I cubani protestano contro il regime comunista per l’aumento dei prezzi e la penuria

Le manifestazioni sono le più grandi proteste antigovernative nella storia di Cuba dalla rivolta del Maleconazo del 1994 contro le politiche del governo. Il regime comunista è al potere da 62 anni, e fino al 2016 guidato dal rivoluzionario fondatore Fidel Castro, morto quell'anno.
L'11 luglio 2021 le persone prendono parte a una manifestazione contro il governo del presidente cubano Miguel Diaz-Canel all'Avana. Migliaia di cubani hanno partecipato a rare proteste domenicali contro il governo comunista, marciando attraverso una città cantando

Migliaia di cubani sono scesi nelle strade di 16 città, tra cui la capitale nazionale dell’Avana, per esprimere il loro disappunto per le lunghe file e l’aumento dei prezzi. Ciò è stato associato alla scarsità di cibo e medicine nel mezzo di un peggioramento della pandemia di COVID-19.

Molti dei manifestanti cantavano “Abbasso il comunismo”, “Loro (il regime) devono andarsene”, “Libertà” e così via. Alcune persone hanno esposto bandiere americane.

Le manifestazioni sono le più grandi proteste antigovernative nella storia di Cuba dalla rivolta del Maleconazo del 1994 contro le politiche del governo. Il regime comunista è al potere da 62 anni, e fino al 2016 guidato dal rivoluzionario fondatore Fidel Castro, morto quell’anno.

“Stiamo attraversando tempi davvero difficili… Abbiamo bisogno di un cambio di sistema”, ha detto a Reuters Miranda Lazara, un’insegnante di danza di 53 anni che ha partecipato alle proteste all’Avana. “Protestano per i blackout, perché non ci sono medicine… Protestano per la crisi, perché non c’è cibo né medicine, perché bisogna comprare tutto nei negozi di valuta estera, e la lista continua”, ha detto un residente.

cubani proteste
La gente partecipa a una manifestazione contro il governo del presidente cubano Miguel Diaz-Canel all’Avana, l’11 luglio 2021. (Immagine: di YAMIL LAGE/AFP tramite Getty Images)

Pandemia e crisi economica mettono sotto pressione il regime cubano

La pandemia di COVID-19 ha devastato il paese e non mostra segni di rallentamento, poiché il numero di casi giornalieri è aumentato drasticamente. Il primo gennaio, il numero di nuovi casi giornalieri confermati di COVID-19 era di 193. L’11 luglio, questa cifra era di 6.923, un aumento del 3487%. Il numero giornaliero di morti durante questo periodo è passato da quasi zero a 47.

Tuttavia, molti gruppi di opposizione sostengono che il vero numero di morti è probabilmente più alto. Si dice che i centri sanitari pubblici siano sull’orlo del collasso. Video di ospedali sopraffatti sono diventati virali. Negli ultimi giorni, i netizen cubani hanno usato l’hashtag #SOSCuba, chiedendo un intervento umanitario internazionale.

Nel frattempo, l’economia cubana ha subito un’enorme pressione. Il motivo principale è che l’industria del turismo, una delle più grandi fonti di entrata economiche, si è trovata in un limbo a causa della pandemia del coronavirus. C’è una diffusa carenza di medicine, cibo e altri materiali di base, con prezzi fuori controllo.

Pavel Vidal, un economista dell’Università Pontificia Javeriana di Cali in Colombia, stima che i prezzi saliranno fino al 900% nei prossimi mesi. Il regime comunista al potere ha aumentato i salari all’inizio dell’anno, il che ha anche contribuito all’impennata dei prezzi. A giugno, il governo ha temporaneamente impedito alle banche di accettare depositi in contanti in dollari statunitensi.

Le autorità hanno limitato l’accesso a internet e bloccato i siti web dei social media nel tentativo di arginare la diffusione delle proteste. La proliferazione delle piattaforme di social media significa che un gran numero di cubani sono ora in grado di pianificare e organizzare proteste. Questo il regime non lo vuole. Il governo ha accusato i “nemici della rivoluzione” di usare le reti sociali per creare “strategie di destabilizzazione” che seguono i manuali della CIA.

In un’intervista con l’Associated Press, Ted Henken, un esperto di America Latina al Baruch College, City University di New York, ha detto che la più grande rivoluzione della comunicazione nel paese ha avuto luogo nel dicembre 2018, quando i cubani hanno ottenuto l’accesso a Internet mobile. Più della metà della popolazione ora ha accesso a internet. Anche se chiudere internet è una tattica comune per sopprimere dissidenti e attivisti, Henken non si aspetta che il governo continui con questa politica per molto tempo.

