Il ministro degli esteri cinese Wang Yi cerca alleanze: Norvegia, Francia e Germania (parte 3)

parlamento Norvegese
Parlamento norvegese, Oslo. (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Dopo Italia e Olanda il viaggio del ministro degli esteri cinese Wang Yi è proseguito in Norvegia, Francia e Germania, con alti e bassi ma soprattutto bassi.

Norvegia

Il 27 agosto, ad Oslo, il ministro degli esteri cinese ha avuto un incontro con i rappresentanti dei media insieme alla sua omologa norvegese Ine Eriksen Søreide.

Secondo quanto dichiarato da Wang Yi, il colloquio con la ministra Søreide ha avuto risultati fruttuosi e la Cina ha auspicato che, nella fase successiva dei loro rapporti, i due Paesi potranno focalizzare la loro attenzione su tre aspetti principali: rispetto reciproco, libero scambio e multilateralismo.

Secondo quanto riportato da italian.cri il primo punto prevede che i rapporti tra Cina e Norvegia «potranno continuare a svilupparsi stabilmente a patto che essi siano improntati sul rispetto reciproco, sul trattamento paritario, e sull’interesse a considerare gli interessi principali e gli aspetti che più stanno a cuore alla controparte».

Per il secondo punto, che riguarda il libero scambio, sempre secondo italian.cri su deve «promuovere la cooperazione economico-commerciale tra i due Paesi e per garantire l’apertura e l’interconnessione della filiera globale». Il terzo aspetto «i due Paesi dovranno aderire al tema principale della difesa del multilateralismo: entrambi sono beneficiari e sostenitori della globalizzazione, del multilateralismo e del libero commercio, e da sempre si oppongono all’unilateralismo e al protezionismo»; riferendosi non troppo velatamente alle critiche generaliste che vengono lanciate all’America di Trump.

Il reporter  di glistatignerali.com Gabriele Catania ha ricordato in un recente articolo che «Nel 2019 la Norvegia è stata uno dei 23 paesi ad aderire al Joint statement on human rights violations and abuses in Xinjiang presentato alle Nazioni Unite dall’ambasciatrice britannica Karen Pierce; lo scorso luglio Ine Eriksen Søreide, ministro degli esteri della Norvegia, ha invitato la Cina a non dare esecuzione alla molto controversa Legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong, (allineandosi così agli altri paesi nordici, alla Germania, alla Francia, al Canada, all’Australia). E che sia un caso o meno, a fine giugno alcuni media cinesi hanno accusato il salmone europeo (e quindi in primis quello norvegese) di veicolare il coronavirus, facendo precipitare le vendite locali del pregiato pesce».

Catania aggiunge: «due parlamentari del governo norvegese fanno parte dell’Inter-Parliamentary Alliance on China (IPAC), Trine Skei Grande, influente esponente della Venstre (partito liberale), e Michael Tetzschner della Høyre (conservatori). [..] Tetzschner, ha proposto che la Norvegia dia asilo agli attivisti pro-democrazia di Hong Kong dopo il giro di vite cinese. E lo scorso autunno un altro influente parlamentare liberale, Guri Melby, ha candidato il popolo di Hong Kong al Nobel per la pace. Ovviamente l’attenzione che alcuni politici norvegesi riservano ai diritti umani non piace a Pechino. Né ad alcuni imprenditori norvegesi. Quando Liu Xiabo ricevette il Nobel, certi esponenti della comunità imprenditoriale norvegese in Cina criticarono apertamente la scelta».

Secondo AsiaNews «Il ministro cinese degli Esteri Wang Yi ha messo in guardia dall’attribuire il Premio Nobel per la pace ai dimostranti pro-democrazia di Hong Kong. ha lanciato il suo “avvertimento” a Oslo, nel corso di una conferenza stampa congiunta con la sua omologa norvegese Ine Eriksen Søreide».

