Chirurgia bizzarra, scienziati cinesi fanno partorire ratti maschi

"Questi esperimenti scioccanti sui ratti maschi, sono spinti solo dalla curiosità pertanto non fanno nulla per approfondire la nostra comprensione del sistema riproduttivo umano".  Emily McIvor, ha definito lo studio "frankenscience" e "vile."
Ratti bianchi femmine stanno in una vasca in un laboratorio per animali di una scuola di medicina il 16 febbraio 2008 nella municipalità di Chongqing, in Cina. Oltre 100.000 ratti e topi vengono utilizzati negli esperimenti ogni anno per la ricerca farmaceutica in laboratorio, dove la temperatura viene mantenuta a 24 gradi centigradi. (Immagine: foto della Cina/immagini Getty
Ratti bianchi femmine stanno in una vasca in un laboratorio per animali di una scuola di medicina il 16 febbraio 2008 nella municipalità di Chongqing, in Cina. Oltre 100.000 ratti e topi vengono utilizzati negli esperimenti ogni anno per la ricerca farmaceutica in laboratorio, dove la temperatura viene mantenuta a 24 gradi centigradi. (Immagine: foto della Cina/immagini Getty

Gli scienziati della Naval Medical University di Shanghai sono riusciti a costringere i ratti maschi a partorire con taglio cesareo, attraverso un esperimento poco ortodosso.

Il successo dell’esperimento è stato comunicato tramite un rapporto su BioRxiv (pronunciato BioArchive), dai ricercatori Rongjia Zhang e Yuhuan Liu, intitolato “Un modello di gravidanza di ratto nel parabionte maschio”, pubblicato nel giugno 2021.

Secondo il loro sito Web, BioRxiv “è un archivio online gratuito e un servizio di distribuzione per preprint inediti nel campo delle bioscienze”.

L’esperimento prevedeva quattro fasi. In primo luogo, i ratti maschi sono stati sottoposti a castrazione chirurgica. Sono stati poi collegati chirurgicamente ad una controparte di ratto femmina creando un “ratto congiunto” che ha fornito al ratto maschio un microambiente biologico femminile attraverso lo scambio di sangue. Gli scienziati hanno quindi impiantato un utero nei ratti maschi. Il passo finale prevedeva l’impianto di embrioni nell’utero trapiantato del ratto maschio.

Feti anormali e morti

“In totale… Abbiamo trasferito 842 embrioni allo stadio di blastocisti a 46 coppie parabiotiche eterosessuali allo stadio embrionale embrionale (ED) 4.5, inclusi 562 embrioni trasferiti a parabionti femmine e 280 embrioni trasferiti a parabionti maschi “, afferma il rapporto.

Gli embrioni sono stati poi lasciati in gestazione per 21,5 giorni. Da 27 “embrioni normali” sono stati partoriti tramite taglio cesareo 10 cuccioli sani. Questi hanno raggiunto l’età adulta e sono riusciti a riprodursi normalmente senza subire alcun effetto negativo a livello di “cuore, polmoni, reni, fegato, cervello, testicoli, epidermide, ovaie o utero”.

Durante il taglio cesareo sui maschi, sono stati osservati feti anormali e morti, un fenomeno non riscontrato nelle controparti femminili dei ratti maschi.

 “Questi feti morti differivano dai feti normali in termini di morfologia e colore; erano inoltre dotati di placente atrofiche o tumefatte“, ha dichiarato il team di ricerca.

Lo studio è stato ispirato da esperimenti in cui gli embrioni di topo sono stati impiantati in altre parti del corpo maschile. Questo, per vedere se l’ambiente biologico maschile poteva nutrire l’embrione. Questi esperimenti fallirono, portando i ricercatori a immaginare metodi più macabri.

Per quanto ne sappiamo, la gravidanza non è mai stata segnalata negli animali mammiferi maschi“, hanno affermato i ricercatori. 

La gravidanza maschile anche se rara, non è sconosciuta nel regno animale. I pesci che appartengono alla famiglia singnatidi, come i cavallucci marini, i pesci ago e i draghi di mare sono le uniche specie conosciute in cui il maschio porta in grembo e partorisce i piccoli.

Non è chiaro quale sia il beneficio che gli esperimenti potrebbero esercitare per gli esseri umani. Alcuni credono che lo studio potrebbe aiutare a esplorare la possibilità di trapiantare un utero in donne transgender.

Gli esperimenti sono stati supportati e finanziati dalla National Natural Science Foundation of China (NSFC), un’istituzione statale cinese. 

Esperimenti chiamati “vili” e “scienza frankenstein”

La consulente esperta per le politiche scientifiche di PETA UK, Emily McIvor, ha definito lo studio “frankenscience” e “vile” e ha dichiarato al MailOnline che “unire chirurgicamente due ratti delicati che hanno subito mutilazioni e settimane di sofferenza prolungata – non è etico e rientra nel campo della frankenscience”. Ha aggiunto che “i ratti hanno sistemi nervosi proprio come quelli degli esseri umani. Sentono dolore, paura, solitudine e gioia, proprio come gli esseri umani”.

McIvor ha aggiunto “In questo studio ignobile, dopo essere stati castrati e forzatamente congiunti a un ratto femmina, i ratti maschi sono stati aperti e impiantati con un utero e vi sono stati inseriti embrioni – tutto per constatare se potevano produrre ‘con successo’ dei piccoli. Questi esperimenti scioccanti sono spinti solo dalla curiosità pertanto non fanno nulla per approfondire la nostra comprensione del sistema riproduttivo umano“. 

“Tutte le procedure sperimentali sono state eseguite secondo le linee guida etiche locali sul benessere degli animali e permessi che possono essere riassunti come riduzione del numero di animali utilizzati e riduzione al minimo della sofferenza degli animali” si legge nello studio.

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/07/07/in-bizarre-surgery-chinese-scientists-make-male-rats-give-birth.html