I paesi che usano i vaccini made-in-china soffrono ancora di epidemie

Il New York Times, citando un rapporto, ha riferito che i paesi che utilizzano i vaccini made-in-China proposti dal PCC non si stavano liberando del virus, ma stavano invece lottando con un'impennata di casi positivi.
Operatori funebri in piedi di fronte a file di tombe per morti associate al Covid-19 in un cimitero speciale a Giacarta, in Indonesia, il 24 giugno 2021. I paesi che hanno fatto affidamento ai vaccini offerti dal Partito Comunista Cinese stanno ancora soffrendo di casi numericamente importanti. (Immagine: Fazjri Abdillah/Riau Images/Barcroft Media tramite Getty Images)
Operatori funebri in piedi di fronte a file di tombe per morti associate al Covid-19 in un cimitero speciale a Giacarta, in Indonesia, il 24 giugno 2021. I paesi che hanno fatto affidamento ai vaccini offerti dal Partito Comunista Cinese stanno ancora soffrendo di casi numericamente importanti. (Immagine: Fazjri Abdillah/Riau Images/Barcroft Media tramite Getty Images)

Pechino sta promuovendo dall’anno scorso la sua “diplomazia sui vaccini“, con l’obiettivo di espandere le sue influenze diplomatiche fornendo vaccini made-in-Cina facilmente accessibili. Tuttavia, l’efficacia delle varianti cinesi del vaccino COVID-19 è stata ampiamente messa in discussione. In particolare contro le nuove mutazioni del virus. Alcuni paesi con alti tassi di vaccinazione che utilizzano vaccini made-in-China stanno ancora sperimentando gravi epidemie. Questo, a dimostrazione che la qualità dell’offerta della nazione, non è così buona quanto sostiene la propaganda ufficiale cinese.

Il 22 giugno, il New York Times, ha riferito che i paesi che utilizzano i vaccini proposti dal Partito Comunista Cinese, (PCC) non si stavano liberando del virus, ma stavano invece lottando con un’impennata di casi positivi.

Il rapporto citava i dati del progetto di rilevamento Our World in Data. Il progetto mostrava che Seychelles, Cile, Bahrain e Mongolia figurano tra i primi 10 paesi con i focolai più gravi di COVID-19. Sono paesi in cui il 50-68 percento della popolazione è stata completamente vaccinata con un tasso di copertura delle vaccinazioni superiore a quello degli Stati Uniti. Tutavia i vaccini provengono dalla Cina, da Sinopharm o Sinovac Biotech.

Le precedenti statistiche dell’Università di Oxford mostrano anche che al 9 giugno, dei 10 paesi con il maggior numero di casi confermati per milione di persone in un solo giorno, nove paesi hanno ricevuto un gran numero o una buona parte del vaccino prodotto in Cina. Alle Seychelles, che ha il più alto tasso di infezione, quasi il 60 percento delle iniezioni somministrate sono Sinopharm; in Uruguay, l’80 percento dei vaccini sono Sinovac Biotech.

La Mongolia ha ricevuto milioni di dosi di vaccini Sinopharm attraverso le iniziative di diplomazia sui vaccini del PCC. Ora, il 20 giugno la Mongolia ha registrato 2.400 nuovi casi di infezione. Quattro volte il numero di casi rispetto a un mese fa. Questo, nonostante il 52 percento della popolazione mongola sia stato completamente inoculato.

Il Bahrain è stato inoltre uno dei primi paesi ad accettare i vaccini made-in-China. Il paese insulare nel Golfo Persico, ha approvato le indicazioni per l’uso prima che fossero disponibili i dati degli studi clinici in fase avanzata. Ha continuato tuttavia a segnalare un gran numero di casi positivi nei soggetti vaccinati.

Alle Seychelles, che dipendono fortemente dal vaccino Sinopharm, il numero di casi di Covid-19 per milione recentemente confermati, ha raggiunto il numero di 716 a metà giugno. In confronto, in Israele, dove viene somministrato il vaccino Pfizer, i casi per milione sono scesi a meno di 5.

Intanto in Indonesia, si sta diffondendo una nuova variante del virus. Il gruppo di mitigazione del rischio, dell’Associazione medica indonesiana, afferma che più di 350 medici e operatori sanitari hanno recentemente iniziato a soffrire di COVID-19. Quqesto, anche sebbene siano stati completamente vaccinati con Sinovac. Tra febbraio e 7 giugno, 61 medici sono morti a causa del COVID-19; 10 di loro hanno assunto il vaccino di fabbricazione cinese, ha affermato l’Associazione.

Kenneth Mak, direttore dei servizi medici a Singapore, ha dichiarato in una conferenza stampa, che le prove provenienti da altri paesi hanno mostrato che le persone che avevano ricevuto il vaccino Sinovac, stavano affrontando “Un notevole rischio legato alla mancata copertura del vaccino.”