Il prestigioso riconoscimento è assegnato  infattti ogni anno da un comitato nominato dal Parlamento locale. Dal 2010 al 2016 la Cina ha congelato le relazioni diplomatiche con il Paese, per l’assegnazione del premio del 2010 al noto dissidente cinese Liu Xiaobo, (morto nel 2017 agli arresti domiciliari  dopo una condanna a 11 anni per aver menzionato e sostenuto i veri fatti sul massacro di Piazza Tienanmen a cui aveva assistito personalmente).  

Sempre secondo AsiaNews «pressato dai giornalisti presenti sul possibile conferimento del premio agli attivisti filo-democratici nell’ex colonia britannica, Wang ha detto che il governo cinese “respinge in modo fermo ogni tentativo di usare il Nobel per interferire negli affari interni della Cina”. Con un velato riferimento alle passate tensioni, egli ha “invitato” il governo norvegese a conservare buone relazioni con la Cina».

Francia

In Francia Wang è stato ricevuto da Macron stesso, ma non sono state previste conferenze stampa.

Secondo formiche.net «non è stato citato il 5G, neppure il riferimento ad Hong Kong è emerso ufficialmente. Né viene rivendicata l’appartenenza francese alla Nato. Anche se lo staff dell’Eliseo ha dettato alla Reuters una nota in cui spiega che il presidente francese avrebbe espresso una “forte” presa di posizione proprio su Hong Kong e sullo scandalo dei programmi di detenzione e “rieducazione” della comunità musulmana degli Uiguri. Ovviamente, dichiarazioni pubbliche non ve ne sono e neppure nei resoconti di parte cinese».

Formiche.net aggiunge: «Parigi non metterà al bando le aziende cinesi. Ma lavorerà senza sosta per trovare un’alternativa made in Eu. “È normale che vogliamo una soluzione europea, per l’importanza della sicurezza delle nostre comunicazioni”, ha detto Macron ai cronisti a margine dell’incontro. A Wang ha ribadito una confidenza sussurrata a Xi: sulla rete 5G, “faresti esattamente come me».

Germania

La visita di Wang Yi in Germania con i Parlamentari tedeschi ha visto come in Italia (vedi parte 1) e Olanda (vedi parte 2) gruppi che hanno protestato per i temi sensibili della violazione dei diritti umani da parte del governo cinese.

Dopo la visita Margarete Bause, parlamentare federale tedesco e portavoce della politica dei diritti umani del Partito dei Verdi, ha affermato: «I diritti umani non possono essere negoziati. Questo è anche Il messaggio che vogliamo trasmettere qui oggi è che il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas può anche trasmettere ai suoi ospiti cinesi questo messaggio in modo chiaro e inequivocabile: i diritti umani non possono essere negoziati!».

La mattina del 1° settembre 2020 infatti, davanti al Ministero degli Esteri tedesco a Berlino, numerosi gruppi e organizzazioni di movimenti per i diritti umani sono radunati per far sentire la loro voce: il Congresso mondiale e la solidarietà internazionale con il Tibet, il Congresso degli Uiguri, Associazione per la repubbblica islamica del Turkestan orientale, un rappresentante del partito pro-democrazia per Hong Kong, Taiwanesi e non ultimi alcuni membri del parlamento tedesco. Anche i praticanti del Falun Gong (o Falun Dafa) che da 20 anni sono sono perseguitati del regime cinese e manifestano in tutto il mondo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle detenzioni illegali, le torture e le uccisioni nei campi di lavoro forzato in Cina dei prigionieri di coscienza, erano present e hanno presentato 35 mila firme di cittadini tedeschi al Ministero degli Affari Esteri tedesco, esortando il governo tedesco a prestare attenzione alla questione del prelievo di organi dai praticanti del Falun Gong.

