Giuseppe Conte domattina al Quirinale rassegnerà le dimissioni

Gli equilibri sottili creatisi nelle ultime settimane hanno portato alla decisione del Premier di recarsi da Mattarella per rimettere l'incarico. Si lavorerebbe ad un Conte Ter
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Le bandiere che sventolano sul Palazzo del Quirinale, residenza del Presidente della Repubblica Italiana. (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Domattina Giuseppe Conte rassegnerà le dimissioni da Presidente del Consiglio dei Ministri, rimettendo l’incarico nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Alle 9 è previsto un incontro con il Consiglio dei ministri, poi Conte salirà al Quirinale.

Sembra evidente che la crisi politica aperta da Matteo Renzi ha scosso la maggioranza di governo, facendo venire meno i numeri necessari alla fiducia. Forse il Premier ha ritenuto di non avere più i voti necessari in vista della relazione del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Entrambi i maggiori partiti della coalizione che sostengono Conte, M5S e PD hanno anticipato che lavoreranno ad un nuovo esecutivo sulle orme di quello che sta per cadere. Entrambi i partiti hanno sottolineato l’importanza svolta fino ad oggi dal Presidente del Consiglio e sarebbero già all’opera per far partire un Conte Ter.

Nicola Zingaretti, intervistato dall’emittente Radio Immagina ha nuovamente accusato la «crisi al buio» aperta da Matteo Renzi. «Siamo stati chi s’è speso di più per non fare le elezioni, siamo stati responsabili e portato avanti la battaglia sui contenuti», ha inoltre affermato.

Ma la conta dei numeri è rimasta difficile. La maggioranza risicata che il Premier è riuscito ad ottenere alle camere, potrebbe erodersi ulteriormente sulla relazione del Ministro della Giustizia Bonafede. Alcuni parlamentari che hanno votato la fiducia hanno già espresso il loro parere contrario. Il Ministro degli Esteri Luigi di Maio ha dichiarato che: «Il voto di mercoledì è un voto sul governo, non si pensi che sia solo un voto su Alfonso Bonafede del Movimento 5 Stelle».