La virologa Li-Meng Yan rivela l’insabbiamento cinese delle informazioni sul Covid-19

Li-Meng Yan
La virologa e ricercatrice Dott.ssa Li Meng Yan. (Immagine: YouTube / Screenshot )

Il 10 luglio la dottoressa virologa di Hong Kong Li-Meng Yan, è stata intervistata da Fox News, rivelando delle informazioni scioccanti sulla diffusione del virus Sars-CoV-2 (Coronavirus di Wuhan) e sulla gestione dell’epidemia da parte della Cina. 

La stimata dottoressa, specializzata in virologia e immunologia presso la Hong Kong School of Public Health, ha raccontato come ha vissuto sulla sua pelle i tentativi da parte del governo cinese di nascondere i veri fatti riguardanti l’epidemia. Qualche giorno dopo la messa in onda della sua intervista, secondo Reuters, l’ufficio di Xi Jinping ha chiamato ben quattro volte Fox News, per cercare di fermare la trasmissione minacciando «gravi conseguenze» se avessero proceduto. 

La dottoressa Li-Meng è dovuta fuggire velocemente prima che le autorità di Pechino la potessero catturare per impedirle di rivelare le sue scoperte. In un luogo segreto, ha detto a Fox News: «Il motivo per cui sono venuta negli Stati Uniti è per consegnare il messaggio della verità sul Covid-19». La dottoressa sa che non potrà più tornare a casa e che non rivedrà mai più i suoi amici o la sua famiglia e che, se avesse raccontato la sua storia in Cina, sarebbe rientrata nel novero delle «persone [misteriosamente] scomparse o sarebbe stata uccisa».

Dopo la sua intervista il governo Cinese sta cancellando le informazioni che la riguardano, distruggendo la sua reputazione, perché la sua testimonianza contraddice ciò che i media di stato e tutti i leader del Pcc cercano di negare ostinatamente: aver insabbiato informazioni importanti ai più alti livelli di governo sulla trasmissione del virus già dalla fine del 2019.

La ricerca della verità

La nota virologa racconta come alla fine di dicembre 2019, il capo del suo team di ricerca, Leo Poon, professore della Scuola di Sanità Pubblica dell’Università di Hong Kong, l’ha istruita a studiare alcuni strani virus simili alla SARS provenienti dalla Cina continentale.

In quel momento critico ha detto la dottoressa: «Il governo cinese si è rifiutato di permettere agli esperti d’oltremare, compresi quelli di Hong Kong, di fare ricerca in Cina. Così mi sono rivolta ai miei amici per avere maggiori informazioni», dal momento che il team di Hong Kong sapeva di non ottenere tutta la verità dal governo di Pechino.

La ricerca è stata condotta in segreto, poiché il governo cinese proibisce severamente agli studiosi d’oltremare (compresi i ricercatori di Hong Kong) di intervenire, e alla fine la ricerca di Li-Meng non è stata resa pubblica.

Un amico scienziato del Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie in Cina che aveva una conoscenza diretta dei casi le avrebbe rivelato, il 31 dicembre 2019, la trasmissione da uomo a uomo ben prima che la Cina o l’OMS ammettessero che tale diffusione fosse possibile. La ricercatrice dopo aver riferito al suo capo, ha avuto il benestare a proseguire il suo lavoro.

Tuttavia pochi giorni dopo, il 9 gennaio 2020, l’OMS ha rilasciato una dichiarazione: «Secondo le autorità cinesi, il virus in questione può causare gravi malattie in alcuni pazienti e non si trasmette facilmente tra le persone». 

Li-Meng e i suoi colleghi in tutta la Cina hanno discusso a lungo del particolare virus che sembrava alquanto pericoloso, ma all’improvviso c’è stato un cambiamento repentino di atteggiamento: i medici e i ricercatori che avevano discusso apertamente del virus si sono improvvisamente zittiti. Quelli della città di Wuhan (che più tardi sarebbe diventata il fulcro dell’epidemia) sono rimasti in silenzio e gli altri hanno chiesto di non chiedere loro altre informazioni. Hanno solo detto: «Non possiamo parlarne, ma dobbiamo indossare delle mascherine».