Da sinistra a destra: Asgar Can, Presidente dell’Associazione Europea del Turkestan Orientale, Luo Guancong (secondo da sisntra) ex parlamentare pro-democrazia di Hong Kong, con Margarete Bause,(seconda da destra) Partito dei Verdi tedesco, in sostegno dei diritti umani in Cina. (Scutellaria / The Epoch Times) (Immagine: The Epoch Times )

La Bause ha detto che ovunque sia andato, in Italia, Olanda, Norvegia e Francia, il ministro degli Esteri del Partito comunista cinese Wang Yi ha incontrato critiche: «Qual è la sua risposta alla persecuzione dei diritti umani di cui è responsabile il suo governo? Spudorata minaccia. Ha minacciato di vendicarsi. [..] Il viaggio del ministro degli Esteri cinese in Europa voleva ridurre le perdite e lucidare la sua immagine. Se questo era il suo obiettivo, va detto che i progressi non ci sono stati, ha già fallito».

«Per ridurre le perdite, deve cambiare le politiche disumane invece di intensificare la propaganda. I democratici in Germania, nell’Unione europea e in tutto il mondo dovrebbero chiaramente sostenere i nostri valori, difendere i nostri valori e resistere alla violenza, all’oppressione e alla tortura. Dalla parte delle vittime della coercizione, questo è il posto giusto per i democratici».

Ha citato le osservazioni minacciose di Wang Yi sulla visita del presidente del Senato della Repubblica Ceca, Milos Vystrcil, a Taiwan e le osservazioni minacciose in Norvegia riguardo la possibile assegnazione del Premio Nobel per la pace al Movimento per la democrazia di Hong Kong. Ha detto che il ministro degli esteri tedesco dovrebbe esprimere solidarietà alla Repubblica Ceca e all’intera UE., aggiungendo «penso che la risposta corretta sia che il movimento per la democrazia di Hong Kong dovrebbe vincere il premio Nobel per la pace di quest’anno».

Inoltre, il membro del Congresso Buase ha anche letto una sua lettera aperta scritta in collaborazione con il membro del Partito Liberal Democratico Gyde Jensen e il portavoce per la politica dei diritti umani del partito dell’Unione tedesca del parlamento federale Michael Brand membro dell’ IPAC (Inter-Parliamentary Alliance on China) diretta al ministro degli esteri tedesco.

La lettera aperta richiedeva al Pcc (Partito comunista cinese) come prima cosa di chiudere immediatamente i campi di detenzione violenta nello Xinjiang e rilasciare tutti i detenuti; secondo, rispettare il patto di ‘Un Paese due sistemi’ di Hong Kong, rispettare la libertà di parola e di riunione, rilasciare gli arrestati er le manifestazioni e consentire libere elezioni a Hong Kong. Terzo, sanziona coloro che perseguitano i diritti umani in Cina. «Chiediamo al governo federale di vietare a Huawei, che è controllata dal governo cinese, di partecipare a qualsiasi costruzione di reti 5G in Germania».

«Non dobbiamo mai tacere l’ingiustizia, la violenza e la persecuzione dei diritti umani. I diritti umani non possono essere negoziati» ha ripetuto la Bause.

Da quando il ministro degli Esteri del Partito Comunista Cinese ha visitato l’Europa, è entrato sulla scena anche Luo Guancong, un ex legislatore di Hong Kong che ha viaggiato in tutto il mondo per perorare la giusta causa della democrazia ad Hong Kong.

Intervistato a Berlino ha detto: «Abbiamo visto molte gravi violazioni dei diritti umani in Cina. Le democrazie occidentali e il mondo democratico sperano ancora che il Pcc possa essere aperto e democratizzato, o che la Cina diventi libera una volta che le persone diventeranno ricche. La storia ha dimostrato che questo non può accadere. In effetti, questo regime autoritario sta facendo il contrario. È totalmente sbagliato nutrire la speranza per questo regime»

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Luo Guancong ex legislatore di Hong Kong presente a Berlino per perorare la causa della democrazia ad Hong Kong. (Immagine: The Epoch Times )

«Dobbiamo riconoscerlo. Ora, è tempo per noi di apportare cambiamenti. È necessario per noi attirare l’attenzione del mondo sulla portata e la dittatura del governo cinese e agire. Prima che sia troppo tardi, Dobbiamo agire. Il governo tedesco dovrebbe imporre sanzioni ai funzionari del Partito comunista cinese e ai funzionari di Hong Kong».

