La fauna selvatica del Gange a rischio di estinzione

Le indagini lungo il fiume, dalla foce del Bangladesh all'Himalaya in India, mostrano che i livelli di scarti degli attrezzi da pesca sono più alti vicino al mare. Le reti da pesca - tutte di plastica - sono state il tipo di attrezzatura più comune.
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Gli scarti degli attrezzi da pesca nel fiume Gange rappresentano una minaccia per la fauna selvatica, tra cui lontre, tartarughe e delfini. (Immagine: via pixabay CC0 1.0)

Secondo una nuova ricerca, i resti degli attrezzi da pesca nel fiume Gange rappresentano una minaccia per la fauna selvatica. Ne soffrono lontre, tartarughe e delfini.

Lo studio afferma che gli aggrovigliamenti nella rete da pesca potrebbero danneggiare le specie. Quelle a rischio di estinzione sono la tartaruga dal guscio a tre strisce e il delfino del fiume Gange.

Le indagini lungo il fiume, dalla foce del Bangladesh all’Himalaya in India, mostrano che i livelli di scarti degli attrezzi da pesca sono più alti vicino al mare. Le reti da pesca – tutte di plastica – erano il tipo più comune di attrezzi ritrovati.

Le interviste con i pescatori locali hanno rivelato alti tassi di scarto dell’attrezzatura da pesca nel fiume. Ciò è dovuto alla breve durata di vita dell’attrezzatura e alla mancanza di sistemi di smaltimento appropriati.

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Gli scarti degli attrezzi da pesca nel fiume Gange rappresentano una minaccia per la fauna selvatica, tra cui lontre, tartarughe e delfini. (Immagine: tramite pixabay CC0 1.0)

Ulteriori ricerche

Lo studio, condotto da ricercatori dell’Università di Exeter, con un team internazionale di ricercatori provenienti da India e Bangladesh, si è realizzato nell’ambito della spedizione «Sea to Source: Ganges» della National Geographic Society.

La dott.ssa Sarah Nelms, del Center for Ecology and Conservation del Penryn Campus di Exeter in Cornovaglia, ha dichiarato:

«Il fiume Gange sostiene alcune delle più grandi attività di pesca nell’entroterra del mondo, tuttavia, non è stata fatta alcuna ricerca per valutare l’inquinamento da plastica prodotto da questo settore e il suo impatto sulla fauna selvatica».

«L’ingestione di plastica può danneggiare la fauna selvatica, ma la nostra attenzione si è concentrata soprattutto sull’aggrovigliamento, noto per ferire e uccidere un’ampia gamma di specie marine».

I ricercatori hanno utilizzato una lista di 21 tipi di specie fluviali che destano «preoccupazione a livello di conservazione», identificate dal Wildlife Institute for India.

Fauna del Gange intrappolata negli scarti delle reti

Hanno associato le informazioni esistenti sugli aggrovigliamenti di specie simili in tutto il mondo con i nuovi dati sui livelli di scarti degli attrezzi da pesca nel Gange per stimare quali sono le specie più a rischio. Il dottor Nelms a tale proposito ha dichiarato:

«Non esiste un sistema che permetta ai pescatori di riciclare le loro reti. La maggior parte dei pescatori ci ha detto che riparano e riutilizzano le reti se possono, ma se non possono farlo le reti vengono spesso scartate nel fiume. Molti hanno sostenuto che il fiume «le ripulisce», quindi un passo utile sarebbe quello di aumentare la consapevolezza del reale impatto ambientale».

Gli studi offrono buoni risultati, aumenta la speranza

Il professor Heather Koldewey, della ZSL (Zoological Society of London) e dell’Università di Exeter, è esploratrice del National Geographic e responsabile scientifico della spedizione. Ha detto che i risultati dello studio offrono la speranza di soluzioni basate su una «economia circolare» – dove i rifiuti vengono drasticamente ridotti riutilizzando i materiali, aggiungendo:

«Un’alta percentuale dell’attrezzatura da pesca che abbiamo trovato è stata realizzata in nylon 6, che è prezioso e può essere utilizzato per realizzare prodotti tra cui tappeti e abbigliamento. La raccolta e il riciclaggio del nylon 6 ha un forte potenziale come soluzione, perché ridurrebbe l’inquinamento da plastica e fornirebbe un reddito. Ciò è stato dimostrato attraverso il progetto Net-Works nelle Filippine, che ha avuto così tanto successo da diventare un’impresa sociale a sé stante chiamata COAST-4C».

Il professor Koldewey ha aggiunto:

«Questo è un problema complesso che richiederà soluzioni multiple – che devono funzionare sia per le comunità locali che per la protezione della fauna selvatica».

Il lavoro del Dr. Nelms ha ricevuto finanziamenti anche dal progetto ExeMPLaR, e supporto dalle strutture analitiche dei Greenpeace Research Laboratories.

L’articolo, pubblicato sulla rivista Science of the Total Environment, è intitolato: Inquinamento plastico fluviale da pesca: approfondimenti dal sistema fluviale del Gange.

Fornito da:  University of Exeter :[Nota: i materiali possono essere modificati per contenuto e lunghezza.]

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2020/12/02/waste-fishing-gear-threatens-ganges-wildlife.html