Grandi Personaggi della Storia: Doge Andrea Vendramin

Andrea Vendramin (1393-1478) fu il 71° doge della Serenissima, grande esempio di virtù e buon cuore tra i 120 valorosi uomini a capo di Venezia. Eccolo descritto dal Palladio nel suo «Storia del Friuli», come riportato da conoscerevenezia.it:

«Doge Andrea, per testimonianza dei cronacisti, fu il più bello e grazioso uomo della città, di grande statura, valentissimo nella persona, siccome dice il suo encomiatore, il quale aggiunge, avere lui avuto, lentezza di mente, memoria vigorosa e pronta, moderazione d’animo, giustizia, splendidezza e misericordia verso i poverelli.»

Abile commerciante, le sue prime cariche

C’è chi dice che la sua famiglia giunse a Venezia da Udine, chi dalla Schiavonia come mercanti di oli e cereali con botteghe a Rialto. Quello che è certo è che le sue virtù si sviluppavano fin da ragazzino, esercitandosi nelle lettere e ottenendo ottimi risultati nella scherma. Quando morì il padre, per mantenere il patrimonio di famiglia si dedicò al commercio, aumentandone il valore. I cronisti dell’epoca ne parlavano come una delle famiglie nobili più virtuose di quei tempi.

Viene eletto avogadore, (l’Avogaria de Comun era un’antichissima magistratura del Palazzo Ducale, i cui tre avogadori tutelavano sulla correttezza nell’applicazione delle leggi), senatore (il Senato si radunava per questioni varie di guerra, pace, imposte, le cariche da distribuirsi e nomine degli ambasciatori) e savio (il Collegio era un organo che limitava i poteri del doge e i cui ministri erano chiamati Savi, cioè saggi).

arme Andrea Vendramin
Arme del Doge Vendramin, Venezia. (Immagine: Flickr / CC0 1.0 )

In occasione della guerra mossa dai Turchi è eletto commissario di una lega con le città cristiane Firenze e Milano e nel 1474 riesce a convincerle a mandare il denaro per armare le galee necessarie. Tuttavia le cose non vanno bene, perdono infatti i territori di Tana e Soldaia e Genova perse Caffa e con esse i commerci sul mar Nero.

Supremo onore per un supremo cuore

Quando morì Pietro Mocenigo, il doge precedente, a Vendramin fu riconosciuto il supremo onore della Repubblica, col minimo del quorum e all’età di 83 anni. Rimase in carica per due anni. Il notaio della Quarantia, che preferiva eleggere un casato aristocratico al suo posto tentò un broglio in favore di Benedetto Venier che però venne scoperto e le schede annullate.

moneta Andrea Vendramin
Zecchino di Andrea Vendramin, Museo Correr, Venezia. (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Durante il tradizionale giro «in pozzetto» da San Marco a Rivo Alto in cui il doge appena nominato distribuiva denari propri alla folla da una speciale sedia, distribuì monete d’oro anziché d’argento. Durante i due brevi anni del suo dogato fu clemente con i bisognosi e magnanimo nell’amministrare la giustizia. Papa Sisto IV rimase toccato dalla sua bontà d’animo, tanto da conferirgli la Rosa d’Oro, la celebre distinzione onorifica attribuita dai papi della Chiesa cattolica come segno di speciale distinzione. Egli stesso la restituì poi al tesoro di Venezia. Ebbe inoltre cinque figli e sette figlie.

Innalzano al più alto grado di nobiltà e di splendore…

ANdrea Vendramin monumento sepolcrale
Foto nella basilica di S. Giovanni e Paolo. Scultura in pietra apice del monumento funebre rinascimentale. È realizzata da Tullio Lombardo, raffigura il corpo sdraiato del Doge Andrea Vendramin vegliato da tre geni che reggono delle torce. (Immagine: Flickr / CC0 1.0 )

Morì nel maggio del 1478, all’età di 85 anni e sepolto nella Chiesa di Santa Maria dei Servi. Poi nel 1815 sia le spoglie che il monumento furono trasferite nella chiesa di SS. Giovanni e Paolo. Conclude il Palladio sul più bel sepolcro di Venezia:

« Il monumento che eressero i figli a questo doge, può dirsi il principe dei monumenti sepolcrali di Venezia per grandiosità di mole, per bellezza di marmi, per eleganza di lavoro e per armonia di proporzioni, ed è reputato opera di Alessandro Leopardi, a cui diede mano nelle sculture, che lo decorano, Tullio Lombardo. Statue, medaglie, bassirilievi, fregi, meandri, festoni, arabeschi, con saggia ordinanza distribuiti, innalzano al più alto grado di nobiltà e di splendore questa opera maravigliata.[…]».

Monumento dedicato al Doge Andrea Vendramin, Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, Venezia.(Immagine: Flickr / CC0 1.0 )