La Cina e la sorveglianza/repressione tecnologia del mondo

Alla conferenza è intervenuto anche Hanno Schedler, uno degli organizzatori dell’evento e capofila del progetto tedesco “GfbV (Gesellschaft für bedrohte Völker, Associazione per i popoli minacciati) che parlato della minaccia del Pcc per la sicurezza globale.

Hanno Schedler (con il cartello rossoe l’immagine di Xi Jinping al collo), uno degli organizzatori dell’evento e capoprogetto del progetto tedesco “GfbV Associazione per i popoli minacciati . (Scutellaria baicalensis / Epoch Times) (Immagine: The Epoch Times )

Hanno Schedler ha sostenuto che: «il Pcc utilizza la tecnologia di sorveglianza per impedire al mondo di parlare. Il Pcc sta trasformando il sistema dei diritti umani esistente in un’altra forma, cioè esportando la sua tecnologia di sorveglianza nel mondo. Questo prima impedirà al mondo di discutere di ciò che sta accadendo in Cina, come con i praticanti del Falun Gong, i Mongoli e gli Uiguri i Kazaki e Cristiani (in Cina). Il Pcc è molto astuto, si comporta come se difendesse il multilateralismo. Ovviamente questo è ridicolo perché non accetta nenache l’arbitrato della Corte internazionale nel Mar Cinese Meridionale» [riferendosi alle questioni di diritto territoriale marittimo che stanno mettendo in difficoltà i rapporti internazionali tra Cina Taiwan, Filippine e Stati Uniti].

Per la Germania ha detto: «La Cina ha speso molti soldi quando eravamo più uniti, creando molti gruppi di lobbying in Germania e sempre più gruppi di lobbying per parlare a suo favore. In ogni caso, dobbiamo lavorare sodo in Germania per tenere le persone lontane da queste bugie, come la” fiaba “descritta da Wang Yi».

La persecuzione ai danni del popolo Uiguro

Alla manifestazione di protesta hanno partecipato anche il presidente del Congresso mondiale degli Uiguri, Dolkun Isa, presidente dell’Associazione europea del Turkestan Orientale, e Asgar Can, capo del Congresso mondiale degli Uiguri che ha detto: «Il Pcc ha commesso un genocidio contro gli Uiguri e sono stati costretti ad andare in esilio. Questa non è solo una violazione dei diritti umani, ma un genocidio».

Dolkun Isa, presidente dell’Associazione europea del Turkestan Orientale . (Scutellaria baicalensis / Epoch Times) (Immagine: The Epoch Times )
Asgar Can, capo del Congresso mondiale degli Uiguri ha parlato alla manifestazione per protestare contro la persecuzione degli Uiguri da parte del Pcc (Scutellaria baicalensis / Epoch Times) (Immagine: The Epoch Times )

Le misure del governo cinese ai danni della regione autonoma cinese dello Xinjiang, dove vive la maggior parte delle popolazione di etnia Uigura, hanno in effetti tutte le caratteristiche del genocidio: Ad esempio, 3 milioni di persone sono state detenute nei campi di detenzione senza alcun processo, le donne sono state costrette ad abortire e sono state sterilizzate a loro insaputa.

Asgar Can ha detto che il mondo è stato troppo in silenzio, soprattutto la Germania e che non è che la Germania o l’Europa che hanno bisogno della Cina, ma la Cina ha bisogno degli europei e per questo deve stabilire un buon rapporto con il mondo, «se facciamo concessioni al Pcc, diventerà solo più sfacciato».

Ha infine fatto appello alla germania: «Il governo tedesco e l’Unione Europea devono finalmente aprire gli occhi. La Cina (il Partito comunista cinese) non è solo pericolosa per gli Uiguri, i Tibetani e per Hong Kong, ma per il mondo intero, e commette i crimini più crudeli contro l’intera umanità. Pertanto. L’Unione europea e il governo tedesco non possono più tollerarlo».

