I praticanti del Falun Gong si radunano a Washington per porre fine alla persecuzione di Pechino mentre incombe il 22° anniversario

Nina Shea, Senior Fellow e Direttore del Centro per la Libertà Religiosa ha affermato: "Questo è il crimine più atroce che coinvolge i diritti umani. È inciso nel cuore degli americani che non lo tollereremo mai più".
I praticanti del Falun Gong marciano in una manifestazione del 2018 a Washington DC. Lo fanno in memoria degli altri membri che sono stati assassinati dal Partito Comunista Cinese. I praticanti si sono nuovamente radunati nella capitale americana il 16 luglio per chiedere la fine della persecuzione e genocidio durato 22 anni a danno dei 100 milioni di cittadini cinesi che un tempo praticavano e studiavano gli esercizi meditativi. (Immagine: Associazione Falun Dafa di Washington, DC)
I praticanti del Falun Gong marciano in una manifestazione del 2018 a Washington DC. Lo fanno in memoria degli altri membri che sono stati assassinati dal Partito Comunista Cinese. I praticanti si sono nuovamente radunati nella capitale americana il 16 luglio per chiedere la fine della persecuzione e genocidio durato 22 anni a danno dei 100 milioni di cittadini cinesi che un tempo praticavano e studiavano gli esercizi meditativi. (Immagine: Associazione Falun Dafa di Washington, DC)

Il mese di luglio ospita uno degli anniversari più solenni e tragici nella storia della società umana: l’inizio dei 22 anni di persecuzione dei 100 milioni di praticanti del Falun Gong dal Partito Comunista Cinese (PCC). Il Falun Gong è un’antica pratica spirituale cinese di coltivazione della mente e corpo che coinvolge esercizi e meditazione.

Il 16 luglio, i praticanti si sono riuniti a Washington D.C. per commemorare coloro che hanno perso la vita per mano del PCC mentre sostenevano il loro credo, per chiedere la fine della persecuzione e esortare i cittadini, le imprese e i governi a ritenere il centenario regime comunista cinese responsabile dei suoi crimini.

Levi Browde, Direttore Esecutivo del Centro Informazioni della Falun Dafa, ha detto a NTD Television che quando la persecuzione è iniziata per la prima volta il 20 luglio 1999 per mano dell’ex presidente del PCC Jiang Zemin, i praticanti con sede negli Stati Uniti hanno fatto tutto il possibile per richiamare l’attenzione del governo americano e di informare il pubblico sulla verità di quanto stava accadendo.

Dopo quasi 22 anni di persecuzione, Browde ha affermato che le commemorazioni annuali si sono trasformate in manifestazioni che sono servite da piattaforma per funzionari, sostenitori dei diritti umani e gruppi per la libertà religiosa per parlare contro la persecuzione. “Il punto è dire esattamente al popolo e al governo americano cosa sta succedendo al Falun Gong e perché è importante per tutti i praticanti del Falun Gong in Cina, ma in realtà anche per l’America”, ha detto Browde.

Il Falun Gong (法輪功), conosciuto anche come Falun Dafa (法輪大法), è una pratica di qigong gratuita, simile nella forma al tai chi. La pratica, diffusa nel 1992 da Li Hongzhi, si basa sui principi fondamentali di Verità, Compassione e Tolleranza (真善忍). Si mantiene una particolare importanza alla coltivazione, al miglioramento del carattere di un individuo nella vita quotidiana e nei conflitti sociali, ai valori tradizionali basati sui 5.000 anni di civiltà cinese pre-comunista.

Prima che Jiang, timoroso di perdere la sua influenza personale e il suo potere, lanciasse una campagna di soppressione a livello nazionale su scala mai vista, sin dai tempi della Rivoluzione Culturale di Mao, la pratica era ampiamente diffusa, con oltre 100 milioni di cittadini cinesi praticanti di tutti i ceti sociali.

Nonostante la totale opposizione di tutti gli altri membri del Comitato Permanente del Politburo e un principio fondamentale emanato dal signor Li fin dal momento della nascita del Falun Gong, che proibiva il coinvolgimento della pratica in qualsiasi livello della politica cinese, Jiang ha usato il suo potere per sopprimere il Falun Gong.

