Hong Kong, gli attacchi ai media indipendenti mostrano la lotta delle fazioni tra i leader cinesi

In una serie di incidenti avvenuti negli ultimi mesi, dei teppisti hanno messo in atto aggressioni e attacchi ai praticanti di Hong Kong, a The Epoch Times e il suo staff.
Un praticante del Falun Gong medita mentre i cittadini di Hong Kong passano davanti durante una marcia flash mob. Mostrano solidarietà ai 47 attivisti pro-democrazia di Hong Kong che sono stati accusati di sovversione contro il governo della città controllato dal Partito Comunista Cinese dopo aver organizzato e preso parte alle elezioni primarie, a Santa Monica, California, il 7 marzo 2021. (Immagine: RINGO CHIU / AFP tramite Getty Images)
Un praticante del Falun Gong medita mentre i cittadini di Hong Kong passano davanti durante una marcia flash mob. Mostrano solidarietà ai 47 attivisti pro-democrazia di Hong Kong che sono stati accusati di sovversione contro il governo della città controllato dal Partito Comunista Cinese dopo aver organizzato e preso parte alle elezioni primarie, a Santa Monica, California, il 7 marzo 2021. (Immagine: RINGO CHIU / AFP tramite Getty Images)

Hong Kong è da tempo un rifugio sicuro per i praticanti del Falun Gong, la pratica spirituale che ha sopportato più di 20 anni di attacchi e persecuzione totale da parte del regime comunista nella Cina continentale.

Invece in qualsiasi parte della Cina eseguire i cinque esercizi di meditazione della disciplina o leggere gli insegnamenti del suo fondatore, Li Hongzhi, può farti ottenere una condanna massacrante in un campo di lavoro o un grave sopruso in un centro di lavaggio del cervello.

Ad Hong Kong, dunque, i praticanti del Falun Gong sono una presenza comune. Distribuiscono liberamente informazioni sugli orrori subiti per la loro fede per le strade dell’ex colonia britannica. The Epoch Times, un giornale fondato dai praticanti del Falun Gong, opera a Hong Kong, portando avanti una linea coerente basata sulla critica contro il Partito Comunista Cinese (PCC).

Tuttavia e sorprendentemente, la presenza locale del Falun Gong – e la messaggistica dei suoi aderenti, ha continuato senza troppe azioni ufficiali. Questo, nonostante sia passato quasi un anno dall’imposizione di una drastica legge sulla sicurezza nazionale (NSL) da parte delle autorità cinesi che ha effettivamente vietato ogni dissenso politico a Hong Kong.

Ciò va in netto contrasto con il trattamento riservato ai leader del movimento pro-democrazia della città. Tale movimento ha visto nel 2019 milioni di hongkonghesi scendere in piazza per opporsi agli attacchi e al crescente controllo del PCC su Hong Kong. Joshua Wong, Agnes Chow e altre figure della lotta sono stati arrestati e condannati per aver tentato di preservare l’autonomia e la libertà della città.

Nel frattempo, la polizia ha fatto irruzione negli uffici di Apple Daily, un’altra testata anti-Pechino e pro-democrazia. Il suo fondatore, Jimmy Lai, è stato incarcerato il 14 maggio e i suoi beni sono stati congelati.

Attacchi mascherati a Hong Kong

Anche il Falun Gong, ha accusato il colpo, pur non essendo preso di mira dalla NSL. Infatti, in una serie di incidenti avvenuti negli ultimi mesi, dei teppisti hanno messo in atto aggressioni e attacchi ai praticanti di Hong Kong, The Epoch Times e il suo staff. Alla fine di aprile, Ta Kung Pao, un giornale locale noto per il sostegno al PCC, ha apertamente messo in discussione il fatto che il Falun Gong fosse permesso in città e ha raccomandato di vietare la pratica.

Protesta dei cittadini di Hong Kong
I cittadini di Hong Kong protestano contro la legge sulla sicurezza nazionale installata dal PCC il 1 ° luglio 2020 a Hong Kong. La situazione nella città si riduce a lotte tra fazioni all’interno del Partito che derivano dalla corruzione e dal favoritismi creati sotto l’ex presidente del PCC Jiang Zemin. (Immagine: Anthony Kwan / Getty Images)

Il 12 aprile, quattro uomini mascherati hanno fatto irruzione con mazze nella tipografia del The Epoch Times a Tsuen Wan, distruggendo macchine e computer per due minuti prima di fuggire dalla scena. Prima di allora, i praticanti del Falun Gong che presidiavano gli stand informativi sono stati molestati e hanno subito attacchi e atti di violenza. Finora, la polizia di Hong Kong ha arrestato otto sospetti.

