Il ministro della Difesa israeliano chiede l’espansione militare per contrastare la potenziale minaccia nucleare iraniana

"Contro la più grande minaccia - l'Iran che si attrezza di un'arma nucleare - non abbiamo altra scelta che espandere la nostra forza, continuare a fare affidamento sul nostro capitale umano e adattare le nostre capacità e i nostri piani", ha detto il ministro della difesa di Israele.
Il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz ha parlato di rafforzare le forze israeliane alla luce delle ambizioni nucleari dell'Iran. (Immagine: 12019 tramite Pixabay )
Il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz ha parlato di rafforzare le forze israeliane alla luce delle ambizioni nucleari dell'Iran. (Immagine: 12019 tramite Pixabay )

Benny Gantz, ministro della difesa di Israele, ha chiesto di implementare le forze armate del paese per competere maggiormente con un Iran dotato di armi nucleari. Ha chiesto al governo di garantire che i servizi di sicurezza mantengano la superiorità militare, “che garantisce la nostra esistenza sicura e promuove la pace”.

Contro la più grande minaccia – l’Iran che si attrezza di un’arma nucleare – non abbiamo altra scelta che espandere la nostra forza, continuare a fare affidamento sul nostro capitale umano e adattare le nostre capacità e i nostri piani“, ha detto Gantz ad una cerimonia per il National Defense College israeliano fuori Tel Aviv.

Le dichiarazioni di Gantz sono arrivate in concomitanza con la notizia che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) stavano chiedendo un importante aumento del budget del valore di miliardi per colpire il programma nucleare dell’Iran. Secondo un canale mediatico locale, la richiesta  è stata avanzata durante le prime discussioni sul bilancio statale, con la preoccupazione che gli Stati Uniti possano non riuscire a frenare le ambizioni nucleari dell’Iran.

L’establishment della sicurezza sta inoltre accusando il precedente primo ministro Benjamin Netanyahu di non aver stanziato sufficienti fondi per agire contro il programma nucleare iraniano.

Un rapporto Reuters del 14 luglio affermava che l’Iran non vedeva l’ora di riprendere i negoziati con gli Stati Uniti per conformarsi all’accordo nucleare del 2015. Una fonte ha rivelato ai media che la decisione è stata comunicata agli interlocutori europei che fanno parte dei negoziati Usa-Iran. Le due nazioni hanno discusso per ben sei volte da aprile della questione, ma non hanno preso impegni chiari.

Loro (l’Iran) non sono preparati a tornare prima del nuovo governo… Stiamo parlando probabilmente di non prima di metà agosto“, ha riferito una fonte al media. Il presidente iraniano Ebrahim Raisi dovrebbe entrare ufficialmente al potere il 5 agosto.

Un portavoce del Dipartimento di Stato americano ha confermato che l’Iran ha richiesto più tempo a causa della transizione presidenziale, e Washington rimane “interessata a cercare un rendimento reciproco” rispetto all’accordo del 2015. Ha aggiunto che l’offerta americana “non rimarrà sul tavolo a tempo indeterminato”.

Il 14 luglio, il presidente iraniano uscente Hassan Rouhani ha dichiarato in una riunione di gabinetto che “l’Organizzazione per l’energia atomica del paese può arricchire l’uranio del 20 percento e del 60 percento e se un giorno i nostri reattori ne avranno bisogno, può arricchire l’uranio fino al 90 percento di purezza”. Ha criticato i principali responsabili delle decisioni della nazione per avergli impedito di ripristinare l’accordo nucleare. L’uranio deve essere arricchito fino al 90 percento di purezza per creare armi nucleari.

Posizione francese, opposizione repubblicana

In un recente discorso a Giaffa, l’ambasciatore francese in Israele, Eric Danon, ha dichiarato che il suo paese è fortemente contrario al fatto che l’Iran si appropri di un’arma nucleare. L’ambasciatore ha detto che anche se Israele e la Francia “a volte si sono trovati in disaccordo sul metodo“, i due paesi sono in sintonia sulla questione.

Il regime dei mullah non dovrebbe assolutamente possedere la bomba nucleare… siamo uniti per combattere contemporaneamente contro il rischio nucleare, la minaccia dei missili balistici e le azioni destabilizzanti dell’Iran nella regione, e innanzitutto in Libano, in Siria e in Iraq“, ha detto Danon nel suo discorso.

Nel maggio 2015 gli Stati Uniti si sono ufficialmente ritirati dall’accordo nucleare iraniano. L’ex presidente Donald Trump aveva definito l’accordo “orribile” e voleva che Washington lavorasse con gli alleati per impedire all’Iran di sviluppare armi nucleari. Come risultato del ritiro dell’America dall’accordo e delle successive sanzioni imposte dall’amministrazione Trump, l’Iran ha subito una tremenda pressione economica.

Dopo che Joe Biden ha assunto il potere alla Casa Bianca, Washington ha adottato una posizione più morbida e ha espresso la sua volontà di tornare all’accordo del 2015. Tuttavia, diversi repubblicani hanno denunciato le azioni dell’amministrazione Biden.

Il 6 aprile, quattro senatori repubblicani hanno inviato una lettera a Biden, affermando di “opporsi a qualsiasi tentativo di tornare al fallito JCPOA (accordo nucleare), o a qualsiasi accordo che offra concessioni unilaterali al regime iraniano mentre continua a minare la sicurezza degli Stati Uniti e dei nostri alleati e partner. Tornare al JCPOA – che significa concedere al regime iraniano un significativo sgravio delle sanzioni in cambio di limitazioni nucleari che scadono in soli quattro anni – non è una strategia praticabile”.

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/07/19/israel-defense-minister-wants-military-expansion-to-counter-nuclear-iran-france-expresses-support-to-israel.html