Singapore sta offrendo Sinovac al pubblico dal 18 giugno. E’ stata sollevata una domanda rilevante tra i cittadini cinesi nel paese. Questi temono che solo i vaccini cinesi saranno accettati come validi se tornano sulla terraferma.

 operatore sanitario inietta il vaccino
Un operatore sanitario inietta la variante Sinovac dell’iniezione COVID-19 a un residente. L’aumento dei test PCR positivi in ​​Indonesia ha raggiunto un nuovo record, che solleva sempre più preoccupazioni sul fatto che la pandemia stia sfuggendo al controllo in Indonesia poiché il paese si sottopone a vaccini made in China. (Immagine: Edy Susanto/SOPA Images/LightRocket tramite Getty Images)

Il New York Times ha osservato che nell’era post-pandemia, le disuguaglianze dei vaccini possono aver provocato la divisione dei paesi in tre gruppi. Il primo gruppo sarebbe composto da paesi ricchi che hanno usato i vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna. Il secondo sarebbe composto da paesi più poveri che non hanno avuto sufficienti dosi di vaccini per vaccinare in modo massiccio i loro cittadini. Mentre il terzo con “la Cina, così come le oltre 90 nazioni che hanno ricevuto i vaccini cinesi, alle prese con chiusure a rotazione, test e limiti giornalieri”.

Le economie potrebbero rimanere rallentate. E poiché sempre più cittadini mettono in dubbio l’efficacia delle dosi cinesi, anche convincere le persone non vaccinate a fare la fila per l’inoculazione, può diventare più difficile“, afferma l’autore.

In una dichiarazione il ministero degli Esteri di Pechino ha affermato che, nonostante le controversie sull’efficacia dei vaccini prodotti in Cina, il vaccino della nazione “ha lo scopo di fermare malattie gravi piuttosto che la diffusione del virus, ed è riconosciuto per la sua sicurezza ed efficacia”.

Nella dichiarazione afferma inoltre che la Cina non ha trovato una connessione tra il vaccino e la recente epidemia, pur facendo affidamento sui dati dell’OMS. Secondo questi infatti, i tassi di vaccinazione in quei paesi, non sono ancora abbastanza alti per prevenire un’epidemia, pertanto devono essere mantenute ulteriori misure preventive.

Sui vaccini made-in-China, sono stati resi pubblici pochi dati clinici fondamentali. Riguardo alla controversia, né Sinopharm, né Sinovac hanno risposto alle richieste del New York Times e di altri media cinesi.

Nikolai Petrovsky è professore al College of Medicine and Public Health della Flinders University in Australia. Ha raccontato al NYT che tutte le prove indicano che il vaccino Sinopharm ha contribuito poco a contenere la diffusione della malattia. Ha anche menzionato che i vaccini made-in-China, possono aver permesso alla persona infetta di sviluppare pochi, o nessun sintomo e di trasmettere comunque il virus ad altri.

Penso che questa complessità sia stata trascurata dalla maggior parte dei decisori in tutto il mondo“, ha affermato.

William Schaffner, invece è il direttore medico della Fondazione nazionale per le malattie infettive alla Vanderbilt University. Ha fatto un’osservazione simile al NYT: “I tassi di efficacia delle iniezioni cinesi potrebbero essere abbastanza bassi da consentire una certa trasmissione, oltre a creare malattie in una quantità sostanziale di popolazione vaccinata, benché mantenga in gran parte le persone fuori dall’ospedale.”

La recente situazione pandemica in Francia ha mostrato segni di rallentamento. Di recente, le restrizioni all’ingresso verso i turisti stranieri vaccinati, si sono allentate. Coloro che hanno ricevuto il vaccino possono ora entrare in Francia senza fornire un “motivo urgente”. Tuttavia, solo i vaccini Moderna, Pfizer BNT, AstraZeneca e J&J sono riconosciuti da parte della nazione francese.

Il 15 giugno, I media cinesi hanno citato l’ambasciata cinese in Francia, sottolineando così che il vaccino cinese è stato incluso nella lista di emergenza dell’OMS il mese scorso e che dovrebbe essere riconosciuto dal governo francese. Il PCC ha affermato, che come ritorsione, sarebbero state applicate “sanzioni equivalenti” contro la Francia. Ha detto che Pechino non avrebbe riconosciuto i vaccini di provenienza straniera ricevuti dai francesi che entrano in Cina.

Tuttavia, i vaccini made-in-China Sinovac e Sinopharm, non sono ancora stati approvati per l’uso dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA).

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/06/27/made-in-china-vaccine-outbreaks.html