La censura sta costringendo la cultura cinese alla barbarie

Affinché una cultura si sviluppi, è necessario che le persone si sentano a proprio agio nell' esprimere liberamente il pensiero, la parola e il credo. Mettere restrizioni a ciò che le persone possono pensare o sentire è un modo infallibile per reprimere la creatività e l'innovazione.
muraglia cinese
La Cina ha una storia molto lunga che risale a migliaia di anni fa. (Immagine: pixabay CC0 1.0)

Affinché una cultura si sviluppi, è necessario che le persone si sentano a proprio agio nell’ esprimere liberamente il pensiero, la parola e il credo, senza censura. Mettere restrizioni a ciò che le persone possono pensare o sentire è un modo infallibile per reprimere la creatività e l’innovazione. Nonché per ristagnare la cultura di una società. La Cina è un buon esempio di come la censura distrugga una civiltà affascinante.

La censura soffoca la creatività

La Cina ha una storia molto lunga che risale a migliaia di anni fa. E tutto, della cultura cinese, che si tratti di arti marziali, musica o spiritualità, è ammirato in tutto il mondo. Ma questo fatto sottolinea anche un problema importante: tutto ciò che la gente ammira della Cina si trova esclusivamente nel suo passato.

La Cina moderna, costruita sulle fondamenta dell’oppressione e della censura del Partito comunista, non ha letteralmente contribuito alla cultura cinese. Al contrario, ha di fatto represso il potenziale creativo del popolo cinese.

«La censura versa acqua fredda sulla creatività. Ci sono interi eventi e temi, come le proteste e la repressione di Tienanmen, che al momento sono completamente off-limits. È difficile spingersi oltre quando ci si guarda costantemente alle spalle. Ed è un peccato, perché la Cina e la storia moderna cinese sono estremamente mature per ogni tipo di esplorazione intellettuale, artistica e culturale», scrive Juliana Liu, senior editor di Inkstone, in un articolo di Forbes.

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Durante il periodo della dinastia Ming, i vasi di porcellana bianca e blu erano molto popolari e venivano regolarmente esportati in Europa e nel resto dell’Asia. (Immagine: wikimedia / CC0 1.0)

Paura di andare fuori dagli schemi

La censura ha fatto sì che i cinesi abbiano paura di pensare fuori dagli schemi. Invece, la maggior parte della gente è piuttosto soddisfatta di vivere la propria vita secondo i dettami del regime comunista. E chi fugge dal Paese sente subito la differenza tra le persone della Cina continentale e quelle cresciute in una democrazia.

«I miei compagni di scuola media rimasti in Cina pensano in modo molto diverso dai gruppi di studio all’estero… È quasi impossibile fuggire e diventare un pensatore indipendente»; The Globe and Mail cita una studentessa della Columbia University, nata in Cina. La ragazza ha anche detto che avrebbe trovato molto difficile tornare a casa e vivere in una società simile a quella del 1984.

Questo comporta anche che i cinesi indipendenti e creativi decidano di stabilirsi all’estero, piuttosto che condurre una vita mondana nel paese. Così la Cina finisce essenzialmente per perdere proprio quelle persone che avrebbero potuto definire la cultura cinese moderna. Dare alla sua gente un qualcosa di cui essere veramente orgogliosi.

La censura minaccia l’innovazione

La censura cinese influisce anche sulla cultura, e sulla spinta innovativa nelle persone. Sono stati cresciute in una società che dà valore all’obbedienza piuttosto che alla messa in discussione. La Cina finisce quindi per perdere in innovazione, rispetto alle nazioni occidentali.

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La censura cinese influisce sulla spinta innovativa nelle persone. (Immagine: Maxpixels / CC0 1.0)

«Le idee [per l’innovazione] possono venire da ogni parte… Anche questioni sociali come lo scarico di maiali morti nel fiume Huangpu possono stimolare idee per l’innovazione sociale. Ma il governo teme le idee che potrebbero causare disordini sociali. Dunque i benefici delle idee gratuite non stanno ancora venendo fuori in Cina», dice una donna cinese di origine americana in un’intervista con The Atlantic.

L’intera cultura cinese che il Partito comunista ha elaborato, proprio a partire dalle forti leggi di censura che impediscono alla gente di esplorare a fondo la cultura altrui, le regole rigide che fanno temere di pensare in modo diverso rispetto al racconto del governo e i poveri diritti di proprietà intellettuale che esistono nel Paese, stanno trascinando la cultura cinese verso l’irrilevanza.

Se la Cina deve riguadagnare la cultura un tempo maestosa, allora è meglio che il governo cominci a permettere alla gente di pensare liberamente piuttosto che avere paura delle proprie idee. Altrimenti, tutti i discorsi del Partito comunista sul fatto di fare della Cina un «grande Paese» rimarranno semplicemente un sogno irrealizzato. Ma quando i principi centrali del comunismo impongono la violenza e la distruzione, è difficile riportare la gloria del passato con il Partito comunista cinese ancora al potere. I cinesi devono cominciare a capire che non si possono avere entrambe le cose.

Tradotto da: Ilona Golebiewska

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2020/10/15/censorship-dragging-chinese-culture-irrelevance.html