La scherma, antica e nobile arte

scherma spada europea

La scherma si basa sulla tradizionale spada europea. (Immagine: Marie-Lan Nguyen via Wikimedia CC BY 3.0 )

Secondo l’ A.S. Petrarca Scherma di Padova:

«Le armi usate nella pratica schermistica richiamano ai duelli tra nemici. Noi pensiamo che la scherma sia un semplice scontro fra due atleti momentaneamente avversari ma mai nemici».

La scherma (dal longobardo “Skirmjan” che significa proteggere, coprire) si basa sulla spada tradizionale europea ed è nata alla fine del XIX secolo. Eppure le più antiche tracce risalgono all’Egitto, quando Ramses III festeggiava così la vittoria sui libici, poi alla Grecia, quando lo sport assumeva gli aspetti spettacolari e nobili descritti nell’Illiade. Gli italiani, invece, perfezionarono l’evoluzione della sciabola e la tecnica ungherese (tuttora usata), grazie ai grandi maestri di fine ottocento Radaelli e Magrini, mentre i francesi nello stesso periodo la portarono nelle scuole e ne fecero un comune linguaggio tra gli uomini, al posto della guerra.

Regole di base

Tornando al giorno d’oggi, la scherma prevede tre armi: fioretto, spada e sciabola. Il fioretto pesa un massimo di 500 grammi ed è utilizzato principalmente come arma di punta. Si mira al busto, evitando braccia e gambe. Anche la spada è un’arma di punta ma è un po’ più pesante e ha un peso massimo di 775 grammi, con l’intero corpo come bersaglio. La sciabola invece, l’arma più recente, può pesare fino a 500 grammi. Può colpire di punta, di taglio e contro taglio e prende di mira l’intero corpo dalla vita in su, tranne la mano dell’avversario che tiene l’arma.

Una gara di scherma si disputa su una pedana che misura 14 metri di lunghezza e 2 metri di larghezza. È dotata di una linea mediana, due linee di messa in guardia, e due linee di fine pedana, che devono essere tracciate attraversando tutta la pedana, ad una
distanza dalla linea mediana di sette metri. Quando inizia una partita, i concorrenti si posizionano sulle linee di messa in guardia. L’obiettivo della scherma è colpire il bersaglio evitando di essere colpiti.

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Quando entrambi i giocatori si colpiscono contemporaneamente l’un l’altro, il duellante che attacca per primo ha la priorità, e in genere si aggiudica il punto. Chi si difende può ottenere la priorità e diventare attaccante se il colpo dell’avversario fallisce. (Immagine: Marie-Lan Nguyen via Wikimedia CC BY 2.5 )

«Vengono utilizzate macchine per il punteggio elettrico. Quando sono colpite le aree bersaglio, si accendono luci verdi e / o rosse, in riferimento allo schermitore sul lato destro o sinistro della pedana. Nel fioretto, se un colpo va «fuori bersaglio» (non sulla zona del busto valida), una luce bianca indica il tocco non valido», secondo il sito web di Tokyo 2020.

Regola della priorità e sanzioni

Che cosa succede se entrambi i concorrenti si colpiscono contemporaneamente? In tale situazione, si applica la «regola della priorità». In poche parole, secondo Il Post.it «il duellante che attacca per primo ha la priorità, e in genere si aggiudica il punto. Chi si difende può ottenere la priorità e diventare attaccante se il colpo dell’avversario fallisce, ma deve esercitarla in fretta altrimenti la perde». Nelle competizioni di spada, tale regola non si può applicare. Proprio come in qualsiasi altro gioco, ci sono cose che un giocatore non può fare durante i combattimenti, altrimenti sarà soggetto a penalità.

Primo, un giocatore non può uscire dalla pedana durante un combattimento, ne voltare le spalle all’avversario. Inoltre i giocatori non possono usare la mano senz’ arma. Quando l’arbitro mostra il cartellino giallo, significa che al giocatore è stato emesso un avvertimento. Il cartellino rosso significa che verrà assegnato un punto all’avversario del giocatore che ha infranto la regola. Quando viene mostrata una carta nera, il giocatore viene squalificato e l’avversario verrà considerato il vincitore.

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Nelle competizioni a squadre, ogni schermitore deve combattere individualmente contro tre avversari. (Immagine: George E. Koronaios via Wikimedia CC BY-SA 4.0 )

Le partite

Le gare di scherma si svolgono come partite individuali e di squadra. Le prime si svolgono in tre serie da tre minuti ciascuna. La persona che segna per prima 15 punti o che ottiene il punteggio più alto dopo i tre set è considerata la vincitrice. In una competizione a squadre, ogni squadra avrà tre schermitori e ogni schermitore dovrà combattere individualmente contro i tre avversari. La competizione prevede nove serie da tre minuti ciascuna, in cui la squadra che ottiene il punteggio più alto è la vincitrice.

A volte, entrambi i giocatori potrebbero trattenersi dall’attaccarsi l’un l’altro per un lungo periodo di tempo. In tali situazioni, l’ arbitro dichiarerà il termine citando la «non combattività» e inizierà la frazione successiva. Questa è una mossa strategica che viene fatta per costringere i partecipanti ad attaccarsi l’un l’altro in modo più aggressivo nel periodo successivo. I giocatori infatti che non hanno punti sentiranno di dover aumentare la propria aggressività, rendendo il gioco ancora più emozionante per gli spettatori.

Per concludere, la scherma è la storia di antichi cavalieri, che nel momento cruciale, tendevano la mano al vinto e con nobiltà dicevano, secondo «La scienza della scherma esposta» di Blasco Florio:

«Oggi il destino delle armi mi dà il vantaggio; Non devo nulla al mio valore, domani potrei soccombere sotto i colpi di un nemico di te meno formidabile»

Tradotto da: Massimiliano Volpato

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/05/24/the-fine-art-of-olympic-fencing.html