“Il problema che hanno ora è che non si tratta di una manciata di attivisti o artisti o giornalisti indipendenti – ora è una fascia massiccia della popolazione in tutto il paese… Quindi il genio è fuori dalla bottiglia. Stanno cercando di rimetterlo dentro”, ha detto Henken.

poster Fidel Castro uomini in bicicletta
Uomini in bicicletta accanto ad un poster del defunto leader cubano Fidel Castro all’Avana, il 12 luglio 2021. (Immagine: YAMIL LAGE/AFP tramite Getty Images)

Il presidente cubano Miguel Diaz-Canel si è scagliato contro i manifestanti, definendoli “vergognosi delinquenti” che tentano di “fratturare” la rivoluzione comunista del paese. Ha accusato le proteste di essere sostenute dagli Stati Uniti, al fine di suscitare il malcontento pubblico e rovesciare il regime comunista. Rogelio Polanco Fuentes, un alto funzionario del partito che gestisce il dipartimento di ideologia, ha definito le proteste come uno sforzo di Washington per creare “instabilità e caos” a Cuba.

Negli Stati Uniti, migliaia di cubani americani hanno partecipato ad una manifestazione a Miami per sostenere i loro connazionali in patria. In un’intervista con France24, il 35enne cubano-americano Gianni Leyva, ex marine, ha detto che spera che il popolo cubano continui la sua lotta contro il governo comunista.

“Spero che il governo americano permetta ai cubani qui di andare ad aiutare. Vogliamo aiutare – io come veterano – e ci sono molti veterani là fuori che hanno servito nell’esercito americano, sono pronti ad andare a combattere per le libertà se ci è permesso”, ha detto Leyva. Manifestazioni si sono tenute anche in altre nazioni come Argentina, Cile, Spagna e così via.

Posizioni politiche e tecnologiche

Il 12 luglio il presidente Joe Biden ha rilasciato una dichiarazione in cui ha affermato che gli Stati Uniti stanno con il popolo di Cuba. Li ha lodati per aver “coraggiosamente affermato” i loro “diritti fondamentali e universali”.

“Questi diritti, compreso il diritto di protesta pacifica e il diritto di determinare liberamente il proprio futuro, devono essere rispettati. Gli Stati Uniti chiedono al regime cubano di ascoltare il loro popolo e servire i loro bisogni in questo momento vitale piuttosto che arricchirsi”, ha detto la dichiarazione.

Julie Chung, assistente segretario facente funzione per l’Ufficio degli Affari dell’Emisfero Occidentale del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, ha detto in un tweet che le proteste pacifiche a Cuba riguardano le preoccupazioni del popolo per “l’aumento dei casi/morti di COVID e la carenza di medicine”.

Christian Ziegler, vicepresidente del Partito Repubblicano della Florida, ha accusato la risposta di Chung quale tentativo di travisare le manifestazioni cubane, insistendo che le proteste sono contro il regime comunista. “Hey Joe – Le bandiere americane portate nelle proteste in tutta Cuba rappresentano la LIBERTA’, non il COVID”, ha detto Ziegler in un tweet.

manifestazioni cubani
Residenti cubani in Costa Rica manifestano davanti all’ambasciata degli Stati Uniti a San Jose, il 13 luglio 2021 chiedendo un intervento militare e umanitario a Cuba. (Immagine: EZEQUIEL BECERRA/AFP tramite Getty Images)

Il commentatore politico conservatore Ben Shapiro ha twittato sui suoi recenti colloqui con i leader del movimento dissidente cubano e ha accusato Biden e i media mainstream di diffondere bugie sulle proteste. “I media mainstream e Biden affermano che questo movimento per la libertà riguarda esclusivamente la mancanza di vaccini e le sanzioni statunitensi ed è una bugia totale. Riguarda la malvagia repressione di una tirannia comunista”, ha detto Shapiro in un tweet.

Il senatore repubblicano Marco Rubio della Florida ha definito il tweet di Chung “ridicolo”. “La gente a #Cuba sta protestando contro 62 anni di socialismo, bugie, tirannia e miseria, non sta ‘esprimendo preoccupazione per l’aumento dei casi/morti di COVID’… Perché è così difficile per @potus e le persone della sua amministrazione dirlo?” Rubio ha twittato.

Nel frattempo, Twitter è stato anche accusato di minimizzare l’impatto delle proteste cubane nella sua sezione di tendenza, caratterizzandolo principalmente come un movimento per “diffondere la consapevolezza” della pandemia COVID-19.

In un tweet, Rubio ha definito l’azione di Twitter come “surreale ma non sorprendente” e ha dichiarato che la presentazione delle proteste da parte della piattaforma “ignora” come la manifestazione riguarda le conseguenze disastrose del socialismo.

Tradotto da: Massimiliano Volpato

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/07/13/cuba-protests-vent-anger-against-communist-regime-over-rising-prices-and-shortages.html