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    L’Incenso in Cina: La Storia e Le Curiosità

    In Cina l’incenso ha un particolare significato religioso. Sia nei templi buddisti che durante le cerimonie di venerazione degli antenati, è sempre acceso. Alcuni dei suoi metodi di preparazione hanno anche analogie con quella dei farmaci della medicina tradizionale cinese.

    Storia dell’incenso cinese

    Durante il periodo della Dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.), la Cina importava vari materiali utilizzati per l’incenso da paesi stranieri. A partire dalla Dinastia Tang (618 – 907), divenne popolare tra le classi superiori della società e gli imperatori erano soliti regalarlo ad altri re, ai fedeli servitori e alle concubine, assieme a piante aromatiche.

    I ricchi portavano con sé sacchetti profumati quando viaggiavano e alcuni consumavano persino le piante aromatiche, credendo che questo avrebbe reso gradevole l’odore del loro corpo. I mobili erano fatti di legno profumato e le pareti erano spesso ricoperte di sostanze aromatiche. Prima della Dinastia Tang, gli ingredienti principali dell’incenso cinese erano i fiori lan, i fiori hui, la cannella di cassia e il pepe dello Sichuan. Durante la Dinastia Tang furono inclusi nella sua produzione l’aloe, la canfora, il sandalo e il muschio.

    fiori secchi profumi legno
    I ricchi portavano con sé sacchetti profumati quando viaggiavano e alcuni consumavano persino le piante aromatiche, credendo che questo avrebbe reso piacevole l’odore del loro corpo.  (Immagine: via pixabay / CC0 1.0)

    La classe media

    Durante la Dinastia Song (960 – 1279), la sua ricerca, l’uso e il commercio raggiunsero un picco. «La sua incorporazione nella vita quotidiana si diffuse dall’alta borghesia alle persone della classe media. Una proliferazione di libri legati agli aromi ne alimentò la popolarità e ne guidò l’uso. L’utilizzo dell’incenso nel culto delle divinità e degli antenati rimase centrale nelle società Tang e Song. A quel punto, anche il buddismo e l’uso dell’incenso nei templi ad esso associato erano diventati pervasivi», secondo Kino Objects.

    I cinesi credono che il fumo emesso da un bastoncino d’incenso acceso nei templi buddisti abbia la funzione di collegare il Buddha e chi lo venera. La gente lo interpreta anche come un invito al sacrificio. Così come questo si spegne da solo mentre soddisfa gli altri, i credenti si sacrificano per i loro cari, per la ricchezza e per altre ragioni.

    Diversi tipi

    È costituito per lo più da un unico componente: la sostanza grezza e aromatica che brucia e rilascia fumo e profumo quando è acceso. Ce ne sono diversi tipi prodotti in Cina. Uno dei tipi più comunemente usati è quello a bastoncino, emerso principalmente durante la Dinastia Ming (1368 – 1644). È disponibile in due varianti, una con un’anima e l’altra senza.

    incenso spirale legno
    L’incenso a bastoncino è il tipo più comune, ma si può trovare anche l’incenso a spirale. (Immagine: Julia Phang via flickrCC BY-SA 2.0)

    «Il tipo con un’anima è visto come più indiano nella sua origine e nelle associazioni, anche se è usato anche in alcune parti della Cina. Il diffuso incenso Nag Champa è quasi sempre fatto con un’anima di bambù… Ad alcune persone non piace l’odore del bastoncino di bambù che brucia, quindi i bastoncini d’incenso con un’anima di alta qualità potrebbero avere un’anima di legno di sandalo… Il tipo senza anima è quello più comunemente usato in Cina e quasi esclusivamente in Giappone e in Tibet. Si ottiene semplicemente arrotolando la pasta d’incenso a forma di bastoncino e lasciandola asciugare», secondo Kino Objects.

    Per quanto riguarda l’incenso a spirale, alcuni templi di Hong Kong ne hanno un tipo speciale che si apre e diventa una spirale a cono. Si può trovare anche quello solido, a forma di cono che viene utilizzato in Cina. Creato originariamente dai giapponesi, è stato ampiamente adottato dai tibetani. Un incenso a cono rovesciato ha un foro sul fondo. Questo permette al pennacchio di scorrere verso il basso, a differenza di tutti gli altri tipi in cui il fumo viene emesso verso l’alto.

    Tradotto da: Veronica Melelli

    Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/02/24/an-interesting-history-of-incense-burning-in-china.html

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