l’Italia riparte: Milano, Bergamo, Roma, Napoli

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Galleria Vittorio Emanuele in centro a Milano, che collega piazza Duomo a piazza della Scala. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0 )

Il primo vero caffè dopo due mesi di quarantena. E’ così che l’Italia riparte provando a lasciarsi alle spalle i mesi difficili della pandemia, ricominciando dal principale rito quotidiano di normalità: la colazione al bancone o al tavolino di un bar.


“Mi è mancato molto, tornare alle proprie abitudini è il modo migliore per provare a ripartire”, raccontano molti clienti dei locali del centro di Milano.


Intanto le modalità dei servizi, si conformano alle linee guida della regione munendo i locali di mascherine, plexiglass, gel disinfettante e termometri. “Ovviamente è solo l’inizio, al momento abbiamo molti meno clienti del solito. Speriamo che le cose migliorino e si possa tornare in fretta alla vera normalità”,affermano i gestori delle attività. Anche le storiche strutture riaprono con tutte le precauzioni del caso, negozi di abbigliamento, parrucchieri estetiste.


La realtà di Bergamo invece è leggermente diversa, infatti anche se la ripartenza ha riportato più gente, complice anche una bella giornata di sole, la realtà per il mondo del commercio è ancora poco rasserenante. A fornire premesse poco rassicuranti è Cesare Rossi, vicedirettore di Confesercenti Bergamo che cita una ricerca fatta dall’associazione circa un mese fa: “Le imprese sono in difficoltà, dall’indagine che abbiamo svolto il 12 per cento era già certo che non avrebbe riaperto dopo due mesi di lockdown, spiega.


Intanto anche la capitale d’Italia, Roma, riparte e riapre per fasce orarie progressivamente, per tipologia di esercizi: per primi gli alimentari, poi i laboratori non alimentari, mentre a metà mattinata gli attesissimi parrucchieri ed estetisti. Le fasce orarie decise dalla sindaca Virginia Raggi con una ordinanza valida dal 18 maggio al 21 giugno interessano le attività commerciali, artigianali e produttive autorizzate dal governo e dalla Regione.


Dai parrucchieri ai negozi di abbigliamento e ai bar, dal Bosco di Capodimonte a via Toledo: Napoli manifesta il suo entusiasmo così tra i negozianti, la fase 2 per il Bosco inizia un po’ in ritardo rispetto ad altre attività, sempre nell’ambito delle misure di contenimento del contagio da Coronavirus, mentre l’apertura del Museo avverrà il 2 giugno,folla in strada ma ancora pochi gli acquisti.