Il sistema elettorale “patriottico” del PCC per Hong Kong distrugge la democrazia

L'11 marzo il Congresso Nazionale del Popolo cinese (NPC) ha approvato la risoluzione "Patrioti che governano Hong Kong". I critici avvertono che fondamentalmente la mossa pone fine a qualsiasi democrazia rimasta nel paese.

Pechino ha approvato ad Hong Kong il suo piano “patriota“, che impone che tutte le posizioni di potere politico nell’amministrazione della regione siano tenute da persone fedeli alla Cina, cioè al Partito Comunista Cinese. I critici avvertono che fondamentalmente la mossa pone fine a qualsiasi democrazia rimasta ad Hong Kong. L’11 marzo il Congresso Nazionale del Popolo cinese (NPC) ha approvato la risoluzione “Patrioti che governano Hong Kong”. Questo permette ora al PCC di apportare modifiche agli allegati della costituzione di Hong Kong, la Legge fondamentale.

Il 30 marzo, la risoluzione è stata approvata dal comitato permanente dell’NPC. Le nuove regole dovrebbero entrare in vigore a Hong Kong nelle prossime settimane. Molte persone sono rimaste sorprese dalla velocità con cui Hong Kong è stata trasformata. Da una democrazia aperta a uno stato controllato dal comunismo.

Lee Jonghyuk è un professore assistente alla Nanyang Technological University di Singapore. Si aspettava che questi cambiamenti arrivassero anche prima. Crede che Pechino fosse spaventata dalla possibilità che le proteste di Hong Kong innescassero una reazione a catena nella terraferma.

«Sorprendentemente, Pechino si fidava della capacità del governo di Hong Kong di gestire i manifestanti… Tuttavia, quando nel 2019 è avvenuta la seconda protesta di massa, la leadership comunista ha deciso di impegnarsi direttamente nelle questioni di Hong Kong per eliminare le fonti delle azioni collettive, come le rappresentanze democratiche, le reti civili e i sistemi educativi… Non ci sarà alcun ritorno… Questo è abbastanza certo. Il suffragio universale è un mero ostacolo alla stabilità del regime del partito comunista», ha detto Lee alla BBC.

democrazia hong kong
Marcia pro-democrazia a Causeway Bay, Hong Kong, a sostegno del diritto di voto alle elezioni di Hong Kong nel 2012 (suffragio universale), pochi giorni dopo la “rielezione” dell’amministratore di Hong Kong, Donald Tsang. La recente risoluzione “Patrioti che governano Hong Kong” ha reso le elezioni “completamente inutili”, poiché tutti i candidati devono essere approvati dal partito. (Immagine: damonrand tramite Flickr CC BY-SA 2.0)

Secondo il sistema, tutti i candidati dovranno affrontare diversi livelli di comitati pro-PCC per l’approvazione a presentarsi alle elezioni. L’approvazione finale sarà data dal ramo della sicurezza nazionale della polizia di Hong Kong.

Una volta che la decisione è stata presa, i candidati non potranno fare appello contro di essa. In precedenza, il comitato elettorale eleggeva solo il capo dell’esecutivo di Hong Kong. Le nuove regole lo autorizzano a nominare anche i candidati al Consiglio Legislativo, il parlamento di Hong Kong.

Il comitato pro-Pechino sarà anche ampliato a 1.500 membri dagli attuali 1.200. Anche se il numero di seggi complessivi nel Consiglio legislativo è stato aumentato da 70 a 90, il numero di rappresentanti eletti direttamente scenderà a 20 da 35. Dei 90 seggi, 40 sono riservati ai parlamentari che sono scelti dal comitato elettorale. Invece 30 seggi sono riservati ai parlamentari con interessi speciali, come il commercio e le banche, che di solito hanno anche una posizione pro-PCC.

La leader di Hong Kong Carrie Lam ha giustificato i cambiamenti, sostenendo che l’approccio della democrazia non è “a taglia unica”. Il comitato di controllo eliminerebbe solo i “non patrioti”, non quelli con opinioni politiche diverse. Ha promesso che finché i candidati mostreranno lealtà verso Hong Kong, passeranno i controlli di sicurezza nazionale e sosterranno la Legge fondamentale, saranno idonei a candidarsi alle elezioni.

L’ex presidente del Partito Democratico Emily Lau osserva, tuttavia, che il nuovo sistema patriottico ha reso le elezioni completamente inutili. Sta ora considerando di lavorare direttamente con le comunità come mezzo per servire Hong Kong. «Solo le persone che piacciono [possono partecipare] quindi perché passare attraverso così tante mozioni; sicuramente sarebbe più facile semplicemente nominarle direttamente…».

«Sarebbe totalmente inutile e uno spreco di sforzi… Io continuerò con questo (lavoro all’interno delle comunità) perché è quello in cui crediamo… Forse c’è un prezzo pesante da pagare per fare questo, e alcune persone sono disposte a farlo, altre no. Non puoi forzarli», ha detto a Radio Free Asia.

Tradotto da: Massimiliano Volpato

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/04/10/disintegration-of-democracy-with-ccp-controlled-patriot-electoral-system-approved-for-hong-kong.html