Nonostante il cambio ufficiale al potere da Jiang a Hu Jintao nel 2003 e a Xi Jinping nel 2013, la persecuzione persiste fino ad oggi.

La Cina deve cambiare

Intervenendo all‘International Religious Freedom (IRF) Summit del 15 luglio, l’ex ambasciatore degli Stati Uniti per la libertà religiosa Sam Brownback, ha sottolineato che spetta alla Cina cambiare se stessa: “finché la Cina non cambierà e si aprirà ai diritti umani e a cose come la libertà religiosa, avremo un certo numero di altri paesi che la sosterranno”.

Brownback è attualmente è co-presidente del comitato direttivo del Vertice Internazionale sulla Libertà Religiosa (IRF) 2021 e ambasciatore IRF-at-Large. Ha sottolineato che la libertà religiosa è attualmente “il diritto umano più abusato nel mondo”, ma ha osservato che”non lo sarà se ci sosterremo a vicenda“.

“Dobbiamo solo continuare a parlarne apertamente con la gente e dire del prelievo forzato di organi… È incredibile che possa accadere ai nostri giorni, e deve cessare”, ha detto Brownback, riferendosi al crimine senza precedenti del Partito Comunista del prelievo forzato di organi contro i praticanti del Falun Gong.

Il crimine comporta infatti la rimozione chirurgica forzata di organi vitali da praticanti detenuti per la vendita sul mercato nero internazionale. È stato scoperto per la prima volta dall’ex Segretario di Stato canadese per l’Asia-Pacifico, David Kilgour e dall’avvocato canadese per i diritti umani David Matas in un’indagine indipendente del 2009 e inserito nel rapporto Bloody Harvest .

Brownback ha aggiunto: “E dobbiamo crederci, sapere cosa sta succedendo e opporci fino a quando non viene fermato“.

La responsabilità è fondamentale

La co-presidente dell’IRF Katrina Lantos Swett, che è anche presidente della Fondazione Lantos per i diritti umani, ha affermato che la sfacciataggine del PCC deriva dal fatto che timidamente il mondo non riesce a ritenere responsabile il Partito: “Sento fortemente che il mondo non ritiene responsabile la Cina. “

Ambasciatore Sam Brownback  e copresidente Katrina Lantos Swett
L’Ambasciatore Sam Brownback ( a sinistra), copresidente del comitato direttivo del Summit 2021 dell’IRF, ambasciatore generale per la libertà religiosa internazionale e il copresidente Katrina Lantos Swett (destra), presidente della Fondazione Lantos per i diritti umani. (Immagine: Juliet Wei/Vision Times)

La Cina è uno dei più grandi violatori dei diritti umani nel mondo di oggi, una comunità che ha subito crudeltà inimmaginabili per mano del Partito Comunista Cinese è il Falun Gong, ad esempio, vittime di incarcerazioni di massa, prelievo forzato di organi e ogni sorta di persecuzioni davvero inimmaginabili”.

Dall’inizio della persecuzione del Falun Gong da parte di Jiang nel 1999, il governo degli Stati Uniti ha sanzionato i funzionari del PCC solo due volte. Il primo è stato nel dicembre 2020, quando l’ex presidente Donald Trump e il segretario di Stato Mike Pompeo hanno vietato al funzionario di polizia della città di Xiamen Huang Yuanxiong e a sua moglie di entrare negli Stati Uniti per quelle che sono state descritte dal Dipartimento di Stato come “violazioni particolarmente gravi della libertà religiosa dei praticanti del Falun Gong”.

Il secondo è stato nel maggio di quest’anno, quando l’attuale presidente Joe Biden e il segretario di Stato Antony Blinken hanno colpito Yu Hui con sanzioni che vietano di entrare negli Stati Uniti. Yu Hui è un direttore dell’ufficio della filiale di Chengdu del Central Leading Group dell’ormai decaduto Ufficio 610. Fu un ufficio appositamente creato da Jiang e dai suoi seguaci per perseguitare il Falun Gong e la sua famiglia.

