Il Nostro Cibo Nutre Sempre Meno?

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Alla gente piace ricordare come il cibo avesse un sapore migliore e fosse più nutriente «ai bei vecchi tempi», ma potrebbe essere vero? (Immagine: via pixabay CC0 1.0))

Lo sentiamo dire di solito dagli anziani della famiglia: «Sapete, quando eravamo giovani, frutta e verdura erano più piccole e così piene di nutrimento, non come quelle dei supermercati di oggi…». C’è qualcosa di vero in tutto ciò? Scopriamolo assieme!

C’è stato uno studio fatto nel 2004 che ha esaminato 43 diverse colture da giardino e valutato i cambiamenti di valore nutrizionale che sono avvenuti tra il 1950 e il 1999. I risultati hanno convalidato che, in media, il contenuto proteico è diminuito di circa il 6 per cento, la vitamina B2 è scesa del 38 per cento e la C del 15 per cento. Ci sono stati anche notevoli diminuzioni di ferro e calcio.

Anidride carbonica

Oggi i raccolti crescono più velocemente e diventano grandi come mai nella storia passata. Ciò è dovuto all’allevamento selettivo praticato dagli agricoltori. Tuttavia anche analizzando una pianta selvatica che non ha subito un processo simile, come la verga d’oro, troviamo comunque una diminuzione dei nutrienti.

Anche le piante selvatiche come la verga d’oro dimostrano una diminuzione del valore nutritivo. (Immagine: tramite pixabay CC0 1.0)

L’alimento delle piante è l’anidride carbonica, che si ottiene dall’aria. Come sapete, dai tempi della Rivoluzione Industriale i livelli di CO2 sono aumentati. Negli esperimenti condotti da scienziati viene pompata più CO2 in aree dove ci sono piante per poi controllare i cambiamenti nel valore nutrizionale.

In uno studio fatto in Giappone e Cina, lo hanno testato sul raccolto di riso. I rilevamenti hanno indicato che le proteine sono diminuite del 10 per cento, il ferro dell’8 e lo zinco del 5.

Zooplancton

Durante i suoi studi per il dottorato di ricerca, Irakli Loladze si è imbattuto in un fenomeno riguardante lo zooplancton. Lo zooplancton è un animale microscopico che per cibarsi dipende dalle alghe. Gli scienziati hanno scoperto che si può aumentare l’offerta di cibo per l’animale semplicemente facendo risplendere la luce sulle alghe. Crescevano considerevolmente quando c’era luce.

Ma poi hanno scoperto che sebbene lo zooplancton aveva molto da mangiare, lottava per sopravvivere. Perché? Perché le alghe non contenevano più tante sostanze nutritive come prima. Crescevano rapidamente, ma l’animale poteva mangiare solo fino a un certo punto e quindi la concentrazione di sostanze nutritive si riduceva notevolmente.

Questo potrebbe anche essere il motivo per cui la popolazione di api è diminuita notevolmente in tutto il mondo. Abbiamo più cibo che mai, ma la maggior parte di esso è cibo spazzatura.

Il cambiamento climatico

Come ha detto Kristie Ebi, professore di salute ambientale (Univ. di Washington) in un discorso a TED talk: «Quando i nutrienti scendono, per esempio quando il contenuto di ferro nel nostro cibo scende, possiamo avvertire stanchezza, insufficienza cardiaca, mancanza di respiro e ritardi nello sviluppo generale».

Se si è a corto di zinco, si è soggetti, tra l’altro, a una funzione immunitaria compromessa e a tempi di guarigione più lenti. La vitamina B regola il sistema nervoso, aiuta a combattere le infezioni e converte il cibo in energia.

Questo è particolarmente negativo per le regioni più povere del mondo, dove le persone hanno già carenza di cibo. In combinazione con un minor numero di sostanze nutritive, questo farà emergere drastiche carenze alimentari. Tale scarsità porta a sua volta ad una minore resistenza mentre si combattono le malattie.

La diminuzione del contenuto di nutrienti negli alimenti è particolarmente negativa per le regioni più povere del mondo. (Immagine: tramite pixabay CC0 1.0)

Gli esperimenti non hanno preso in considerazione il cambiamento climatico, ma si sono concentrati in particolare sull’anidride carbonica. Gli scienziati ammettono che ci sono ancora molte cose che devono ancora capire su questi cambiamenti, tra cui quali potrebbero essere le possibili soluzioni.

Essi continuano a parlare di allevamento, manipolazione genetica e cambiamenti del suolo. Ma non sono questi che per primi hanno dato luogo a tale problema? Non sono colpevoli insieme ad aziende come la Monsanto e la Bayer? Non sarebbe meglio se favorissimo il modo naturale di coltivare, permettendo al terreno di ricostituire i suoi nutrienti?

Quindi il nonno aveva ragione, dopo tutto. C’è molto da studiare sul tema e qualsiasi persona, con una ricerca inadeguata, può trarre conclusioni sbagliate. Dopo tutto, quello che dobbiamo affrontare ora sono le conseguenze delle azioni che abbiamo intrapreso in passato. Per vivere bene nel futuro, dobbiamo pensare e pianificare in modo più olistico.

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/06/19/is-our-food-becoming-less-nutritious.html