Governo cinese riracconta la storia sul virus del PCC

GOVERNO CINESE CERCA DI CAMBIARE LA STORIA SUL VIRUS DEL PCC

La Cina sta cercando di reinventare la storia riguardo il coronavirus. (Immagine: pixabay / CC0 1.0)

Mentre il mondo si sta rivoltando contro il governo cinese per la sua scarsa gestione dell’epidemia di coronavirus del PCC, Pechino sta ricorrendo ad effetti teatrali e propaganda. Questo per trasformare la storia a suo favore.

Cambiare la storia

Il colpo subito dall’Europa per il COVID-19 è stato pesante, basti pensare a Italia, Spagna, Germania e Francia. Questi paesi hanno registrato il più alto numero di decessi. Sebbene Il numero di casi infetti diminuisca e alcuni stati stiano ripartendo, i sistemi sanitari sono stati messi a dura prova.
Pechino sembra aver visto le grosse difficoltà in cui verte l’Europa e ha deciso di potenziare la sua immagine offrendo “aiuto”.

Alcune settimane fa, il governo cinese ha inviato alle nazioni europee esperti, medici e forniture come guanti, maschere per il viso e ventilatori. Pechino è anche riuscito ad indurre una risposta positiva da parte del ministro degli Esteri italiano, che ha notato l’ «aiuto» cinese e ha affermato che ci sono persone in questo mondo che vogliono aiutare l’Italia.

«Non lasciare che una buona crisi vada sprecata. Non c’è immagine migliore delle forniture mediche e degli equipaggi dei medici che la Cina ha fornito all’Italia e ad altri paesi europei in lotta con COVID-19. Pechino ha una grossa parte di colpa nella pandemia globale per come, all’inizio del contagio, le autorità hanno gestito male la situazione a Wuhan. Ma ora cerca di rimodellare la narrazione della crisi che si sta svolgendo sotto i nostri occhi», ha detto in una nota Dimitar Bechev, membro anziano non residente del Centro Eurasia del Consiglio Atlantico.

Pechino ha inviato forniture come maschere per il viso in Europa per migliorare la sua immagine. (Immagine: pixabay / CC0 1.0)

Lo scopo degli «aiuti» cinesi è mostrare al mondo che il governo cinese sta aiutando nella lotta globale contro il COVID-19. Una mossa davvero intelligente. Pechino sembra aver capito che le persone criticheranno sempre la sua cattiva gestione dell’epidemia virale in Cina. Come tale, il PCC ha spostato la propria attenzione nel pubblicizzare sempre più il «bene» che sta facendo. Eppure, a casa sua, il regime cinese continua a sostenere l’idea che la situazione del coronavirus nel paese sarebbe peggiorata molto se non fosse stato per le severe misure del PCC.

Sebbene alcuni cinesi deridano tale propaganda, lo stato è effettivamente riuscito a spingere questi pensieri nella mente di molte persone. «Anche se c’è ancora molto scontento per il modo in cui il governo cinese ha gestito la crisi, le persone al di fuori della provincia dell’Hubei hanno la sensazione generale che le cose in Cina siano sotto controllo […] Mentre altri governi lottano per contenere l’epidemia, i cinesi ora pensano che forse non è stato un problema limitato alla sola Cina», ha detto a DW Yun Jiang, direttore del China Policy Centre in Australia.

Effetto economico

Un nuovo rapporto della Banca Mondiale suggerisce che la pandemia del virus del PCC congelerà la crescita economica della Cina e spingerà nella povertà circa 11 milioni di persone dell’Asia orientale. L’espansione economica cinese dovrebbe diminuire fino al 2,3 percento quest’anno, rispetto al 6,1 percento del 2019. Si tratta di un enorme cambiamento nelle proiezioni. Infatti solo tre mesi fa, l’ente si aspettava che il tasso di crescita del paese asiatico per il 2020 fosse del 5,9 per cento, il che è evidente indicazione di quanto sia stato devastante il coronavirus del PCC.

L’espansione economica della Cina dovrebbe abbassarsi fino al 2,3 percento quest’anno. (Immagine: pixabay / CC0 1.0)

«La pandemia sta influenzando profondamente le economie della regione, ma la profondità e la durata dello shock sono insolitamente incerte […] il rischio di stress finanziario duraturo è elevato anche oltre il 2020 … I paesi più vulnerabili sono quelli che dipendono fortemente da commercio, turismo e materie prime; che sono fortemente indebitati e che si basano su flussi finanziari volatili», afferma il rapporto di France24. Si prevede che quest’anno l’Asia orientale e la regione del Pacifico, esclusa la Cina, cresceranno solo dell’1,3 percento. Tuttavia, se la situazione dovesse diventare più cupa, la crescita potrebbe addirittura contrarsi del 2,8 percento.

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/04/08/chinese-government-trying-to-retell-the-ccp-virus-narrative.html