Lista segreta cinese trapelata, con centinaia di nomi di americani

La lista segreta cinese contiene i dati dei viaggiatori internazionali che sono passati attraverso l'aeroporto internazionale Pudong di Shanghai tra il 2018 e il 2020. Inclusi bambini di 5 anni.
La lista di controllo è stata creata dai dati raccolti all'aeroporto internazionale di Pudong a Shanghai. (Immagine: wal_172619 tramite Pixabay )

Il partito comunista cinese ha creato una lista segreta di controllo che contiene le informazioni personali di centinaia di americani e altri individui stranieri. La lista di controllo è stata ottenuta dalla società australiana di cybersecurity ‘Internet 2.0’. Contiene dati che includono nomi, numeri di passaporto, data di nascita, ecc. dei viaggiatori internazionali che sono passati attraverso l’aeroporto internazionale Pudong di Shanghai tra il 2018 e il 2020.

In totale, nella lista segreta cinese sono presenti 697 cittadini americani, compresi i bambini. Non è chiaro perché Pechino l’abbia creata. Un nome ben noto sulla lista è la cantante vincitrice di Grammy Ashanti, che era passata per l’aeroporto nel 2018. Sono inclusi anche dirigenti di aziende come Microsoft, Apple, Merrill Lynch, Pfizer e GE Healthcare. L’elenco contiene i nomi di diversi professori e ricercatori delle università statunitensi. Tra essi un amministratore di punta della NYU Shanghai e un funzionario che lavora per l’ufficio del Dipartimento di Stato americano per gli affari organizzativi internazionali.

Nella lista segreta cinese sono inclusi anche oltre 100 cittadini britannici, inclusi imprenditori e dirigenti di governo. Sembra che l’MI5 (ente per la sicurezza e il controspionaggio del Regno Unito) stia indagando sulla questione. Il database contiene i dati di migliaia di uiguri, che sono considerati terroristi, tra cui 400 minori, alcuni dei quali hanno cinque anni. Visitando una moschea, gli uiguri possono essere elencati come potenziali terroristi.

Sono presenti anche 161 australiani, tra cui un ex capo dell’intelligence del paese. In un’intervista alla ABC, Samantha Hoffman, un’analista esperto presso l’Australian Strategic Policy Institute, ha detto che la lista è simile ad altri database di pubblica sicurezza mantenuti dal partito comunista cinese.

«Ho visto prove dello stesso tipo di sistema che viene sviluppato in modo standardizzato in altre città e province della Cina… Sebbene questi dati contengano informazioni rispetto ad un periodo di tempo limitato, mostrano come gli stranieri quando passano attraverso il paese potrebbero essere coinvolti nello stato di sorveglianza della Cina, anche se quel sistema non è ancora completamente stabilito… Il fatto di poter essere tracciato non dovrebbe essere una sorpresa per alcun straniero che visita la Cina», ha detto alla ABC.

Hoffman pensa che i dati raccolti siano inseriti in un programma cinese chiamato Skynet. Il programma mira a collegare l’intelligence con le minacce, i database di pubblica sicurezza, le telecamere di riconoscimento facciale e i sistemi di comando e controllo in tutto il paese.

Secondo Internet 2.0, il database ci permette di capire come la Cina stia costruendo il suo stato di sorveglianza e come tali informazioni vengano sfruttate come mezzo di controllo. I dati sugli uiguri dimostrano che la Cina sta offuscando i confini tra l’antiterrorismo e i crimini politici, e la legge e l’ordine. David Robinson e Robert Potter, amministratori delegati della società, hanno avvertito che la lista segreta cinese espone le ambizioni della Cina. Oltre che la sua capacità di imporre la propria volontà all’interno della giurisdizione senza alcuna preoccupazione per la privacy o la responsabilità.

Un ultimo rapporto di Human Rights Watch avverte che il tecno-autoritarismo di Pechino è diventato globale. Il regime comunista, insieme a diverse aziende cinesi, ha creato un ecosistema internet che “delimita e controlla” internet entro i confini di uno stato.

«Poiché la Cina non ha uno stato di diritto e una stampa libera, non esiste un modo semplice per ottenere informazioni da queste aziende o ritenerle responsabili di abusi. In altre parole, i valori del marchio di autoritarismo di Pechino permeano la sua tecnosfera. Coerentemente con la cosiddetta diplomazia win-win del governo, i paesi beneficiari ricevono sistemi che promettono controllo ed efficienza. In cambio, la Cina guadagna influenza e dati» secondo il rapporto.

Tradotto da: Massimiliano Volpato

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/04/24/leaked-chinese-secret-watch-list-featuring-hundreds-of-americans.html