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    Hong Kong E I Principi Della Democrazia: Dibattuti Anche Al Copenhagen Democracy Summit

    Mercoledì 17 giugno i ministri del G7 hanno invitato Pechino a riconsiderare la legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong.

    Come ogni estate la Danimarca ha ospitato la conferenza internazionale Copenhagen Democracy Summit. Quest’anno l’incontro tra i maggiori stati con democrazia si è tenuto il 18 e il 19 giugno. Tra i vari temi, ha affrontato la spinosa questione di Hong Kong.

    Tra i personaggi di spicco che hanno partecipato ci sono Joshua Wong, segretario generale di Demosisto (l’organizzazione pro-democrazia che sostiene l’autodeterminazione per Hong Kong), Tsai Ing-wen, presidente di Taiwan; Mike Pompeo, Segretario di Stato degli Stati Uniti e Malcolm Turnbull, ex premier australiano.

    Ha inoltre partecipato Věra Jourová, vicepresidente della Commissione europea; Mircea Geoană, vice segretario generale della Nato e gli ex segretari di Stato statunitensi John Kerry e Madeleine Albright. Mentre i non politici erano Brad Smith, presidente di Microsoft, Jeann Meserve, giornalista due volte vincitrice dell’Emmy Awards e Ryan Heath, autore di Global Translations e giornalista politico.

    «Credo che un giorno ce la faremo»

    Il primo giorno del summit, il 18 giugno, dopo l’introduzione di Jonas Parello-Plesner, presidente di Alliance of Democracies Foundation, è intervenuto Joshua Wong. Il segretario, ha parlato della nuova Legge sulla sicurezza nazionale che la Cina sta per imporre ad Hong Kong. Ha detto: «Sono convinto che ogni parola che pronuncio oggi sarà la prova di un crimine nell’aula di un tribunale cinese nel prossimo futuro. Siamo cresciuti in sofferenze, lacrime e commiserazione, ma credo che un giorno ce la faremo. […] Non si tratta solo di combattere per Hong Kong. Prima Hong Kong, poi Taiwan, infine il resto del mondo».

    L’applicazione, infatti, della legge sulla sicurezza nazionale cinese a Hong Kong rischia di «compromettere seriamente» il principio di «Un Paese, due sistemi e l’alto grado di autonomia» dell’ex colonia britannica.

    Paura che legge sulla sicurezza nazionale attenti la democrazia

    Non a caso mercoledì 17 giugno i ministri del G7 hanno invitato Pechino a riconsiderare la legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong. G7, organizzazione composta da Mike Pompeo (Stati Uniti), Francois-Philippe Champagne (Canada), Jean-Yves Le Drian Francia), Heiko Maas (Germania) Toshimitsu Motegi (Giappone), Luigi Di Maio (Italia), Dominic Raab (Inghilterra) e Josep Borrell (Unione europea).

    Mike Pompeo Copenhagen Democracy Summit discorso online
    Il 19 giugno 2020 il Segretario di Stato americano Michael R. Pompeo ha tenuto un discorso al Summit virtuale per la democrazia di Copenhagen. Foto del Dipartimento di Stato. (Immagine: Flickr / CC0 1.0 )

    Questo, perché la decisione di Pechino mette a repentaglio «il sistema che ha permesso ad Hong Kong di crescere» e che ne ha fatto «per molti anni una realtà di successo». Si sono detti «preoccupati che questa azione possa ridurre e attentare ai diritti fondamentali e alle libertà di tutta la popolazione protetta dallo stato di diritto, nonché all’esistenza di un sistema della giustizia indipendente».

    Opposizione di Pechino

    La Cina tuttavia in un vertice alle Hawaii tra il segretario di Stato americano Mike Pompeo e il capo della diplomazia cinese Yang Jiechi, ha dichiarato che Pechino «si oppone con forza al comunicato diffuso dai ministri degli esteri del G7 sulle misure riguardo Hong Kong».

    L’esito finale dell’incontro è stato di migliorare le relazioni tra i due Paesi. Tuttavia Zhao Lijiang ha ribadito che «la determinazione della Cina a procedere verso una legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong è incrollabile. La Cina si oppone risolutamente all’interferenza Usa nelle questioni di Hong Kong e al comunicato dei ministri degli Esteri del G7 su Hong Kong»; mentre il segretario di Stato Pompeo ha ribadito la richiesta di una «piena trasparenza e condivisione dell’informazione per combattere la pandemia Covid-19 e prevenire futuri focolai».

    Mircea Geoana democrazia Copenaghen Democracy Summit  questione militare discorso online
    Il Vice Segretario Generale della NATO Mircea Geoană ha partecipato ad una discussione online sul tema “La spina dorsale militare per la democrazia” durante il Summit Democratico di Copenaghen 2020. (Immagine: Flickr )

    La nuova legge potrebbe essere approvata entro la fine di giugno ed essere rapidamente applicata. Il dibattito-scontro su quali siano i termini di democrazia e dittatura, su quali siano i campi in cui uno stato può limitare le libertà dei cittadini e quali diritti siano inviolabili, è ancora molto acceso e controverso da Oriente a Occidente.

    Scritto da: Fabio Cotroneo

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