Giornalista cinese condannata a 4 anni di carcere per aver svelato l’epidemia di Wuhan

« La Cina è fiera di aver gestito la pandemia COVID-19, ma sembra avere una paura folle di permettere a giornalisti indipendenti come Zhang di raccontare liberamente quello che sta succedendo», ha detto a maggio Steven Butler.
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Zhang Zhan è stata arrestata nel marzo 2020 e condannata dal 28 dicembre a quattro anni per aver denunciato il virus del PCC a Wuhan. (Immagine: China Change tramite YouTube / Screenshot)

«Raccogliere litigi e provocare guai» è il nome assurdo dell’accusa per cui la giornalista Zhang Zan cittadina cinese è stata condannata. È avvenuto lunedì 28 dicembre in un tribunale del Partito comunista cinese (PCC).

La giornalista Zhang ha ricevuto una condanna a quattro anni di carcere. Questo, per essersi recata a Wuhan all’inizio del 2020 allo scopo di riferire sulla reale situazione del virus del PCC, che si stava diffondendo in città e nel resto della Cina.

I reportage e le dirette live di Zhang hanno dato ampia notizia sui social media. Infatti i cittadini erano desiderosi di ricevere informazioni reali, piuttosto che la retorica e l’insabbiamento del Partito riportati dalle emittenti statali. Cercavano disperatamente notizie su ciò che stava davvero accadendo nelle prime fasi della pandemia del COVID-19.

Secondo l’Agence France Presse (AFP), la giornalista Zhang ha iniziato uno sciopero della fame a giugno. Ha subito inoltre una forma di tortura nota come alimentazione forzata attraverso il naso da parte dei suoi sequestratori. Uno dei suoi avvocati difensori, Ren Quanniu, ha dichiarato: «Quando sono andata a trovarla (la settimana scorsa) ha detto: «Se mi daranno una condanna pesante, allora rifiuterò il cibo fino alla fine»… Pensa che morirà in prigione».

Un altro avvocato, Zhang Keke, ha dichiarato che la detenzione della 37enne non è una procedura consueta: «Trattenuta 24 ore su 24, ha bisogno di aiuto per andare in bagno.»

La giornalista Zhang è comparsa in un tribunale di Shanghai su una sedia a rotelle.

Licenza revocata alla giornalista Zhang

Zhang è dunque un avvocato per i diritti umani a cui il PCC ha revocato la licenza come punizione per aver partecipato a una raccolta di petizioni nel 2017. Nei suoi rapporti ha criticato la risposta del regime comunista alla diffusione della pandemia.

Ha affermato che le autorità «non hanno dato alla gente abbastanza informazioni, poi hanno semplicemente bloccato la città». Ha definito le misure di isolamento «una grande violazione dei diritti umani».

A maggio, la giornalista Zhang ha pubblicato un video su YouTube. Contestava la filiale del Partito a Wuhan per aver fatto pagare ai cittadini la somma di 180 Yuan (25 dollari circa) a persona per il test del virus, mentre la città era già in isolamento da mesi.

Il giorno dopo la giornalista Zhang è risultata «scomparsa» secondo il PCC. Questo, prima che la polizia confermasse il suo arresto a giugno. infatti il suo atto di accusa non era disponibile a livello pubblico fino a novembre, quando i documenti l’hanno accusata di «speculare maliziosamente» sulla pandemia «parlando con i media d’oltreoceano Radio Free Asia e The Epoch Times».

Il PCC ha ammonito e messo a tacere otto informatori mentre insabbiava la pandemia tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020. Inoltre a non ha allertato il mondo. Nel frattempo, ha lavorato attivamente con organizzazioni come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per impedire il diffondersi di informazioni che avrebbero allertato il mondo in anticipo e salvato innumerevoli vite umane.

Li Wenliang, il medico cinese che è stato ammonito per aver «sparso voci» sull’imminente pandemia COVID-19, e che poi è morto a causa della malattia. (Immagine: tramite Twitter)

Coprire la pandemia

Il Partito ha aspettato che 5 milioni di persone lasciassero Wuhan prima di attuare misure di isolamento improvvise il 23 gennaio,. Ha distrutto le prove e messo a tacere i medici che hanno tentato di avvertire il mondo.

In una lettera del 18 maggio all’OMS, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha denunciato l’organizzazione per la sua incompetenza e cattiva condotta. Ha sottolineato infatti che l’organizzazione «ha costantemente ignorato i rapporti credibili sulla diffusione del virus a Wuhan all’inizio di dicembre 2019 o anche prima, compresi i risultati della rivista medica Lancet».

L’Intervento di Trump

Trump ha anche richiamato l’organizzazione delle Nazioni Unite per aver dato priorità alla politica del PCC rispetto al salvataggio di vite umane, dopo che le autorità taiwanesi hanno inviato all’OMS le prove della trasmissione da uomo a uomo già il 31 dicembre 2019. Trump ha detto: «L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha scelto di non divulgare nessuna di queste informazioni critiche al resto del mondo, probabilmente per ragioni politiche».

«La Cina si dichiara orgogliosa della sua gestione della pandemia COVID-19, ma sembra avere una paura folle di consentire a giornalisti indipendenti come Zhang Zhan di raccontare liberamente quello che sta succedendo», ha detto in maggio Steven Butler, coordinatore del programma asiatico del Comitato per la protezione dei giornalisti.

Sono scomparsi anche altri tre giornalisti cittadini cinesi –  Chen Qishui, Fang Bin, and Li Zehua  – che hanno riferito della pandemia. La loro ubicazione rimane sconosciuta.

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2020/12/29/chinese-journalist-sentenced-to-four-years-in-prison-for-covering-wuhan-outbreak.html