Il PCC spinge un editore tedesco a bruciare un libro per bambini

Il titolo del libro contestato è «Un arcobaleno di corona per Anna e Moritz». Il suo scopo era quello di aiutare i bambini intrappolati nella situazione di pandemia ad affrontare i cambiamenti che mai hanno affrontato nella loro vita.
Xi Jinping presidente governo Cina
Mentre il Partito Comunista Cinese usa ogni tattica per sopprimere la libertà di parola, la libertà di riunione e la libertà di religione in Cina, chiede sfacciatamente e senza vergogna l'esercizio della libertà di parola in Germania per sopprimere un libro per bambini. (Immagine: welt.de )

Da quando la pandemia di coronavirus del PCC ha colpito il pianeta, le polemiche sulle politiche del governo cinese riguardo i diritti umani e altri aspetti preoccupanti continuano senza sosta. Ora, paradossalmente, la pressione del PCC ha costretto un editore tedesco a bruciare un libro per bambini basato sull’impatto della pandemia di COVID-19 sui bambini.

L’editore ha affrontato l’ira e la pressione dei diplomatici del Partito Comunista Cinese (PCC), così come quella delle persone pro-PCC in Germania. Questa campagna l’ha costretto a prendere la decisione di apportare modifiche al contenuto del libro. Il titolo del libro contestato presentato l’anno scorso è «Un arcobaleno di corona per Anna e Moritz». Il suo scopo era quello di aiutare i bambini intrappolati nella situazione di pandemia ad affrontare i cambiamenti che mai hanno affrontato nella loro vita.

Ironicamente, il PCC ha sollevato serie obiezioni al contenuto del libro per bambini

Il PCC e alcuni lettori cinesi hanno sollevato serie obiezioni al contenuto del libro. In una sezione, il padre dei bambini nel libro dice: «Il virus viene dalla Cina e da lì si è diffuso in tutto il mondo». La maggior parte dei media e dei ricercatori crede che la pandemia killer sia effettivamente emersa da Wuhan, nella Cina centrale.

Tuttavia, il PCC ha negato con veemenza le accuse. Ha anche accusato l’esercito americano di aver portato il virus in Cina. Comunque, non ha mai prodotto alcuna prova di queste controdenunce.

Anche la comunità cinese in Germania ha fatto serie obiezioni sul contenuto del libro. Per giunta, hanno dato una valutazione bassa al libro su Amazon e pubblicato recensioni negative online come segno di protesta.

Hanno accusato che il libro fosse usato per diffondere razzismo e discriminazione. Per di più alcuni dei lettori cinesi hanno anche detto che avrebbero potuto intraprendere azioni legali contro gli editori se non si fossero conformati. Tuttavia, ironicamente la campagna di protesta è stata sostenuta dal consolato cinese del PCC nella città di Amburgo.

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La natura ipocrita della bestia; mentre il partito comunista cinese ha soppresso ogni forma di libertà di parola in Cina, gestisce il potere della libertà di parola in Germania.  (Immagine: pixabay / CC0 1.0</a)

Il «Global Times», portavoce del PCC, chiede la censura dell’editore tedesco

Il Global Times, un portavoce del PCC, ha sottolineato la necessità di ritirare il libro. Infatti, un avvocato cinese residente in Germania ha detto che il libro ha «causato un trauma psicologico alla comunità cinese, specialmente ai bambini». Per tali ragioni, i cinesi in Germania hanno avuto una reazione più forte del solito riguardo a questo libro per bambini che può scatenare «discriminazione razziale e odio».

Questo ha fatto fare alla casa editrice Carlsen una marcia indietro e ha dichiarato che le copie stampate saranno distrutte. Inoltre, ha anche espresso le sue scuse per il danno causato alla comunità cinese.

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L’inquisizione prosegue in Cina; i roghi di libri sono una tattica di censura comune del PCC. (Immagine: tramite dreamstime.com © Volodymyr Muliar )

I danni che la pressione del PCC ha già fatto in passato nella comunità cinese

Non è la prima volta che la comunità cinese reagisce a un libro ritenuto inadatto alla sua immagine. Difatti, la pratica del rogo dei libri può essere fatta risalire ai tempi di Mao Zedong. Le giovani guardie rosse hanno bruciato innumerevoli icone religiose, libri ed edifici. Nella contea di Zhenyuan, nella Cina nordoccidentale, nel 2019 è stata bruciata una collezione di libri.

Il libro in questione è stato pubblicato nel giugno 2020 da Carlsen Verlag. L’editore tedesco ha detto che dalla prossima edizione, il contenuto discutibile sarà corretto.

Mentre la reazione dei lettori cinesi al libro può sembrare esagerata, o ragionevole, a seconda dei punti di vista, i casi di molestie e violenza verso gli asiatici e la comunità cinese sono aumentati, il che è molto deplorevole. Questo è evidente sin dai tempi dell’evasione del COVID-19, con cui il popolo cinese non ha nulla a che fare.

L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha criticato la condotta del governo cinese in quel periodo per il loro fallimento nell’avvisare il mondo esterno del pericolo che si stava diffondendo rapidamente, e ha chiamato COVID-19 il «virus della Cina». La sua amministrazione ha insistito che fosse trapelato da un laboratorio di Wuhan. Questa accusa è stata fortemente negata dal ministero degli esteri cinese.

L’origine del Virus del PCC rimane poco chiara

Mentre il contraccolpo cinese ha costretto l’editore tedesco a fare marcia indietro, l’origine del coronavirus rimane poco chiara e le indagini sono in corso. Pechino ha suggerito che il virus killer è stato rilevato prima nel laboratorio di Wuhan, tuttavia, le sue origini potrebbero essere altrove. Anche l’OMS ha dichiarato che l’origine del virus deve essere localizzata e che la ricerca dovrebbe iniziare a Wuhan. Inoltre, ha chiesto ulteriori indagini approfondite per svelare la verità.

Striscione del Grande Firewall, gigantesca rete di censura cinese
Il ‘Grande Firewall della Cina’ è una gigantesca rete di censura utilizzata dal regime cinese per bloccare i contatti del popolo cinese con il resto del mondo, e per impedire alla gente del mondo di fare amicizia e comunicare con il popolo cinese. (Immagine: tramite dreamstime.com © Kilmermedia )

A differenza della vita sotto il regime comunista cinese, dove la gente non ha alcun diritto, la gente in Occidente può ancora protestare, alzare la voce e criticare apertamente. In questo caso, l’editore tedesco Carlsen Verlag ha ascoltato le critiche e le preoccupazioni sollevate e ha deciso di apportare modifiche alla sua pubblicazione. Non viene espresso alcun giudizio di valore sulla loro decisione. Per un editore, questa non è mai una cosa facile da fare.

Il PCC dovrebbe prendere attentamente nota e praticare ciò che predica: eliminare il Grande Firewall della Cina, fermare la repressione della libertà di espressione, di stampa e di riunione, fermare la repressione della religione e della libertà di culto, e fermare la repressione delle minoranze etniche.

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2021/03/23/german-publisher-destroys-china-virus-kids-book-after-ccp-pressure.html