La persecuzione ai danni del Falun Gong

Infine anche i praticanti del Falun Gong (o Falun Dafa) hanno organizzato una protesta davanti al Ministero degli Affari Esteri tedesco praticando i loro esercizi di meditazione e mostrando striscioni per protestare contro la persecuzione del Falun Gong da parte del Pcc in Cina. Inoltre La Falun Dafa Society of Germany ha presentato le firme di 35.000 cittadini tedeschi al Ministero degli Affari Esteri tedesco per sollecitare il governo tedesco a prestare attenzione al prelievo di organi da parte del Pcc ai praticanti del Falun Gong.

I praticanti del Falun Gong hanno protestato contro la persecuzione del Falun Gong da parte del Pcc negli ultimi 21 anni praticando esercizi e mostrando striscioni. (Scutellaria baicalensis / Epoch Times) (Immagine: The Epoch Times )

La signora Zhou Lei, responsabile della Associazione Falun Dafa della Germania, ha detto la presenza dei praticanti lì era per ricordare la governo tedesco di sollevare la questione della persecuzione del Falun Gong durante i negoziati perchè «In particolare, il problema del prelievo forzato di organi da praticanti vivi del Falun Gong continua ancora. Nel caso dell’epidemia del coronavirus, ci sono stati molti casi di trapianto di doppio polmone e trapianto di organi in Cina, e sono molto frequenti. Il problema della provenienza degli organi rimane sempre un problema mai chiarito dal governo cinese».

«Stiamo qui eventi e speriamo che la delegazione del ministro Wang possa vedere il pacifico appello dei nostri praticanti del Falun Gong per fermare la persecuzione, che non è mai cambiata in 21 anni. Oggi abbiamo consegnato oltre 35 mila firme al Ministero degli Affari Esteri tedesco. Questi 35.000 tedeschi hanno esortato il governo tedesco a prestare attenzione al prelievo forzato di organi dai praticanti del Falun Gong da parte del Pcc e sperano che il governo tedesco possa alzarsi e fermare la persecuzione»

La signora Zhou Lei, responsabile dell’Associazione tedesca della Falun Dafa, consegna le firme di 35 mila firme di cittadini tedeschi al Ministero degli Affari Esteri tedesco, tramite le quali esortano il governo tedesco a prestare attenzione all questione del prelievo forzato di organi da praticanti del Falun Gong vivi. (Fornito dal giornalista Minghui, Xue Li) (Immagine: The Epoch Times )

Sostieni il capo dell’organizzazione tibetana: il dialogo è solo una copertura, il Tibet si sta svuotando Il rappresentante tibetano ha parlato alla conferenza, protestando contro la persecuzione del Tibet da parte del PCC e invitando il mondo a stare attento al PCC. 

Persecuzione ai danni del popolo Tibetano

Anche Kai Müller, Executive Director di ITC (International Campaign for Tibet) Associazione tedesca per il sostegno internazionale al Tibet, ha parlato alla manifestazione affermando: «Il Tibet è ora uno stato di polizia. Il Pcc ha inviato 10 mila quadri in Tibet per la rieducazione. I monaci e le monache devono mostrare lealtà al partito e a Xi Jinping, la lingua tibetana viene degradata a lingua parlata. Il Tibet è diventato una zona di quarantena, il Pcc controlla rigorosamente il flusso di informazioni e il Tibet è svuotato.

Kai Müller, Executive diretctor di ICT (Associazione tedesca per il sostegno internazionale al Tibet), ha parlato alla manifestazione, dicendo che il dialogo con il Dalai Lama del 2012 era solo per placare l’opinione pubblica, ma la realtà è che la cultura tibetana sta scomparendo (Scutellaria baicalensis / Epoch Times) (Immagine: The Epoch Times )
Il rappresentante tibetano ha parlato alla conferenza, protestando contro la persecuzione del Tibet da parte del Pcc e invitando il mondo a stare in gurdia. (Scutellaria / The Epoch Times)

«I cosiddetti separatisti sono coloro che hanno opinioni diverse. Coloro che criticano la politica tibetana del PCC sono costantemente perseguitati. Allo stesso tempo, esperti dei diritti umani delle Nazioni Unite, diplomatici, parlamentari, organizzazioni non governative o media indipendenti non possono entrare liberamente in Tibet. Posso vedere solamente persone che lodano il Pcc. Il mondo esterno chiederà una spiegazione, al governo cinese ma il PCC lo ignora e le cose accadono come al solito. Dopo il tentativo fallito del Pcc di dialogare con il Dalai Lama nel 2012, non c’è stato alcun risultato. Più tardi ho capito che il dialogo era solo una copertura per placare la comunità internazionale».

