La Cina Comunista Costringe 500.000 Tibetani Nei Campi Di Lavoro

Il 1° ottobre, oltre 150 gruppi per i diritti umani hanno organizzato una manifestazione globale contro il regime comunista in Cina. Questa è la data in cui il PCC ha preso il controllo della Cina nel 1949.
tibetani campi di lavoro
Un nuovo rapporto ha rivelato che quasi mezzo milione di tibetani sono stati costretti dal governo comunista cinese nei campi di lavoro. (Immagine (Immagine: Screenshot / YouTube)

Un nuovo rapporto dell’antropologo tedesco Adrian Zenz ha rivelato alcuni fatti sconcertanti. Quasi mezzo milione di tibetani sono stati costretti dal governo comunista cinese nei campi di lavoro. Il rapporto è stato preparato con il patrocinio di un gruppo di parlamentari di tutto il mondo. Stanno esortando i governi mondiali a prendere una posizione più dura contro le violazioni dei diritti umani in Cina.

I campi di lavoro

Secondo Zenz, la Cina ha avviato in Tibet un programma di formazione professionale obbligatoria su larga scala. Ha costretto così in solo sette mesi del 2020 più di 500.000 lavoratori rurali a frequentare centri di formazione in stile militare. Ovvero circa il 15 per cento della popolazione di tibetani e quasi 50.000 persone sono state trasferite in campi di lavoro in Tibet. Diverse migliaia sono state inviate invece a lavorare in altre regioni della Cina. Pare che la maggior parte di loro approdi a lavori con salario basso. I settori sono l’edilizia, l’industria tessile e l’agricoltura.

«La politica di trasferimento del lavoro prevede che pastori e contadini siano sottoposti a una formazione professionale centralizzata di tipo «militare». Mira a riformare il «pensiero retrogrado» e include la formazione in «disciplina del lavoro», legge e lingua cinese», secondo il Sydney Morning Herald. Nei campi di lavoro, i detenuti tibetani sono sottoposti a indottrinamento e a un’estesa sorveglianza. Per molti versi, questi campi di lavoro sono simili all’internamento di massa del popolo uiguro di Pechino.

rapporto Adrian Zenz e Jamestown Foundation
Una copia stampata del rapporto di Adrian Zenz e della Jamestown Foundation.
Nei campi di lavoro, i detenuti sono sottoposti a indottrinamento e ad una sorveglianza estesa. (Immagine: Screenshot / YouTube )

Diffondere la lealtà al partito

I funzionari che non rispettano le quote di trasferimento del lavoro possono subire forti punizioni. Mentre coloro che soddisfano le esigenze del Partito sono ricompensati. Gli intermediari privati che organizzano i trasferimenti di manodopera ricevono un sussidio di 74 dollari. Questo per ogni lavoratore trasferito dal Tibet. Per i lavoratori impiegati in Tibet, la ricompensa scende a 44 dollari. Le autorità dichiarano che i programmi di trasferimento di manodopera sono completamente volontari. Tuttavia, i sostenitori dei diritti umani sottolineano che la maggior parte di queste persone non hanno la possibilità di rifiutare.

La Cina ha già attuato trasferimenti di manodopera in Tibet in precedenza. Tuttavia, questa è la prima volta che è fatto su così vasta scala. Pechino ha inviato funzionari nei villaggi per condurre un’indagine sui lavoratori rurali. Intende svolgere attività educative volte a diffondere la lealtà del Partito. È posta forte enfasi sulla necessità di «correggere» il pensiero di questi lavoratori. I lavoratori che sono trasferiti in centri di formazione professionale ricevono una formazione di tipo militare. Devono inoltre indossare uniformi. Sono tenuti a fare esercitazioni militari. I programmi di insegnamento in alcuni luoghi non solo forniscono un’educazione all’abilità, ma anche una «educazione alla gratitudine». L’obiettivo è aumentare la fedeltà delle persone al partito.

La Cina e le Olimpiadi

Il deputato liberale australiano Andrew Hastie e il senatore laburista Kimberley Kitching, copresidente dell’Alleanza interparlamentare sulla Cina, hanno dichiarato che le conclusioni di Zenz sul Tibet sono allarmanti. Il fondatore dell’alleanza, Sir Iain Duncan Smith, ha chiesto al Comitato olimpico internazionale (CIO) di riconsiderare la sua decisione di ospitare le Olimpiadi invernali del 2022 a Pechino. Questo, viste le gravi violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime comunista.

Sir Iain Duncan Smith  fondatore dell'Alleanza interparlamentare sulla Cina
Sir Iain Duncan Smith è stato intervistato dalla televisione britannica.
Il fondatore dell’Alleanza interparlamentare sulla Cina, Sir Iain Duncan Smith, ha chiesto al Comitato olimpico internazionale di riconsiderare la sua decisione di ospitare le Olimpiadi invernali del 2022 a Pechino. (Immagine: Screenshot / YouTube)


Craig Foster, un ex capitano di calcio australiano, ha fatto notare un aspetto. Se il CIO dovesse andare avanti con le Olimpiadi invernali di Pechino, sarà responsabile di aver permesso «abusi su larga scala». In precedenza, anche diversi gruppi uiguri avevano chiesto al CIO di spostare le Olimpiadi dalla Cina. Il regime ha infatti perseguitato la comunità per decenni. Tuttavia, il CIO non ha accolto tali suggerimenti. Il 1° ottobre, oltre 150 gruppi per i diritti umani hanno organizzato una manifestazione globale contro il regime comunista in Cina. Questa è la data in cui il PCC ha preso il controllo della Cina nel 1949.

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2020/10/08/communist-china-forcing-500000-tibetans-into-labor-camps.html