Gli antichi cinesi, l’inchiostro, i pennelli e l’universo

CINA: UNO SGUARDO AGLI STUDI DEGLI ANTICHI CINESI

Nei tempi antichi, uno studioso doveva possedere i così detti “quattro tesori” nel suo studio: inchiostro, pietra da inchiostro, carta e pennello. (Immagine: Screenshot/ Youtube)

Nell’antica Cina gli eruditi erano tenuti in grande considerazione e spesso erano loro stessi a prendersi cura del loro studio. Qui vi conservavano diversi oggetti necessari per la loro professione. Si pensava inoltre che la qualità e l’estetica con cui erano realizzati fossero espressione del loro gusto e valore intellettuale.

Articoli da studioso

Nei tempi antichi, uno studioso doveva possedere i così detti “quattro tesori” : inchiostro, pietra da inchiostro, carta e pennello. Di questi, la pietra da inchiostro era considerata l’oggetto più prezioso per un uomo di cultura.

“Sebbene fossero state create per il semplice scopo di macinare i bastoncini di inchiostro, gli studiosi gli avevano attribuito un profondo significato spirituale; come se “incarnassero” l’essenza del cielo e della terra e rappresentassero un microcosmo dell’universo. Venivano spesso incise con poesie o prose,” secondo Artsmia. Inoltre una pietra di alta qualità significava inchiostro più fine, grazie al quale era possibile tracciare pennellate di pregiata finitura.

A quei tempi, l’inchiostro si produceva tradizionalmente attraverso bastoncini secchi. Quando uno studioso aveva bisogno di prepararne un po’, prendeva i bastoncini, li macinava e li mescolava con acqua per produrre inchiostro liquido. Poiché lui stesso si occupava della lavorazione, aveva il pieno controllo sulla consistenza e sulla tonalità del prodotto finale. L’inchiostro derivava per lo più da fuliggine di pino e colla di origine animale solubile in acqua.

inchiostro

Poiché lo studioso stesso preparava l’inchiostro, aveva il pieno controllo sulla consistenza e tonalità del prodotto finale. ( Immagine: Screenshot/ Youtube)

Per trasferire il loro intento sulla carta, gli antichi cinesi usavano pennelli di vari spessori per accentuare o evidenziare i messaggi nel modo in cui preferivano. Inoltre, li conservavano all’interno di contenitori, fatti con vari tipi di legno e bambù, che consideravano, a loro volta, molto preziosi.

Per la scrittura, invece, ritenevano necessario avere un poggia polsi. “La calligrafia cinese era scritta verticalmente da destra a sinistra e i poggia polsi mantenevano il polso sollevato dal piano di lavoro per evitare eventuali sbavature o di sporcare il lavoro durante la scrittura o la pittura. La forma ritagliata in bambù si prestava perfettamente a bilanciare leggermente la carta, mentre sosteneva il polso dello studioso “, secondo Christie’s.

La selezione

Nell’antica Cina, i titoli ufficiali erano in gran parte ereditari ed essere uno studioso non migliorava lo status nella società. Tuttavia questo sistema cambiò circa 1.400 anni fa, durante la dinastia Sui, quando introdussero il sistema degli esami civili imperiali. Coloro che lo superavano, ottenevano la nomina di funzionario, acquisendo così il potere di migliorare la loro posizione sociale.

A partire dalla dinastia Sui, gli studiosi potevano essere nominati funzionari del governo superando gli esami imperiali. (Immagine: via Public Domain Pictures / CC0 1.0)

“L’esame era condotto a diversi livelli; quello più alto si svolgeva alla corte imperiale ed era presieduto dallo stesso imperatore. Il primo classificato era chiamato zhuàngyuan, poiché lo yuan originariamente significava il numero uno e lo Zhuàng era il documento che ogni candidato doveva presentare prima di prendere parte all’esame di corte”, secondo GB Times. L’esame imperiale fu abolito nel 1905.

Tra gli studiosi più famosi della Cina, spiccano tre nomi: Su Shi (dal 1037 al 1101), Li Bai (dal 701 al 762) e Cao Xueqin (dal 1715 al 1763). Mentre i primi due erano considerati alcuni dei più grandi poeti della loro epoca, Cao Xueqin è ampiamente ammirato per aver scritto il capolavoro letterario cinese “ Sogno della camera rossa”.

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/03/31/a-look-inside-studios-of-ancient-chinese-scholars.html