Il segretario alla Salute USA Alex Azar in visita a Taiwan

Alex Azar taiwan
Il segretario alla Sanità statunitense Alex Azar (in piedi al centro) tiene un discorso di elogio a Taiwan, con il presidente della Repubblica di Cina (Taiwan) Tsai Ing-wen ( seduta a destra). (Immagine: YouTube / Screenshot )

Per la prima volta dopo 40 anni gli Stati Uniti fanno visita a Taiwan, elogiando il Paese per i valori condivisi della democrazia e per come ha affrontato la pandemia del Virus del PCC.

La Repubblica di Cina

Il segretario alla Sanità statunitense Alex Azar è il primo politico di alto livello che fa visita ufficialmente a Taiwan dal 1979.

L’isola di Formosa, nota come Taiwan, pur essendo l’unico paese in lingua cinese che adotta una vera e reale democrazia da quando il generale Chiang Kai Shek vi era approdato nel 1949, è stata ignorata dei Paesi occidentali, in seguito al riconoscimento del regime (comunista) cinese in Cina continentale.

cartina Taiwan
Cartina dell’Isola di Formosa, meglio conosciuta col nome di Taiwan, in alto la capitale Taipei. (Immagine: shaozhionthenet / CC0 1.0 )

Ora che l’Occidente e in particolare gli Stati Uniti, stanno aprendo gli occhi sulla vera natura della dittatura totalitaria comunista in Cina continentale, balzano all’occhio con ancora più evidenza le differenze di un paese che a pochi chilometri da essa è una delle migliori democrazie in Oriente.

Azar oltre a ribadire i rapporti di amicizia con Taiwan, ha elogiato l‘amministrazione del paese per l’efficienza, l’efficacia e la competenza con cui ha affrontato il coronavirus. Egli ha affermato che «la risposta alla pandemia del governo di Tsai Ing-wen è stata tra le miglior al mondo».

Inoltre ha espresso il forte sostengo del presidente Trump nei confronti dell’isola e ribadito la condivisa visione tra Paesi democratici per la ricerca e la produzione di vaccini e farmaci, nonostante Taiwan sia stata esclusa, per volere della Cina, dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Archi cinesi a Taipei ,Taiwan
Arco cinese a Taipei, capitale di Taiwan, dedicato a Chiang Kai-Shek, fondatore della Repubblica di Cina (Taiwan), il piccolo ma ricchissimo stato governato da una democrazia di stampo occidentale, cha la Cina, regime monopartito dittatoriale comunista, non vuole che il mondo riconosca. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0 )

È da ricordare che Taiwan il primo del mese di gennaio aveva avvertito l’OMS della pericolosità del virus, ma è stata ignorata per seguire le direttive del PCC, che hanno fatto da padrone all’interno dell’Organizzazione Mondiale dalla Sanità.

Rapporti con gli USA sempre migliori

Già il 25 maggio 2019 le relazioni con Washignton erano enormemente migliorate, quando il nome del «Consiglio di Coordinamento per gli Affari Nordamericani (CCNAA)» era stata cambiata in «Taiwan Council for US Affairs (TCUSA)» sotto il ministero degli esteri di Taiwan.

Alla cerimonia di apertura il presidente Tsai aveva affermato che:  «La sostituzione del nome del Consiglio di Coordinamento per gli Affari Nordamericani (CCNAA) con Taiwan Council for US Affairs (TCUSA), che adotta “Taiwan” e “Stati Uniti”, “ha segnato una pietra miliare” per le relazioni tra Taiwan e Stati Uniti». «Mi assicurerò che la relazione Taiwan-USA progredisca costantemente» e «promuoverò una regione indo-pacifica più libera e più aperta»

A queste parole il direttore dell’ American Institute in Taiwan (AIT), Brent Christensen, aveva risposto: «Ora non vediamo l’ora di continuare la cooperazione [USA-Taiwan] con il nuovo nome TCUSA, che riflette meglio il lavoro svolto ogni giorno da questa organizzazione per approfondire e rafforzare la nostra amicizia».

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Inaugurazione del Taiwan Council for US Affairs (TCUSA) il 25 maggio 2019. (Immagine: YouTube / Screenshot )

Negli ultimi 12 mesi tante cose sono cambiate a causa del virus. Tra le tante tragedie una cosa sembra essere stata positiva: il comportamento delle autorità delle Repubblica popolare Cinese hanno aperto gli occhi dell’Occidente sulla natura dittatoriale, oscurantista del partito comunista cinese. Esso ha rivelato, per contrasto, la natura tollerante della democrazia di Taiwan, che ha gestito la crisi della pandemia con serietà, trasparenza e volontà di collaborazione, mostrando al mondo un’amico gentile e troppo a lungo ignorato.