Poi secondo le sue fonti il numero di trasmissioni da uomo a uomo ha cominciato a crescere esponenzialmente. Così la ricercatrice ha iniziato a scavare sempre più a fondo per trovare delle risposte.

Il 14 gennaio l’OMS ha nuovamente annunciato che non c’erano prove che il virus fosse in grado di trasmettersi da uomo a uomo, dopo settimane in cui il PCC e l’OMS avevano nascosto informazioni sulla sua trasmissione.

Il 16 gennaio Li-Meng ha riferito le sue scoperte al suo supervisore, ma in quel momento lui le ha detto «di stare in silenzio e di fare attenzione» e «non oltrepassare la linea rossa», «ci metteremo nei guai e spariremo».

Le autorità di Pechino insabbiano le informazioni

Li-Meng ha detto che lo scoppio dell’epidemia a Wuhan e la sua trasmissione da uomo a uomo era molto grave, i pazienti e il personale medico non avevano misure di protezione, ma il governo cinese non permetteva a nessuno di annunciare la notizia.

«Non si tratta di politica, ma della sopravvivenza di tutta l’umanità», ha detto la virologa, «il virus è molto, molto pericoloso, e potrebbe crescere così velocemente che una persona su 10 ne verrebbe infettata; e non aspettatevi un vaccino a breve perché gli esseri umani non ne sanno nulla ancora».

Anche un altro supervisore del suo laboratorio, il professor Malik Peiris, un consulente dell’OMS, era a conoscenza dei risultati della trasmissione da uomo a uomo del virus, ma non ha fatto nulla al riguardo, ha detto.

Il dottor Sean Lin, ex ricercatore in virologia presso l’Istituto di Ricerca dell’Esercito degli Stati Uniti, ha detto a NTDTv che «in qualità di esperti di laboratorio dell’OMS, loro [Poon e Peiris] devono aver avuto canali per dire all’OMS cosa stava succedendo in Cina, quindi è un fatto che l’OMS ha coperto tutto questo».

(Il sito web dell’OMS elenca Peiris come “consulente” del Comitato d’emergenza per la polmonite del regolamento sanitario internazionale dell’OMS a causa del Nuovo Coronavirus 2019-nCoV).

La dottoressa era frustrata, ma non sorpresa, perché ha detto: «so già che questo può accadere perché conosco la corruzione tra questo tipo di organizzazioni internazionali come l’OMS e il governo cinese del Partito Comunista Cinese». 

L’OMS ha anche negato che Yan, Poon o Peiris abbiano mai lavorato direttamente per l’organizzazione.

Solo il 20 gennaio il Partito Comunista Cinese ha dovuto annunciare l’esistenza di un virus sconosciuto e la sua trasmissione da uomo a uomo.

La fuga in Usa per poter raccontare la verità

Yan dice che, a costo di qualsiasi pressione e conseguenza per la sua vita personale e professionale, è stata spinta a parlare dal suo senso di giustizia: «So come trattano gli informatori», ha detto. Come molti prima di lei, una volta che Yan ha deciso di parlare contro la Cina, ha scoperto che la sua vita era in pericolo, così come quella di coloro che le erano più vicini.

Consigliata dal blogger di Hong Kong Lu Deh, che ha vissuto esperienze simili, ha deciso di fuggire negli Stati Uniti, il 27 aprile.

Quando è atterrata all’aeroporto internazionale di Los Angeles, è stata fermata dai funzionari della dogana ed è stata colta dalla paura, ma ha pensato: «Dovevo dire loro la verità. Sto facendo la cosa giusta» allora ha detto loro: «non lasciatemi tornare in Cina. Sono venuta qui per dire la verità sul Covid-19…Per favore, proteggetemi. Altrimenti il governo cinese mi ucciderà». L’FBI è stata chiamata ad indagare e l’ha portata in un posto sicuro dove poter appurare la verità.