L’11 maggio, Sarah Liang, una giornalista dell’edizione di Hong Kong del The Epoch Times, è stata attaccata da un uomo robusto che brandiva una mazza da baseball in alluminio. L’aggressione è avvenuta dopo un periodo di tempo in cui Liang aveva notato individui e veicoli sospetti che la seguivano. Come quando il 26 aprile un uomo di mezza età l’ha pedinata prima di fuggire una volta affrontato.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha condannato sia l’aggressione di Liang, che l’irruzione alla tipografia a Tsuen Wan. 

Nelle fauci del drago rosso

Il Falun Gong è una pratica tradizionale di qigong sviluppatasi in tutta la Cina negli anni ’90. Secondo le stime del governo cinese, nel 1998 il numero degli aderenti andava da 70 a 100 milioni di persone. L’anno successivo, il Falun Gong fu bandito dall’allora leader del PCC Jiang Zemin, con la scusa che la sua crescita minacciava di rendere il Partito e la sua ideologia atea uno “zimbello”.

Milioni di praticanti del Falun Gong hanno subito la prigionia, con torture, lavori forzati e altre forme di abuso. Secondo uno schema ideato dai più stretti luogotenenti di Jiang, si ritiene che negli ospedali cinesi, furono assassinati per i loro organi, un elevato numero di praticanti, tanto elevato, da non poterne determinare la quantità.

“Un paese due sistemi”

Per anni, i praticanti del Falun Gong e The Epoch Times, hanno goduto di una relativa libertà grazie allo status speciale di Hong Kong nell’ambito dell’accordo “un paese, due sistemi”. Dunque la città ha mantenuto lo stato di diritto in stile britannico e una vasta gamma di libertà politiche anche dopo il suo ritorno alla Cina nel 1997.

Tuttavia, nonostante il generale deterioramento delle libertà, da quando la persecuzione è iniziata, di attacchi ed episodi come quelli contro Sarah Liang e i praticanti del Falun Gong a Hong Kong nella Cina continentale nella città, sono accaduti in modo sporadico.

La prima grande sfida è emersa nel 2003, quando il PCC ha spinto per attivare l’articolo 23 della Legge fondamentale di Hong Kong. L’articolo, che avrebbe applicato una legislazione di “sicurezza nazionale” simile a quella della NSL approvata nel 2020, era visto come diretto ai praticanti del Falun Gong in città. Tuttavia, Pechino ha rinunciato di far applicare l’articolo 23 dopo che 500.000 cittadini si sono radunati contro l’articolo 23 in proteste di massa.

Nel 2012, poco dopo l’ascesa al potere dell’attuale leader cinese Xi Jinping, è sorto un gruppo chiamato Hong Kong Youth Care Association, o HKYCA. I membri della HKYCA, hanno perseguitato e intimidito i praticanti del Falun Gong in città, essendo stati i primi sospettati di un episodio di pestaggio di un sostenitore del Falun Gong già nel 2013.

Due lotte per Hong Kong

L’analisi di entrambi i recenti eventi di attacchi a Hong Kong e i più ampi sviluppi politici nel Partito Comunista aiutano a spiegare lo sconcertante trattamento del Falun Gong dopo l’attuazione della NSL.

Secondo la dichiarazione congiunta sino-britannica del 1984, Hong Kong doveva mantenere il suo sistema unico per 50 anni, fino al 2047. Molti osservatori in tutto il mondo e in città pensavano che per allora la Cina continentale sarebbe diventata una democrazia, o sufficientemente riformata in modo da rendere più profonda e tangibile l’integrazione con la terraferma per i residenti della città.

Al contrario, il PCC ha rapidamente iniziato a interferire con il governo e la società di Hong Kong. Ha imposto rapidamente una sorta di controllo sulla selezione degli alti funzionari, compreso il capo dell’esecutivo della città.

Prime proteste di Hong Kong

Il malcontento e la paura per l’invasione del Partito nella loro città hanno portato a una forte corrente di resistenza politica e sociale alla Cina continentale tra gli hongkonghesi, che è sfociata in varie proteste. In particolare si ricorda l’Umbrella Movement del 2014 e le manifestazioni contro l’estradizione del 2019.

Quest’ultima si è trasformata in un vero e proprio movimento pro-democrazia che ha attirato milioni di partecipanti tra i 7 milioni di abitanti di Hong Kong. È anche uno dei motivi principali per cui Pechino ha deciso alla fine di far passare la NSL.

Squadra di polizia di Hong Kong
La polizia di Hong Kong ha messo in mostra la sua forza a Golden Bauhinia Square davanti a uno striscione di propaganda che promuoveva la NSL il 1 ° luglio 2020 a Hong Kong. La legge sulla sicurezza nazionale ha effettivamente eliminato la democrazia e installato il totalitarismo anni prima della scadenza del contratto “Un paese, due sistemi” del PCC con l’Inghilterra. (Immagine: Anthony Kwan / Getty Images)

Tuttavia, a parte il desiderio del PCC di assimilare Hong Kong alla sua dittatura, anche la feroce lotta tra le fazioni negli alti ranghi del partito ha avuto un ruolo importante nel destino della città.

