

Il Partito Comunista Cinese (PCC) non ha mai governato Taiwan, ma sostiene che l’isola deve essere “riunificata” con la RPC, con la forza se necessario.

«La Cina continentale ha sempre chiarito la sua posizione e la sua linea di fondo sia politicamente che diplomaticamente», ha scritto Li Jie, esperto navale di Pechino, in un editoriale pubblicato dal Global Times, gestito dal Partito Comunista.

«Non permetterà mai a nessun altro paese di interferire nella questione di Taiwan. Se qualcuno vuole intervenire, la Cina non esiterà a utilizzare tutte le truppe e le armi. Saremo pronti a usare tutti i mezzi, compresa la forza, per raggiungere la riunificazione», ha scritto Li.

Tradotto da: Massimiliano Volpato

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2021/03/24/japan-will-work-with-us-to-help-prevent-chinese-military-aggression-towards-taiwan.html