Mentre Yan cercava di trovare il suo posto in America, ha detto che i suoi amici e la sua famiglia a casa sono stati presi di mira. Le autorità di Pechino hanno fatto irruzione nella casa della sua città natale a Qingdao; gli agenti hanno fatto a pezzi il suo piccolo appartamento e interrogato i suoi genitori. Quando ha contattato sua madre e suo padre l’hanno supplicata di tornare a casa, le hanno detto che non sapevano di cosa stesse parlando e l’hanno pregata di abbandonare la lotta.

Stimata ricercatrice

Il commentatore di attualità Tang Jingyuan ha controllato e ha scoperto che Li-Meng Yan ha pubblicato molti articoli su riviste professionali di grande fama come Research Square e riviste appartenenti alla American Society for Microbiology, e sicuramente non è una ‘parvenu’, o una ricercatrice folle in cerca di fama, come “l’armata dei 50 centesimi” (i troll di internet pagati dal Pcc per screditare gli oppositori politici) vogliono dipingerla sul web.

Ha pubblicato una serie di articoli sul Coronavirus in alcune delle principali riviste accademiche del mondo, una delle quali è stata pubblicata sulla più prestigiosa rivista scientifica mondiale Nature il 14 maggio, dal titolo “Pathogenesis and transmission of Severe Acute Respiratory Syndrome coronavirus 2 in golden hamsters”. (SARS-CoV-2 in criceti dorati).

Pagina della National Library of Medicine in cui compare l’articolo di ricerca a cui ha contribuito la virologa Li-Meng Yan: “Pathogenesis and transmission of SARS-CoV-2 in golden hamsters” (Immagine: pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/ Screenshot )

Il 1° giugno la rivista medica leader mondiale The Lancet ha pubblicato anche un altro articolo sulla ricerca sul coronavirus  intitolato “2019 Coronavirus Disease, Viral dynamics in mild and severe cases of COVID-19” (Dinamica virale nei casi lievi e gravi di COVID-19) in cui ha partecipato Li-Meng.

Studi sul Covid-19 a cui a contribuito la dottoressa Li-Meng Yan, pubblicati sulla rivista scientifica inglese ‘The Lancet’ (Immagine: thelancet.com/ Screenshot )

Le ritorsioni di Pechino

Tuttavia sembra infatti che Il governo abbia lanciato un attacco informatico contro di lei nel tentativo di distruggerne la sua reputazione e di metterla a tacere. 

L’Università di Hong Kong le ha tolto la pagina, le ha revocato l’accesso ai suoi portali online e alle sue e-mail, nonostante lei dica di essere in congedo annuale approvato. In una dichiarazione a Fox News, un portavoce della scuola ha detto che Li-Meng Yan non è attualmente un dipendente.

«La dottoressa Li-Meng Yan non è più un membro dello staff dell’Università», si legge nella dichiarazione. «per rispetto dei nostri attuali ed ex dipendenti, non divulghiamo informazioni personali su di lei».

L’ambasciata cinese negli Stati Uniti ha detto a Fox News che non sanno chi sia Li-Meng, un virologo che è dottorando (classe 2009) alla Southern Medical University, ricercatore all’Università di Hong Kong, e che la Cina ha gestito eroicamente la pandemia.

Secondo alcuni anche il presidente Trump incontrerà personalmente la virologa, ma intanto sembra essere questo il motivo per cui gli Stati Uniti si stanno ritirando dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), a causa di questa prova, e a causa di prove più solide verranno fuori in seguito. 

La ricercatrice afferma comunque che continuerà a parlare, anche se sa di avere un pistola puntata alla tempia.