Le origini dell’«Imperatore di Giada» e le idee ispirate dal Cielo

imperatore di giada

Originariamente egli era il principe del Regno della pura Felicità e della Mistica Luce Celeste. (Foto di Aron Visuals da Pexels)

Una leggenda racconta che, al momento della nascita, il corpo di questo straordinario bambino brillò di una splendida luce dorata ed emise uno straordinario bagliore luminoso che invase tutto il regno.


Inoltre, già in giovane età si dimostrò intelligente, saggio e buono. Spese tutta la sua giovinezza coltivando l’altruismo, prendendosi cura dei meno abbienti, dei sofferenti e degli ammalati, ottenendo grande rispetto e benevolenza da ogni creatura.


Si elevò studiando e coltivando il Tao in un alta montagna, lì conobbe i misteri dell’universo, portando la sua essenza e il suo spirito al massimo dell’illuminazione, divenendo il puro fondatore del paradiso e legato alla filosofia taoista.

Successivamente quando il padre morì, il principe ascese al trono. Nel contempo volle assicurarsi che nel suo regno chiunque fosse trattato con benevolenza e potesse trovare pace e felicità. Egli vide che questo non fu possibile poiché le creature erano erano tutte soggette al ciclo della malattia, della morte e della rinascita: quindi decise di rinunciare al trono e si ritirò su un monte per studiare, conoscere i misteri dell’universo e coltivare il Tao.


Il mito narra che coltivò molto duramente il suo spirito per 3200 kalpa, fino ad ottenere l’Immortalità Dorata. Dopo altri 100.000.000 kalpa trascorsi, durante i quali si potè ulteriormente elevare, da quel momento assunse il titolo di «Imperatore di Giada».

imperatore di giada tao

Il mito narra che coltivò molto duramente il suo spirito per 3200 kalpa, fino ad ottenere l’Immortalità Dorata. (Immagine da Pexels)

LA RIVELAZIONE E L’INSEGNAMENTO

Mentre in occidente il cristianesimo vive intorno ad una rivelazione storica di Dio, il Taoismo si sviluppa e vive intorno ad una rivelazione nella natura di un Principio assoluto : il Tao (o Dao) .


E’ l’osservazione minuziosa e attenta della natura impersonale e imparziale, del suo manifestarsi, del suo mutare, che sviluppa la filosofia Taoista. Sulla base di ciò si sostiene che Tutto è divenire, cambiamento , secondo un principio ordinatore spontaneo, il Tao, uno, indicibile, immutabile, eterno, impersonale e divino.

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Il simbolo del Tao (Immagine: Foto di OpenClipart-Vectors da Pixabay)


«…Esiste un essere caotico la cui vita è anteriore al Cielo e alla Terra. E’ silenzioso, vuoto,solitario, immutabile.E’ dotato di movimento rotatorio incessante. Può essere stata la Madre del mondo. Non conosco il suo nome lo chiamo Tao… la norma del Tao è se stesso. (Tao-te-king 1,25)…»


L’Essere primo, assoluto e trascendente che sta al di sopra e prima di tutti gli esseri concreti, è un principio o energia connessa, intrinseca, che è dentro il cosmo, la natura e la società e la guida al perfezionamento. Non è un essere personale, ma coincide con l’azione della natura, impersonale e imparziale.


La grande differenza che contrappone la mentalità occidentale a quella cinese sta in questo: la prima si preoccupa dell’essere, la seconda del divenire. Dice il filosofo cinese Liang Shuming : «I cinesi non hanno mai discusso questioni che derivano da una realtà statica, immutabile. La metafisica (cinese)… ha trattato solo del cambiamento e mai, assolutamente, della realtà statica e immutabile».


Nella mentalità cinese non esiste un concetto di Dio come quello occidentale, prevale piuttosto il concetto di «Shen» : forze visibili ed invisibili che influenzano le cose, i fenomeni e l’uomo.


Shen sono tutte le forze sovrasensibili.
Shen è qualsiasi energia o forza sottile (sovrasensibile) che vivifica la natura.
Shen è qualsiasi energia o forza sottile che influisce sulla vita umana.

Shen sono gli aspetti più sottili dell’individuo umano, il Qi (energia elementare) più sottile, più puro e evanescente.