Nonostante l’ex leader cinese Jiang Zemin e i suoi alleati si siano dimessi dai loro incarichi nei primi anni 2000, hanno mantenuto il dominio sul regime del PCC per tutto il primo decennio del XXI secolo. Hanno scavalcato in gran parte il successore di Jiang, Hu Jintao, attraverso il sistema della “leadership collettiva”.

Xi Jinping sfida per la fazione di Jiang

Tuttavia, nel 2012, la nomina di Xi Jinping in qualità di segretario generale del PCC ha rappresentato una sfida unica per la fazione di Jiang. Per consolidare il potere, Xi ha preso di mira la rete di influenza di Jiang, facendo cadere centinaia di alti funzionari legati all’ex leader in una vasta campagna anti-corruzione che è ancora in corso.

Tuttavia, la fazione di Jiang rimane profondamente radicata nel regime, avendo sviluppato ampie connessioni nel partito, nello stato, nell’esercito e nel settore degli affari. Il braccio destro di Jiang, l’ex vice presidente cinese Zeng Qinghong, mantiene una forte influenza sulla comunità di intelligence del PCC.

Secondo un resoconto interno della fine del 2012, l’HKYCA era un progetto della fazione di Jiang per incoraggiare l’odio verso il Falun Gong in città, “guidato” da Zeng. Altri funzionari della fazione Jiang occupavano o occupano posti chiave nel PCC e negli organi del governo cinese che supervisionano Hong Kong, complicando la presa di Xi nella zona.

Questa fonte all’interno di Pechino ha dichiarato a The Epoch Times che “Zeng, ha istruito e piantato Leung Chun-ying a Hong Kong, e poi lo ha usato per creare e aiutare la HKYCA”.

I ricercatori di SinoInsider, una società di consulenza sui rischi politici specializzata nella politica del regime cinese, osservano che Hong Kong è un punto chiave per gli intrighi di fazione tra la leadership di Xi e il campo di Jiang.

La persecuzione del Falun Gong, prodotto dell’era di Jang Zemin

La persecuzione del Falun Gong, essendo il prodotto dell’era di Jiang Zemin, è un’eredità politica che Jiang e i suoi associati hanno il massimo interesse a mantenere. Nel frattempo, la campagna anti-corruzione e il consolidamento del potere sotto Xi hanno preso direttamente di mira la fazione di Jiang, con la possibilità di prevedere la caduta di un funzionario sulla base della sua storia di persecuzione del Falun Gong. Infatti coloro che hanno mostrato più entusiasmo nella brutale campagna hanno avuto più probabilità di salire di grado quando Jiang era al potere.

Nel frattempo, l’ “Ufficio 610” si è sciolto tecnicamente all’inizio del 2019. È il nome in gergo di un’organizzazione di sicurezza extralegale creata appositamente per gestire la repressione del Falun Gong. Alla fine del 2020, si sciolse anche anche l’HKYCA, un tempo sede condivisa con un Ufficio 610 municipale oltre il confine di Hong Kong.

Tuttavia, le persone e le organizzazioni associate all’Ufficio 610 e all’HKYCA hanno continuato a operare. 

Xi Jinping e la legge sulla sicurezza nazionale

SinoInsider osserva che Xi Jinping ha imposto la legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong non solo per schiacciare il movimento per la democrazia locale, ma anche per prendere di mira la fazione di Jiang e arginare i suoi tentativi di utilizzare la città come “base anti-Xi”. 

Il think tank ha scritto in una recente newsletter che, data l’esistenza della legge sulla sicurezza nazionale, l’approccio subdolo per attaccare il Falun Gong non ha senso, quantomeno se si assume che il Partito Centrale – guidato da Xi – sia alla base del tentativo di estendere la persecuzione a Hong Kong.

“La leadership potrebbe semplicemente usare la legge sulla sicurezza nazionale per arrestare Liang o qualsiasi altro giornalista di The Epoch Times a Hong Kong, e chiudere il giornale in un attimo data la posizione anti-PCC del media”.

Sinolnsider ha dichiarato: “Piuttosto, gli attacchi contro il Falun Gong e The Epoch Times sembrano essere condotti da elementi della malavita o risorse dell’intelligence legati alla fazione di Jiang.” La leadership di Xi, non avendo alcun interesse particolare a perseguitare il Falun Gong a parte la necessità di mantenere la coerenza ideologica del PCC, potrebbe persino vedere la pratica come una “carta” politica da giocare un giorno contro Jiang e i suoi alleati. 

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/05/19/hong-kong-communist-party-infighting.html