Il perdono porta fortuna e benedizioni

Per coloro che hanno subito un torto è difficile gestire coloro che sono in difetto; tuttavia, secondo la teoria buddista della retribuzione karmica, coloro che perdonano e si astengono dall'ostentare i difetti degli altri, riceveranno fortuna e benedizioni.
Il giacinto viola è un emblema del perdono. Secondo il Dharma buddista, coloro che perdonano gli altri saranno benedetti; mentre diffondere le colpe degli altri diminuirà la propria virtù e porterà cattivo karma. (Immagine: cbransto tramite Flickr CC BY 2.0)
Il giacinto viola è un emblema del perdono. Secondo il Dharma buddista, coloro che perdonano gli altri saranno benedetti; mentre diffondere le colpe degli altri diminuirà la propria virtù e porterà cattivo karma. (Immagine: cbransto tramite Flickr CC BY 2.0)

Chi in questo mondo è senza colpa? Assieme alle persone molto malvagie che intenzionalmente uccidono e danneggiano gli altri, ci sono anche quelli di noi che commettono errori a causa di malintesi o circostanze confuse. Secondo la teoria buddista della retribuzione karmica, l’atto di diffondere le colpe degli altri diminuirà la propria virtù e porterà ogni tipo di karma negativo, causando sofferenza. Coloro che perdonano e si astengono dall’ostentare i difetti degli altri, riceveranno fortuna e benedizioni.

Per coloro che hanno subito un torto è difficile avere a che fare con coloro che sono in difetto. È così importante esporre le mancanze degli altri e screditarli? O sarebbe meglio, in molti casi, dare loro l’opportunità di migliorare mostrando il perdono?

Luo Zhuan accumulò virtù con la gentilezza, e ricevette fortuna e benedizioni crescendo un figlio ben realizzato 

Durante la Dinastia Ming, c’era un uomo di nome Luo Zhuan, originario di Jishui, nella provincia di Jiangxi, i cui antenati erano stati funzionari per generazioni. Era una persona gentile e generosa e godeva di un’ottima reputazione a livello locale.

Quando Luo andò a sostenere l’esame imperiale nella capitale, condivise una stanza con un altro candidato. Un giorno mancò un capo d’abbigliamento, e il suo compagno di stanza era preoccupato di essere accusato di furto. Qualche giorno dopo, il compagno di studi di Luo trovò qualcuno che indossava il capo d’abbigliamento, che riconobbe per il materiale grossolano. Portò Luo ad affrontare l’uomo.

Luo incontrò quest’uomo e si sedette con lui, mentre il suo compagno di stanza lo indicava e chiese a Luo a bruciapelo: “Questi sono i tuoi vestiti?” Luo rispose: “Ti confondi, quelli non sono i miei vestiti perduti”. Il compagno di stanza toccò i vestiti per assicurarsi che avesse ragione, però Luo negò ancora fermamente che fossero suoi.

La “Mappa Guang Yu” è il più antico atlante sopravvissuto in Cina, prodotta da Luo Hongxian (1504-64), famoso cartografo della Dinastia Ming, basata sulla “Mappa dell’opinione pubblica” di Zhu Siben (1273-1333) la dinastia Yuan. (Immagine: Wikimedia Commons di pubblico dominio)

Quando tornarono alla loro residenza, il compagno di studi era furioso. Luo spiegò: “Un capo d’abbigliamento non è una grande perdita per me, ma se la reputazione di quell’uomo viene rovinata, che futuro avrà?” Sentendo questo, il compagno di stanza improvvisamente capì e rimase molto colpito da Luo. Superando l’esame, Luo fu ammesso al Collegio Imperiale e in seguito divenne un ministro del Ministero degli Affari Militari.

Quando raggiunse la mezza età, Luo non aveva ancora figli. Un giorno, passando vicino a un tempio, trovò sette bare non ancora sepolte. Pensando che fosse una cosa spiacevole, prese il suo stipendio e pagò un monaco per seppellire tutte e sette le bare. Poco dopo, sua moglie rimase incinta e diede alla luce un figlio, Luo Hongxian.

Luo Hongxian nella sua infanzia ricevette una buona educazione. Da adolescente, il suo duro lavoro e la sue conoscenze gli permisero di essere riconosciuto per il suo studio approfondito di astronomia, geografia, regole e regolamenti, aritmetica e yin e yang. Nell’ottavo anno della Dinastia Ming, eccelse nell’esame imperiale e fu nominato miglior studente.

Nel 1541, dopo dieci anni di lavoro, Luo Hongxian completò un atlante basato sulla “Mappa della conoscenza pubblica” di Zhu, la “Mappa di Guang Yu” (Mappa ampia della conoscenza pubblica). Questo è il più antico atlante sopravvissuto delle province della Cina.

Dare alla persone una possibilità

Liu Zhongfu (劉仲輔), originario di Macheng (麻城) della Dinastia Ming (1368 – 1644), era gentile e generoso fin dalla sua infanzia. Durante la sua notte di nozze con sua moglie Dong, un ladro entrò silenziosamente nella loro casa. Dopo essere stato svegliato, Liu si alzò e vide che era qualcuno che conosceva, così gli disse: “Credo che tu sia diventato un ladro perché eri povero“. Nonostante la sua famiglia non fosse benestante, diede al ladro alcuni gioielli di sua moglie e gli disse: “Se d’ora in poi cambierai le tue abitudini, non lo dirò a nessuno“. Il ladro fece un cenno di assenso.

In seguito, la moglie chiese spesso chi fosse il ladro, e Liu disse: “Gli ho promesso di non dirlo a nessuno, quindi perché me lo chiedi?” Per tutta la vita, mantenne la sua promessa e non rivelò mezza parola. Liu visse fino a 89 anni. Dopo la sua morte, un uomo del suo clan indossò l’abito da lutto, un abbigliamento che di solito non viene indossato da nessuno che non sia un parente stretto. Piangeva inconsolabilmente con la testa contro la bara.

Quest’uomo un tempo era stato di pessimo carattere, ma poi improvvisamente cambiò le sue abitudini e cominciò ad essere abbastanza buono. Si sospettava che fosse stato il ladro molto tempo prima. Forse si rese conto della sua fortuna e capì che la sua vita avrebbe potuto facilmente essere distrutta, se Luo avesse deciso di rendere pubbliche le sue azioni.

La gentilezza di Liu portò inoltre fortuna e benedizioni ai suoi discendenti. Suo figlio e suo nipote ebbero successo agli esami imperiali e riuscirono a diventare funzionari, e suo nipote ricevette un titolo onorevole. I suoi discendenti, a loro volta, ebbero successo nelle loro carriere.

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/07/15/blessed-are-those-who-forgive.html