Lo shadow banking cinese affronta tempi difficili

La Corte Suprema Cinese ha fissato un limite massimo per i tassi di interesse sui prestiti privati a circa il 15,4 per cento, abbassandolo rispetto al precedente 24 per cento.
Valuta dello yuan cinese
Il sistema dello shadow banking cinese è un rischio per la stabilità finanziaria. (Immagine: pixabay CC0 1.0)

L’epidemia di COVID-19 ha gettato una cupa ombra non solo sull’industria finanziaria istituzionale della Cina, ma anche sul suo shadow banking. Lo shadow banking si riferisce fondamentalmente agli intermediari finanziari non organizzati che creano credito e che non sono soggetti alla sorveglianza regolamentare.

I problemi del sistema dello shadow banking

In aprile, l’agenzia di rating del credito Fitch ha previsto che il sistema dello shadow banking cinese sarà sotto pressione quest’anno, dato che la pandemia limita la capacità delle aziende private di generare flussi di cassa. «Ci aspettiamo che le attività del sistema dello shadow banking, come una quota di PIL, continueranno a diminuire nel 2020, raggiungendo il 41 per cento del PIL entro la fine del 2020, rispetto alla stima del 43 per cento di fine 2019.

In parte ciò rifletterà l’avversione al rischio tra i finanziatori del settore, che saranno riluttanti ad aumentare la loro esposizione in un momento in cui le condizioni economiche sono particolarmente difficili per i mutuatari», ha detto l’agenzia in un comunicato.

Xu Zijun, analista senior di Reality Finance Research, con sede a Pechino, ritiene che quest’anno assisteremo ad inadempienze record da 5,4 trilioni di yuan (circa 6,7 miliardi di euro) di offerte fiduciarie. Si tratta di prodotti finanziari ad alto rendimento che spesso sono venduti a persone facoltose, banche e investitori istituzionali.

Zijun calcola che entro la fine di quest’anno tali prodotti in default saranno circa 300, più del doppio rispetto ai 118 dell’anno scorso. Secondo la China Trust Association, circa 1.500 prodotti trust con un valore combinato di 577 miliardi di yuan (circa 71 miliardi di euro) sono stati classificati rischiosi alla fine del 2019.

martello giudice corte suprema
La corte suprema cinese ha limitato gli interessi addebitati dai prestatori privati.  (Immagine: pixabay CC0 1.0)

Limite massimo della Corte Suprema

La Fitch si aspettava che i regolatori cinesi allentassero la presa sul settore dello shadow banking, dato che la pandemia ha creato una crisi di liquidità. Per tanto, qualsiasi credito fluisca nel mercato è di solito ben accolto. Tuttavia, sembra che in questo momento stia accadendo il contrario. La Corte Suprema Cinese ha fissato un limite massimo per i tassi di interesse sui prestiti privati a circa il 15,4 per cento, abbassandolo rispetto al precedente 24 per cento. 

Ciò creerebbe grossi problemi alle piccole imprese e ai privati che si affidano al settore del credito informale per assicurarsi i fondi. I finanziatori del settore dello shadow banking probabilmente ridurranno i prestiti a causa della riduzione dei tassi d’interesse. La Fitch ritiene che la nuova sentenza avrà un impatto negativo su settori come quelli del micro prestiti, dei crediti al consumatore e il leasing di auto usate.

Settore bancario istituzionale

Anche per quanto riguarda il settore bancario istituzionale le cose non vanno benissimo. Le banche cinesi hanno dichiarato un enorme calo degli utili netti per la prima volta in diversi decenni. Queste istituzioni hanno aumentato le loro provigioni dai prestiti inesigibili di 656 miliardi di yuan (circa 80 miliardi di euro), sottolineando la gravità della situazione finanziaria del paese.

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Le banche cinesi hanno recentemente dichiarato un calo dell’utile netto. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0)

L’autorità di regolamentazione del settore ha già dichiarato che quest’anno le banche cancelleranno 3,4 trilioni di yuan (418 miliardi di euro) di prestiti in sofferenza. Equivale a circa il 50 per cento in più di quanto si smaltì l’anno scorso. Inoltre, quasi il 4 per cento dei debiti problematici delle banche, equivalenti a 7 trilioni di yuan (circa 840 miliardi di euro), pare siano stati rinviati all’anno prossimo.

Anche le aziende cinesi sono inadempienti per quanto riguarda i prestiti esteri. Secondo la Fitch, nove imprese cinesi sono andate in default sulle loro obbligazioni di valute estere nel 2020. Il totale ammonta a circa 3,7 miliardi di euro. Hanno superato di gran lunga i 2,7 miliardi di euro che le aziende cinesi hanno perso nel 2019. E l’anno non è ancora finito. Entro la fine del 2020 si prevede che mancheranno quasi 45 miliardi di euro in rimborsi di obbligazioni. Di conseguenza, si prevede un numero ancora maggiore di insolvenze.

Tradotto da: Francesco Cifardi

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2020/10/09/chinas-shadow-banking-sector-is-facing-tough-times.html