La Lega Ebraica giovanile tedesca i movimenti per i diruti umani

All’incontro ha partecipato anche Mischa Ushakov, membro della JSUD (Unione Tedesca degli Studenti Ebrei) e leader del movimento Never Again Right Now, Freedom for Uyghurs’

Ushakov ah sostenuto che: «I politici tedeschi, compreso l’attuale ministro degli Esteri, hanno affermato in diverse occasioni che «non commetteranno mai più il crimine» dell’Olocausto (contro gli ebrei durante la seconda guerra mondiale), ma in realtà si stanno ancora incontrando con il Partito comunista cinese, che perpetra un sistema fascista che perseguita i diritti umani e li svaluta. Un grande gruppo tedesco ha fatto affari nello Xinjiang, quindi non capisce davvero il significato di “non commettere mai più il crimine”».

Mischa Ushakov, membro della Unione Tedesca degli Studenti Ebrei e leader del movimento Newer again right Now’ ha ricorda l’impegno delle nazione tedesca a «non commettere mai più il crimine» (Scutellaria / The Epoch Times)

Ha parlato di ipocrisia perché a quanto a sotenuto quando la Germania si stava preparando a firmare un grosso ordine con la Cina per la fabbricazione di automobili nello Xinjiang usando schiavi locali, qualcuno ha detto di riflettere sul passato nazista e di non sottovalutare il tema dei diritti umani in Cina, in privato il presidente del parlamento di allora ha alzato le spalle e ha detto «opportunismo economico». Per questo Yushakov ha sottolineato che il governo tedesco non ha avuto il coraggio di resistere al Pcc, e ha chiesto di non dire più «non commettere mai più il crimine» perché a conti fatti non è vero.

Taiwanesi e Hongkonghesi sperano in un futuro di pace in Asia

Una donna di Hong Kong presente alle manifestazioni ha detto che vedendo l’atmosfera sulla scena, tutti erano molto pacifici e uniti e si è sentita molto toccata. Ha detto: «Hong Kong è stata in una situazione molto pericolosa lo scorso anno. Venendo qui oggi, ho una speranza. Spero che il governo tedesco sarà più attivo nel sostenere Hong Kong e il Tibet, e lo farà un po ‘più energicamente».

La donna ha commentato che le affermazioni del governo tedesco: «dobbiamo mantenere il dialogo, dobbiamo mantenere un atteggiamento positivo verso le questioni relative ai diritti umani», non abbiano molto senso perché la Germania e il Pcc possono avere scambi bilaterali. Ci sono molti interessi, quindi la Germania lo dice per non offendere la Cina. Sappiamo tutti che ha fatto affari con il Pcc e Pechino non vuole perdere la faccia. Pertanto, si può dire che [con gli accordi economici, la Germania] ha venduto la sua libertà alla Cina, ma così facendo non ne ha avuto alcun vantaggio, tutti i vantaggi sono andati al Pcc».

Un altra donna, Chen Xinyin, taiwanese residente in Germania, ha detto di aver partecipato all’evento perché «l’organizzazione del Pcc è troppo avida e crudele. Molte persone sotto il dominio o le minacce del PCC sono state rovinate. I cinesi stessi non possono o non vogliono parlare per paura, ma i loro amici fuori dalla Cina dovrebbero alzarsi in piedi e far loro sapere che queste cose malvage fatte dal regime del Pcc hanno delle conseguenze. Vedere persone di diverse organizzazioni, nazioni e paesi comunicare e coordinarsi tra loro, mi ha fatto avere fiducia nella pace futura in Asia orientale».