Il cuju nasce in Cina 5000 anni fa, simile al calcio di oggi

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"Cento bambini nella lunga primavera" (長春 百 子 圖), un dipinto dell'artista cinese Su Hanchen (蘇漢臣, attivo dal 1130 al 1160 d.C.), Dinastia Song. (Immagine: Wikimedia )

EL Pipe de oro, Pelè o O Rei, il Cigno di Utrecht Van Basten, Baggio, il «Divin Codino». Questi grandi campioni sono stati vissuti come eroi, di uno sport che esiste da sempre e dona vitalità al mondo. I campioni, assieme ai loro spettatori festosi ed entusiasti, si sono visti In ogni epoca, dai greci ai maya ai romani, in sport molto simili al calcio.

Ma con quale popolo è veramente nato il calcio?

Durante un soleggiato 15 Luglio dell’anno 2004, Joseph Blatter, presidente della FIFA lo dichiara: «Città di Zibo patria del calcio». Ovvero il calcio nasce in Cina. Perché? Secondo Blatter è uno dei pochi giochi antichi ad eliminare le mani.

Il Cuju o tsu-chu, il calcio primordiale

  1. Si usava una palla di piume e capelli di donna che poi diventa una vescica di animale gonfia d’aria, fu poi nel corso dei secoli una palla di cuoio.
  2. Il campo era rettangolare, c’erano già gli spalti col pubblico.
  3. Niente violenza, si toccava la palla con qualsiasi parte del corpo tranne le mani.
  4. Ai lati del campo c erano due canne di bambù con legata una rete e un buco al centro, dove 12 giocatori per squadra dovevano far entrare la palla per vincere l’incontro. 

Del cuju o Tsu-chu, «palla calciata con i piedi», si parla nel manuale di strategia militare zhànguó cè (战国策, strategie degli Stati in guerra) che racconta circa 240 anni della storia del Paese a partire dal V secolo a.C. e nello Shiji (史记, memorie storiche).

Ed è nella città di Zibo, l’odierna LInzi nello Shandong che nacque, 4500 anni fa. All’epoca regnava l’imperatore Huangdi, durante l’Impero Giallo. Erano le truppe militari a divertirsi nel calciare un pallone e stando alle leggende gli sconfitti dovevano camminare per molti chilometri nel deserto, e chi perdeva la palla era destinato alla morte. Le cose variano nel tempo fino al V secolo a.C.

Nel V secolo il cuju, che appartiene agli ambienti aristocratici con giovani che si tengono in forma e apprendono a fare gioco di squadra, comincia a diffondersi tra le più varie classi sociali.

Nel V secolo, il Tsu chu, che appartiene agli ambienti aristocratici con giovani che si tengono in forma e apprendono a fare gioco di squadra, comincia a diffondersi tra le più varie classi sociali. (Immagine: Pxhere )

Liu Bang ne era follemente innamorato

L’imperatore più matto per questo sport fu Liu Bang che nel II secolo a.C fece costruire campi da calcio proprio attorno alla sua residenza imperiale. Ne era innamorato: attraverso di lui e il suo successore, l’imperatore Wudi, le regole furono ufficializzate.

È in questo periodo che nascono lo zhuqiu e il baida e qualsiasi persona, uomo o donna, può praticarlo ad alti livelli. Il primo riguarda gli atleti che si esibiscono a corte in occasioni di eventi diplomatici. È competitivo: squadre di dodici, sedici elementi vincono segnando più gol, con la porta che varia dal buco sorretto dalle canne di bambù a frazioni di muro.

Il baida invece è per i cittadini che si guadagnavano da vivere con la pratica sportiva nei propri villaggi o nelle città. Spesso è più una pratica per giocolieri, nella quale non si dava importanza al numero di gol segnati, ma allo stile messo in mostra.

L’imperatore più matto per questo sport fu Liu Bang che nel II secolo a.C fece costruire campi da calcio proprio attorno alla sua residenza imperiale. (Immagine: Pxhere )

Primo torneo internazionale

Si organizzano tornei e incontri sia maschili che femminili e l’associazione che come l’odierna FIFA li realizza si chiamava 齐云社 (qí yún shè). Le donne miglioravano a tal punto che, si narra, una ragazza di 17 anni riuscì a battere una squadra di soldati La massima fama dello Tsu chu giunge in epoca Tang (618-917), ma è durante la Dinastia Song (960-1279)che nasce il primo torneo internazionale. La squadra giapponese e quella cinese si sfidano e il successo è enorme. Il tsu chu o cùjú viene presto esportato in Giappone e in altre nazioni asiatiche, fino probabilmente in occidente.

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Donne cinesi che giocano a cuju. Dipinto del pittore Du Jin della Dinastia Ming. (Immagine: Wikimedia )

Qualcosa cambia

Si dice che il declino dello Tsu chu incominciò quando quando i mongoli invasero la Cina, forse perché gli imperatori mongoli amavano più gli sport con un maggiore coinvolgimento fisico. E anche dopo, quando durante gli anni della Dinastia Ming il potere imperiale fu sovvertito dall’ennesimo colpo di stato e dall’instaurarsi della Dinastia Qing, nel 1644. Qui si sarebbe ritenuto inammissibile che un contadino abbastanza abile poteva avere la meglio su un funzionario del governo.

Ovvero la pratica non avrebbe rispettato l’antica filosofia confuciana della Pietà Filiale del rispetto per l’autorità superiore, sia in ambito sociale, che familiare. Oppure che i comuni cittadini raggiungessero una notevole popolarità, poteva infastidire le classi sociali più abbienti.