I Gruppi Sanguigni Determinano Vulnerabilità Al Coronavirus?

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La tipologia del gruppo sanguigno si suppone possa essere collegato a COVID-19.  (Immagine: Pixabay / CC0 1.0)

I nostri gruppi sanguigni determinano la vulnerabilità ai coronavirus? Esistono quattro principali gruppi sanguigni tra gli esseri umani: A, B, AB e O. Molti studi hanno ipotizzato che potrebbero influenzare la nostra vulnerabilità a malattie come il cancro. Dopo la prima ondata di COVID-19, si è ipotizzato che le persone con certi gruppi sanguigni potrebbero essere più a rischio di essere infettate di altre. La comunità scientifica è divisa sulla questione, con alcuni studi che sostengono che esiste un legame tra di essi e il COVID-19, mentre gli esperti avvertono che tali affermazioni non dovrebbero essere prese come verità assolute.

Gruppo sanguigno e COVID-19

I gruppi sanguigni vennero scoperti per la prima volta nel 1901. Come altri tratti genetici, anche questi sono ereditati dai genitori. Il vostro gruppo sanguigno può avere una certa influenza su come le varie malattie vi colpiscono. Se si appartiene al gruppo sanguigno O, il rischio di morire di malaria grave è minore. Tuttavia, le probabilità di contrarre un’infezione da norovirus saranno più alte. Le persone con gruppo sanguigno B hanno un rischio minore di contrarre il cancro. Venendo al coronavirus del PCC, alcuni studi hanno dimostrato che esistono collegamenti tra i gruppi sanguigni e l’infezione.

A giugno, un rapporto pubblicato sul New England Journal of Medicine ha dettagliato uno studio che ha rilevato che le persone con gruppo sanguigno A hanno un rischio maggiore del 45 per cento di contrarre il COVID-19 e di sviluppare sintomi gravi. Al contrario, coloro che hanno il gruppo sanguigno O hanno una minore probabilità di contrarre l’infezione. Le conclusioni sono giunte dopo aver studiato oltre 1.900 pazienti affetti da COVID-19 gravemente malati, provenienti da Italia e Spagna.

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Le persone con gruppo sanguigno O non dovrebbero pensare di essere in qualche modo più immuni al virus rispetto agli altri. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0)

Uno studio condotto dalla Harvard Medical School (HMS) ha scoperto che il gruppo sanguigno di una persona non è associato a un grave peggioramento dei sintomi in un individuo che ha già contratto il COVID.19. «Abbiamo dimostrato attraverso uno studio multi-istituzionale che non c’è ragione di credere che ci sia un certo gruppo sanguigno ABO che porterà ad un aumento della gravità della malattia, che abbiamo definito come la necessità di intubazione o che porta alla morte… Questa prova dovrebbe aiutare a mettere a tacere i precedenti rapporti di una possibile associazione tra il gruppo sanguigno A e un rischio più elevato per l’infezione COVID-19 e la mortalità», ha detto in un comunicato l’autore dello studio Anahita Dua, assistente professore di chirurgia presso il Mass General Hospital di Boston.

Tuttavia, lo studio ha trovato che quegli individui sintomatici che avevano gruppi sanguigni B e AB ed erano Rh-positivi avevano una maggiore possibilità di risultare positivi al test per il COVID-19. Per le persone con gruppo sanguigno O è stato trovato che è meno probabile che risultino positive al test per il virus. Questo significa che il gruppo sanguigno O è un «protettore divino» e che le persone che appartengono a questo gruppo dovrebbero prendersela comoda? Per niente. Il dottor Roy Silverstein, presidente del dipartimento di medicina del Medical College del Wisconsin, avverte che un simile atteggiamento è avventato. Fa notare che la differenza assoluta tra i vari gruppi sanguigni è talmente piccola che non comporta un effettivo cambiamento del rischio. Silverstein dice che òe persone con sangue di tipo O non dovrebbero mai essere spinte a credere di avere un rischio di infezione minore.

Rischi COVID-19

Non è solo il gruppo sanguigno che potrebbe potenzialmente determinare il rischio di essere affetti da COVID-19. Ci sono anche diversi altri fattori. Per esempio, la vostra età avrà un ruolo enorme nel rischio di rimanere infetti. Quasi 8 decessi su 10 negli Stati Uniti sono dovuti a persone di 65 anni o più. Poiché gli anziani tendono ad avere più malattie croniche come il diabete e le malattie cardiache, saranno inevitabilmente più a rischio di morte.

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I fumatori hanno maggiori probabilità di contrarre un’infezione critica da COVID-19. (Immagine:Pixabay / CC0 1.0)

Le persone che hanno una forte abitudine al fumo sono anche più soggette all’infezione da COVID-19. Uno studio condotto in Cina ha rilevato che quasi il 12,3% dei fumatori tra i pazienti infetti è finito in terapia intensiva quando le loro condizioni sono peggiorate. Al contrario, solo il 4,7% dei non fumatori è stato ricoverato in terapia intensiva.

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/07/28/does-our-blood-types-determine-vulnerability-to-coronavirus.html