Il Senato dell’Arizona inizia la verifica di 2,1 milioni di schede elettorali delle elezioni del 2020

Secondo Just the News, Karen Fann, presidente del Senato dell'Arizona, ha affermato che i funzionari del consiglio dei supervisori della contea di Maricopa hanno cercato di "sabotare" il processo di verifica.
È in corso la verifica di 2,1 milioni di voti dalla contea di Maricopa. (Immagine: cottonbro tramite Pexels )

Venerdì 23 aprile, il Senato dello Stato dell’Arizona, controllato dai repubblicani, ha iniziato una verifica di 2,1 milioni di schede elettorali. Riguardano le elezioni del 2020 e sono state compilate nella contea di Maricopa. La verifica comprenderà un test completo delle macchine per il voto, e un’indagine per eventuali violazioni informatiche. Sarà inoltre effettuata una scansione delle schede elettorali, che saranno poi ricontate a mano.

La verifica indipendente è condotta da società con sede fuori dall’Arizona. Tra di esse ci sono CyFIR, Cyber Ninjas, Wake Technology Services e Digital Discovery. Cyber Ninjas della Florida, che fornisce servizi di cybersecurity per agenzie governative e servizi finanziari, condurrà il processo di revisione.

Cercare di sabotare la verifica delle schede elettorali

Secondo Just the News, Karen Fann, presidente del Senato dell’Arizona, ha affermato che i funzionari del consiglio dei supervisori della contea di Maricopa hanno cercato di “sabotare” il processo di revisione. «Il Maricopa BOS ha rifiutato di permetterci di eseguire la verifica presso le loro strutture ed è arrivato al punto di rifiutare persino di rispondere a semplici domande come ‘come vengono sequestrate le schede elettorali?’».

Il rapporto finale dovrebbe essere pubblicato entro due mesi. Fann ha affermato che né il Senato né i revisori hanno aspettative riguardo ai risultati della revisione. Ha sottolineato oltretutto che l’intenzione alla base della revisione non era quella di rovesciare le elezioni, ma era focalizzata sull’integrità del sistema di voto stesso.

La verifica arriva dopo mesi di sforzi da parte dei repubblicani del Senato dell’Arizona. Lo scorso dicembre sono state inviati mandati di comparizione al Consiglio dei supervisori della contea di Maricopa chiedendo il rilascio di materiale elettorale per le indagini. La contea ha inizialmente rifiutato di rispettare i mandati. La questione è stata infine decisa in tribunale, dove un giudice ha sostenuto il diritto del Senato di emettere mandati di comparizione. Tale decisione alla fine ha aperto la strada all’attuale revisione.

Fann ha fatto notare che ci sono voluti quasi due mesi e mezzo al Senato perché la revisione diventasse realtà. Oltre ad altre sei settimane trascorse a selezionare la squadra giusta. Il presidente del Senato ha sottolineato che le dichiarazioni giurate firmate da diversi residenti dello stato hanno accennato a potenziali problemi riguardanti le schede elettorali per corrispondenza. Ha espresso la speranza che la verifica sveli qualsiasi potenziale problema e aiuti a risolvere qualsiasi errore scoperto durante il processo.

In un ultimo tentativo che ha portato alla verifica, il Partito Democratico dell’Arizona, insieme a Steve Gallardo, ha intentato una causa alla Corte Suprema dell’Arizona. Gallardo è l’unico democratico nel Consiglio dei Supervisori della Contea di Maricopa. Il partito ha chiesto una pausa temporanea al procedimento. La causa sosteneva che la revisione non era abbastanza trasparente e non aveva le giuste garanzie. Il giudice che presiedeva ha chiesto ai democratici di mettere una cauzione di 1 milione di dollari per l’ordine restrittivo. I democratici hanno scelto di non pagare la cauzione e la revisione è continuata come previsto.

Disegni di legge per il voto

La verifica arriva mentre i repubblicani dell’Arizona stanno portando avanti due disegni di legge sul voto che hanno attirato l’opposizione dei democratici. Una delle progetti di legge potrebbe finire per rimuovere 150.000 elettori dalla lista permanente di voto anticipato. Il primo disegno, L’SB 1485, cerca di rimuovere gli elettori che hanno perso due elezioni federali consecutivamente e non rispondono ad una cartolina di notifica. I Democratici sostengono che quasi un terzo delle persone colpite dalla legge sarebbero popolazioni latine.

Il secondo disegno di legge di riforma, SB 1713, propone che gli elettori forniscano un numero di patente di guida per votare per posta. Nel caso in cui la persona non abbia una patente di guida, può essere presentato un numero di identificazione dell’elettore. Ma in alcune contee, un numero di identificazione dell’elettore può essere ricevuto solo se una persona ha una patente di guida. Secondo i Democratici dell’Arizona, questa proposta colpirebbe anche in modo sproporzionato le popolazioni latine e i nativi americani. Questi gruppi avrebbero meno probabilità di avere una patente di guida.

Anche alcuni gruppi latini hanno criticato le proposte. «Se il loro voto era così importante per questi legislatori, se la loro voce, se le loro opinioni, se le loro prospettive, erano così importanti per questi legislatori, allora perché stanno approvando leggi che rendono specificamente più difficile che il loro voto sia contato?» ha detto a Breitbart Gloria Gonzales-Dholakia, direttore esecutivo del gruppo di difesa ispanico Jolt Action. Nina Perales, vice presidente del contenzioso presso il Mexican American Legal Defense and Educational Fund, ha accusato i nuovi disegni di legge di “usare un linguaggio che è stato storicamente associato a misure elettorali razziste”.

Dunque le comunità minoritarie sarebbero influenzate negativamente dalle leggi di riforma degli elettori. Tuttavia un sondaggio condotto da Rasmussen Reports mostra che la maggioranza delle persone non vede discriminazione in tali misure. Nel sondaggio, ai partecipanti è stato chiesto se le leggi che impongono l’identificazione con foto ai seggi fossero discriminatorie.

Secondo il sondaggio, il 62% degli intervistati non pensa che le leggi sull’integrità degli elettori discriminino le minoranze, un sentimento che differisce poco tra le razze. «La maggioranza di tutti i gruppi razziali – il 59% dei bianchi, il 56% dei neri e il 63% degli elettori di altre minoranze – afferma che è più importante assicurarsi che non ci siano imbrogli nelle elezioni che rendere più facile il voto. Allo stesso modo, le maggioranze di tutti i gruppi razziali – il 64% dei bianchi, il 59% dei neri e il 58% degli elettori di altre minoranze – respingono l’affermazione che le leggi sull’identificazione degli elettori discriminano alcuni elettori».

Tradotto da: Massimiliano Volpato

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/04/28/arizona-senate-begins-audit-of-2-1-million-ballots-from-2020-election.html