La storia antica del tè

Era un'esperienza quasi spirituale, in cui l'uomo si armonizzava con il cielo, la terra e l'universo.
tè teiera
La bevanda più popolare al mondo, dopo l'acqua, è ricca di tradizione e storia. (Immagine: tramite Dreamstime.com © Zzorik)

Il tè è una bevanda antica e antica è la sua storia.

Lu Yu, dice nel «Classico del tè»:

«Il tè tempera gli spiriti e armonizza la mente, dissipa la stanchezza e allevia la fatica, risveglia il pensiero e previene la sonnolenza, alleggerisce o rinfresca il corpo e schiarisce le facoltà percettive».

Il tè è stato a lungo una delle bevande più popolari al mondo. Secondo World Tea News, è secondo solo all’acqua in popolarità. Ogni secondo in tutto il mondo viene consumata l’incredibile quantità di 25.000 tazze di tè, pari a 2,16 miliardi di tazze al giorno!

Si tratta di una bevanda antica dalla lunga storia e di cui si è scritto molto. Si ritiene che il «Classico del tè», o Ch’a Ching, considerato il libro per eccellenza sul tè, sia il primo testo sull’argomento.

Scritto dal monaco buddista Lu Yu durante la Dinastia Tang in Cina, «Classico del tè» ha contribuito a far nascere la popolarità della bevanda in Cina. Ne descrive ogni aspetto, dalla coltivazione e produzione, alla saggezza e l’arte del berlo.

Lu Yu saggio
Lu Yu, il saggio del tè. (Immagine: Public Domain)

Antiche origini

Lu è conosciuto come il Saggio del Tè, mentre si pensa che l’inizio della sua storia, la sua scoperta, sia datata a circa 5.000 anni fa, vada attribuita all’imperatore Shen Nong.

Secondo la leggenda, Shen Nong era uno dei tre imperatori divinizzati nell’antica Cina. Nato nel 28 ° secolo a.C., si dice che sua madre fosse una principessa e suo padre un drago celeste.

Conosciuto come il padre della medicina cinese, si diceva che Shen Nong fosse dotato di infinite abilità divine. Per alleviare le sofferenze delle persone vagò per il paese alla ricerca di varie piante e bacche, in modo da testare i loro effetti sulla cura dei disturbi. La leggenda narra che Shen Nong avesse uno stomaco trasparente e potesse vedere direttamente l’effetto di una pianta sul suo corpo mentre la provava.

Dunque la storia del tè è questa. Un giorno, mentre faceva bollire una pentola di acqua potabile, alcune foglie non identificate caddero dentro la pentola. Essendo un appassionato erborista, Shen Nong assaggiò la bevanda, si sentì rinvigorito e così nacque casualmente il tè.

Originariamente utilizzato per le sue proprietà medicinali, si diceva che questa bevanda migliorasse i problemi digestivi, la depressione, l’affaticamento e altro ancora. Si dice che Shen Nong abbia usato il tè come antidoto circa 85 volte, dopo essersi avvelenato inavvertitamente mentre provava varie erbe.

Il tè venne registrato per la prima volta come bevanda quotidiana durante la Dinastia Tang (618–906 d.C.). Dapprima i monaci buddisti iniziarono a farne uso, usandolo in cerimonie e rituali, poi si diffuse rapidamente a tutta la popolazione.

Fu durante questa «età dell’oro» che nacque la cultura del tè. Il tè diventò la bevanda nazionale cinese e il rituale di prepararlo bene fu elevato a forma d’arte. Bere il tè richiedeva un ambiente, una mentalità, utensili e stoviglie speciali. Era un’esperienza quasi spirituale, in cui l’uomo si armonizzava con il cielo, la terra e l’universo.

Durante la Dinastia Ming, a metà del 1300, si era sviluppato un mercato del tè di lusso. Il tè è diventato uno status symbol, e le tipologie migliori erano riservate alle élite. Gli intenditori ne pubblicizzavano le qualità sfumate e le sottili differenze, mentre gli studiosi ne esaltavano la capacità di schiarire e concentrare la mente. In effetti, vennero scritte molte poesie sull’argomento e molti dipinti ne furono ispirati.

pittura Tang Yin
Tang Yin, pittura della dinastia Ming. «Bere il tè sotto l’albero di Wutong» (Immagine: Wikimedia Commons)

Il tè nel mondo

Per i suoi primi 3000 anni di esistenza il tè è rimasto entro i confini della Cina. Fu solo nell’805 d.C. che iniziò la migrazione del tè.

Fu un monaco buddista del Giappone che per primo portò a casa i semi per la coltivazione del tè. La bevanda veniva inizialmente consumata nei monasteri, ma alla fine si diffuse in tutta la società, raggiungendo un livello di popolarità che rivaleggiava con quello in Cina.

Il tè migrò poi nel resto dell’Asia e del Medio Oriente, arrivando infine nel 1600 in Russia e in Europa. I commercianti portoghesi furono i primi europei a portarlo a casa, mentre gli olandesi furono i primi ad importarlo dalla Cina. Nel 1700 era diventato la bevanda più popolare in Gran Bretagna, mentre in India, sebbene le piante da tè fossero autoctone della zona, non divenne parte della dieta finché gli inglesi non iniziarono a produrlo in loco a metà del 1800.

Il tè arrivò in America con i coloni. Fu l’elevata tassazione da parte della British East India Company che ha portato al Boston Tea Party, l’atto principale che ha causato poi la guerra rivoluzionaria. Questo ha segnato per molti anni la fine della storia d’amore dell’America con il tè.

Il tè è stato a lungo onorato con cerimonie. In Cina, la cerimonia del Cha Dao, o la Via del Tè, si è sviluppata durante la Dinastia Tang. Trae ispirazione dal buddismo e dal taoismo e coinvolge sei aspetti principali: atteggiamento, selezione del tè, selezione dell’acqua, selezione delle stoviglie, atmosfera e tecnica.

In Giappone la cerimonia di Chanoyu è un’interazione elegante e intima tra l’ospite, gli ospiti, il tè e gli utensili, che onora gli elementi di «armonia, purezza, rispetto e tranquillità».

Tradotto da: Andrea Murgia

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2021/03/16/the-ancient-history-of-tea.html