La Cina accusa gli USA di complotto sul virus

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La Cina continua ad accusare l’America di essere responsabile della propagazione del coronavirus. Tutto questo causa squilibrio e agitazione sia nello stato cinese, che in tutto il resto del mondo.

Perchè? Ebbene, già dagli inizi di quest’anno, si sosteneva che un ipotetico errore sfuggito ai controlli e addirittura di una creazione dello stesso micidiale virus, provenisse proprio da un centro di ricerche di biosicurezza a Wuhan.

Tuttavia, ora circola in Cina un’altra teoria, e cioè quella che si ritiene che il Virus del PCC, non provenga da Wuhan, ma bensì dagli spogliatoi degli atleti americani che a ottobre hanno partecipato ai Campionati Mondiali Militari.

Il ministero degli Esteri cinese alimenta teorie cospirative sul virus per nascondere le responsabilità del governo.

Come?

Cercando di replicare via Twitter al consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Robert O’Brien, che poche ore prima aveva dichiarato che i ritardi della Cina erano costati al mondo intero circa due mesi di tempo.

Tuttavia, in un articolo pubblicato dall’agenzia di stampa Xinhua, un media controllato dal Partito Comunista Cinese, Pechino ha minacciato di bloccare l’esportazione dei prodotti farmaceutici dopo che gli Stati Uniti sarebbero “precipitati nel potente mare del coronavirus”. Il pezzo era in realtà titolato “Abbiate coraggio: il mondo deve un ringraziamento alla Cina”.

Inoltre,Il conduttore della Fox News, Tucker Carlson, ha criticato alcuni membri dell’élite americana accusandoli di aver venduto il loro Paese agli interessi economici cinesi. I leader cinesi forse credono che non si possa sfidare una potenza che sta vendendo la maggior parte dei farmaci vitali che consumiamo.


Per giunta, se consideriamo valida la tesi di Zhao Lijian,la quale afferma di valutare il periodo di incubazione, allora Pechino sembra confermare i sospetti che il virus sia nato ben prima delle segnalazioni di fine dicembre, cioè tra ottobre e novembre.


Due cose vanno valutate, la prima: il portavoce ha chiesto che a parlare sia la scienza. Non si spiega quindi come mai tra le donazioni cinesi arrivate in Italia ci sia, come ha evidenziato Giulia Pompili del Foglio via Twitter, il Lianhuaqingwen: «una pillola che si usa nella medicina tradizionale cinese e che non ha avuto trial da nessuna parte in occidente», ma che è «molto sponsorizzata dai media cinesi».


La seconda: diamo credito alla tesi di Zhao Lijian e consideriamo il periodo di incubazione, allora Pechino sembra confermare i sospetti che il virus sia nato ben prima delle segnalazioni di fine dicembre, cioè tra ottobre e novembre.

La natura del regime cinese – il divieto di esercitare la libertà di stampa e di espressione; l’assoluto dominio del Partito comunista sugli attori sociali, religiosi ed economici; le minoranze perseguitate e imprigionate, la libertà di coscienza calpestata, l’espianto forzato di organi sui prigionieri di coscienza – è ormai allo scoperto e il mondo intero sembra sempre chiaro su di esso: resta da vedere quale paese chiederà i danni al PCC per il disastro causato dal virus.