Yu è stato preso di mira dal Dipartimento di Stato per il suo “coinvolgimento in gravi violazioni dei diritti umani, vale a dire la detenzione arbitraria di praticanti del Falun Gong per le loro convinzioni spirituali”.

Swett ha osservato come sia lampante che la dittatura cinese non governa sulla base della legge e dell’ordine. Si affida tuttavia alla censura, alla propaganda, alla sorveglianza, al terrore e alla violenza. A causa del vero volto del regime comunista, ha detto: “Spero e prego che, come con la vecchia Unione Sovietica… cada… credo anche che accadrà lo stesso con il Partito Comunista Cinese”.

La persecuzione del Falun Gong è genocidio

Nina Shea, Senior Fellow e Direttore del Centro per la Libertà Religiosa presso l’Hudson Institute, ha invitato l’amministrazione Biden a designare formalmente le atrocità del PCC contro il Falun Gong come genocidio come ha fatto la campagna contro gli uiguri: “È tempo che gli Stati Uniti riconoscano quello che sta succedendo, il genocidio che sta avvenendo contro i praticanti del Falun Gong in Cina”.

Shea ha affermato che la designazione di genocidio dovrebbe essere descritta come la distruzione di una comunità religiosa “con l’intento di sradicarla”.

Non credo che ci siano dubbi che ciò che è successo in questi ultimi decenni al Falun Gong soddisfi questi criteri. Questo è il crimine più atroce che coinvolge i diritti umani. È inciso nel cuore degli americani che non lo tollereremo mai più”, ha dichiarato Shea, confermando che gli aderenti erano stati soggetti a tortura, prigione e “prigioni nere” oltre al prelievo di organi.

Ha detto che sebbene il PCC abbia fatto tutto il possibile per negare e coprire la campagna di espianti di organi negli ultimi 15 anni, le prove sono “assolutamente inconfutabili“.

Il dott. Kurt Werthmuller, analista della politica di vigilanza presso la Commissione degli Stati Uniti per la libertà religiosa internazionale (USCIRF), una commissione del governo federale degli Stati Uniti, è intervenuto all’evento dichiarando di ritenere Pechino responsabile: “Gli Stati Uniti e i suoi partner affini in tutto il mondo devono fare la loro parte per ritenere significativamente il PCC responsabile di queste atrocità”.

Sin dal suo primo rapporto, 21 anni fa, Werthmuller ha osservato che la sua Commissione ha chiesto al Dipartimento di Stato di designare la Cina come “paese di particolare preoccupazione”

Abbiamo esortato il governo degli Stati Uniti a intraprendere azioni consequenziali per ritenere responsabile il governo cinese. Continuiamo a sollecitare il governo degli Stati Uniti a perseguire un approccio multilaterale, lavorando insieme ai partner internazionali per esporre gli abusi del PCC e imporre sanzioni mirate contro i funzionari cinesi e le entità responsabili delle violazioni della libertà religiosa“.

Werthmuller ha chiesto inoltre all’amministrazione Biden di annunciare un boicottaggio diplomatico contro le imminenti Olimpiadi di Pechino del 2022.

Anche la direttrice di Advocacy for Freedom House, Annie Boyajian, è intervenuta all’evento, ringraziando i praticanti per il loro impegno nel “difendere coloro che sono perseguitati in Cina“.

Boyajian ha affermato che i dati di Freedom House sulla persecuzione del Partito contro il Falun Gong nell’ultimo anno hanno mostrato che “la campagna del regime per sradicare la pratica spirituale del Falun Gong è continuata senza sosta nell’ultimo anno“. Ha inoltre rilevato prove di centinaia di membri che sono stati condannati per lunghi periodi a pene detentive o sottoposti a campi di “rieducazione” che comportano direttamente gravi abusi e torture con l’obiettivo di costringerli ad abbandonare le proprie convinzioni.

Secondo Boyajian, molti funzionari del Partito che sono ora coinvolti nel genocidio designato dagli Stati Uniti contro i musulmani uiguri nella regione dello Xinjiang da parte del PCC hanno forgiato le credenziali necessarie per salire di grado attraverso la prima persecuzione del Falun Gong.

Con segnalazione di Juliet Wei

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/07/16/falun-gong-22-anniversary-rally.html