L’allarme Del Copasir: «Covid Palcoscenico per Regimi Autocratici Contro l’Italia»

la sede del Parlamento Italiano a Montecitorio
La sede del Parlamento Italiano. (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Russia e Cina hanno sfruttato l’emergenza sanitaria del virus per fare propaganda in Italia. A lanciare l’allarme è il Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Un rapporto stilato da un membro del comitato, Enrico Borghi, relaziona sull’infodemia durante l’epidemia del Covid-19.

L’Italia è stata uno degli obiettivi di questa campagna propagandistica. Il comitato esprime grande «preoccupazione sull’utilizzo di tecniche per rendere virali le notizie».

«Profili fake, rilancio di post facebook, siti esteri che diffondono in modo coordinato su numerose piattaforme e account notizie fuorvianti – afferma il presidente del Copasir, Raffaele Volpi, – sono solo alcune delle forme dei fenomeni di disinformazione riconducibili al mondo del web. Sono volti a creare sovraccarico informativo circa l’individuazione dei vaccini, i rimedi terapeutici e gli strumenti diagnostici efficaci a fronte del contagio da Covid-19».

«L’attivita’ infodemica rilevata si inquadra in un contesto geopolitico nel quale il coronavirus rappresenta il palcoscenico perfetto per alcuni regimi autocratici». Secondo Volpi, quest’ultimi volevano dimostrare una supposta maggiore efficienza e capacità, rispetto alle democrazie occidentali.

«Sia pure con posture differenti tra loro sull’idea di ordine globale, gli attori principali della campagna di disinformazione hanno inserito tale attività in un quadro di parallelismo, posizionando l’Italia come target» prosegue Volpi.

«In tale contesto le relazioni internazionali possono risentire anche dell’azione di una pluralità di attori strutturati, che tendono a supportare o screditare la reputazione statuale. Non solo attraverso la disinformazione, ma spesso con la diffusione di messaggi fuorvianti, decontestualizzati o parziali, che raggiungono il pubblico globale».

«Approfittando della estrema sensibilità dell’opinione pubblica sul tema – conclude – si tende a fomentare polemiche contro l’Unione Europea e i paesi dell’Alleanza Euro-Atlantica».

L’Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna) ha rilevato inoltre “la presenza di gruppi Facebook creati di recente. Essi inneggiano palesemente alla rivoluzione, al disordine sociale, alla necessità di dover scendere in strada e saccheggiare i supermercati e, non da ultimo, alle manifestazioni di protesta – anche violenta – contro il governo italiano e i suoi rappresentanti”.

I gruppi segnalati sono due. Il primo ha origini in Puglia mentre il secondo in Sicilia, noto come ‘Rivoluzione nazionale’, già conosciuto dalle autorità.