La Germania Si È Rivoltata Contro I Suoi Istituti Confucio

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La Germania sta prendendo provvedimenti contro gli istituti Confucio. (Immagine: Kreeder13 tramitewikimedia CC BY-SA 4.0)

Le università in Germania stanno iniziando a boicottare gli Istituti Confucio sostenuti dal PCC. Questi istituti fungono da veicolo di propaganda per il regime comunista. Sono considerati dunque una minaccia per la sicurezza nazionale negli Stati Uniti e nelle nazioni europee.

La minaccia degli Istituti Confucio

Secondo quanto riportato dai media, l’Università di Amburgo in Germania concluderà il contratto con l’Istituto Confucio entro la fine di quest’anno. L’università ha citato il rischio di «influenza politica e fuga di informazioni» come motivo della decisione. Anche l’Università di Bonn sta riconsiderando la sua associazione con l’Istituto Confucio. Già nel 2016 l’Università Heinrich Heine di Düsseldorf (Germania) ha concluso la sua collaborazione a causa di preoccupazioni analoghe.

A febbraio, la Libera Università di Berlino (FU) è stata oggetto di pesanti critiche. Era infatti venuto alla luce che aveva firmato un contratto con un’agenzia cinese, accettando di rispettare la legge cinese. In cambio, l’università avrebbe ricevuto centinaia di migliaia di euro. L’obiettivo era di istituire una cattedra per un programma di formazione per insegnanti cinesi. Tuttavia, il contratto dà alla parte cinese la facoltà di interrompere il finanziamento nel caso in cui il programma contenga un elemento in contrasto con la legge cinese. Una clausola del genere renderebbe tabù per l’università qualsiasi discussione sul massacro di piazza Tienanmen, sulle proteste di Hong Kong, sulle persecuzioni degli uiguri, ecc. Se invece questi argomenti venissero discussi, verrebbero «igienizzati» in modo da evitare di dare la colpa al PCC.

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Renata Alt ha espresso preoccupazione per l’influenza cinese in Germania. (Immagine: Jenny Paul tramite Wikimedia CC BY-SA 4.0)

Cambia solo il nome

«L’interferenza della Cina al FU di Berlino mostra chiaramente come la Cina preveda una «cooperazione» con le nostre istituzioni educative. L’indipendenza della scienza è una delle libertà più importanti e deve essere garantita», ha twittato Renata Alt, come riportato da Inside Higher Ed. La Alt è parlamentare federale del Partito Libero Democratico (FDP). Il contratto, del valore di 500.000 euro per un periodo di 5 anni, è stato creato per formare circa 20 insegnanti all’anno.

In Europa, paesi come la Svezia e il Belgio hanno intrapreso una forte azione contro gli Istituti Confucio. La Svezia ha chiuso l’ultimo Istituto Confucio nel suo paese in aprile. È diventata così il primo paese europeo a interrompere completamente il rapporto con l’entità sostenuta dal PCC. A causa del crescente contraccolpo internazionale, si dice che il Ministero dell’Istruzione cinese (MOE) stia considerando di cambiare il nome degli Istituti Confucio in «MOE Center for Language Exchange and Cooperation».

Ma è improbabile che una semplice revisione del nome possa cambiare il futuro sempre più cupo del programma. Come dice il verso di Shakespeare: «Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo». Finché il PCC è dietro il programma, sarà fortemente contrastato nella maggior parte delle nazioni occidentali che diffidano della crescente influenza comunista cinese nei loro paesi.

Missione all’estero

Il governo degli Stati Uniti ha classificato gli Istituti Confucio come missioni estere. Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha definito l’istituto un’entità che diffonde la «campagna di propaganda globale e di influenza maligna» di Pechino nei campus e nelle aule americane. L’ordine governativo giustifica la classificazione menzionando che gli Istituti Confucio sono posseduti o effettivamente controllati da un governo straniero.

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Mike Pompeo ha definito l’Istituto Confucio un’entità che diffonde la propaganda del PCC. (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0)

Le persone che lavorano per tali istituti dovranno ora registrarsi. Dovranno inoltre rispettare le restrizioni che di solito vengono poste alle ambasciate diplomatiche. Il Confucius Institute U.S. Center di Washington dovrà presentare un rapporto al governo degli Stati Uniti. Dovrà spiegare i dettagli dei suoi finanziamenti e altri particolari come il curriculum, il personale e così via. Secondo le stime, ci sono 65 Istituti Confucio nei campus americani. Tuttavia, sempre più spesso molte università decidono di sciogliere i loro rapporti con l’entità.

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/08/23/germany-has-turned-against-its-confucius-institutes.html