Hong Kong, nuova normativa ordina di ritirare i libri pro-democrazia

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Joshua Wong, giovane attivista democratico di Hong Kong. (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Una normativa entrata in vigore il 30 giugno, impone di ritirare i libri “pro-democrazia” per garantire l’uniformità con la nuova legge sulla sicurezza. Un nuovo pretesto per il regime cinese per sopprimere il movimento democratico che da tempo sta cercando di far rispettare l’autonomia di Hong Kong. Tra i libri ritirati ci sono quelli di due importanti esponenti democratici, Joshua Wong e Tanya Chan.

Dopo la legge sulla sicurezza nazionale imposta dalla Cina, a Hong Kong si manifestano le conseguenze anche sul piano culturale e della libertà di pensiero. Chan conferma che i cittadini al fine di evitare problemi si autocensurano. La nuova normativa difatti arriva a punire gli atti di sovversione, secessione, terrorismo e collusione con le forze straniere.

Wong eguaglia la censura repressiva presente in Cina a quella che si sta facendo sempre più strada ad Hong Kong. Dal momento che sono già state arrestate 10 persone per aver violato il provvedimento, le persone temono di essere arrestate dalla polizia ed estradate in Cina. Il sistema giudiziario cinese, ormai noto per le numerose violazioni dei diritti umani, ha spinto molte delle personalità del fronte democratico a rifugiarsi all’estero, come Nathan Law.

La legge sulla sicurezza «segna la fine della Hong Kong che il mondo conosceva. Con poteri spazzati via e una legge indefinita, la città diventerà uno stato di polizia segreta». Questo è il commento su Twitter di Wong, secondo La Stampa. Il regime dittatoriale cinese prosegue la sua linea garantendo che la legge sulla sicurezza non lederà le libertà garantite nell’ex colonia britannica.