Membro del PCC: «La Cina è una minaccia per il mondo»

Cai è fermamente convinta che il PCC sia una grave minaccia per la pace globale, facendo notare che l'attuale conflitto tra Cina e Stati Uniti non è un conflitto tra persone, ma tra due sistemi e ideologie. Avvisa che il PCC vuole sostituire il sistema democratico degli Stati Uniti con il suo modello totalitario.
Cai Xia ex membro PCC partito
Cai Xia faceva parte dell’élite del PCC. (Immagine: YouTube/Screenshot)

Cai Xia era un membro d’elite del Partito Comunista Cinese (PCC), ed è una donna molto influente, dato che faceva parte del gruppo di esperti consiglieri del partito. Recentemente ha subito l’espulsione dal PCC in seguito alle sue critiche nei confronti del regime e del leader del paese, Xi Jinping. Xia ora crede che la Cina sia una minaccia per il mondo.

Espulsa dal Partito

Cai è la nipote di un ex funzionario, membro di alto livello del PCC ed è quindi considerata una dei massimi esponenti del partito. Insegnava politica alla Central Party School del PCC prima del pensionamento e attualmente vive negli Stati Uniti. La sua espulsione e la successiva revoca dei benefit pensionistici, è avvenuta quando è trapelata online la registrazione audio di un suo discorso tenuto ad un raduno privato del partito. Nel discorso, Cai si era scagliata contro Xi Jinping, definendolo un «boss della mafia». Ha accusato Xi di aver espulso 90 milioni di membri dal PCC, come se fossero oggetti, utilizzato il sistema politico, la polizia e l’esercito. Inoltre, Cai ha definito il PCC uno «zombie politico», sostenendo come il sistema comunista fosse arrivato a fine corsa e che dovrebbe «essere completamente abbandonato».

Se sei contrario vieni espulso

Questo è ciò che Cai ha raccontato alla testata americana The Guardian:

«Nessuno può opporsi a lui [Xi Jinping], il suo potere è illimitato… Ha fatto del mondo un nemico. Tutte le grandi questioni interne sono gestite da lui. In altre parole, che si tratti di una questione interna o internazionale, è molto difficile che qualcuno si opponga. È inevitabile che prenderà decisioni sbagliate… È un circolo vizioso. Dopo aver preso una decisione sbagliata, ci saranno delle conseguenze. Ma chi sta sotto di lui ha troppa paura di dirglielo, e le sue scelte inadeguate continueranno finché la situazione rimarrà fuori controllo. In questo circolo vizioso, non c’è modo di fermare il paese dallo scivolare verso il disastro».

statua Carl Marx
Cai crede che il comunismo debba essere abbandonato. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0)

Dopo la sua espulsione dal Partito Cai si è sentita sollevata e felice. L’ex membro del PCC ha ammesso di preferire una vita basata su valori umani, piuttosto che sacrificare quei principi e vivere «come un cane» per i benefit della pensione. Molti dei sui amici, che sono venuti a sapere della sua espulsione, credono che sia una cosa buona e le hanno fatto gli auguri. Cai è una dei molti membri d’élite del PCC che hanno subito l’espulsione per via del loro disaccordo con le politiche del Partito. Di recente, Ren Zhiqiang, ex direttore di una potente società immobiliare sostenuta dallo stato cinese, ha ricevuto l’estromissione dal PCC dopo aver definito Xi Jinping «un pagliaccio».

Una minaccia per il mondo

Cai crede fermamente che il PCC è una grave minaccia per la pace globale, facendo notare che l’attuale conflitto tra Cina e Stati Uniti non è un conflitto tra persone, ma tra due sistemi e ideologie. Avvisa che il PCC vuole sostituire il sistema democratico degli Stati Uniti con il suo modello totalitario.

Chiede sanzioni ai vertici del PCC e vuole che la comunità internazionale impedisca al Partito di infiltrarsi nelle istituzioni globali e di diffondere i propri ideali dittatoriali. Cai è favorevole al divieto del governo statunitense nei confronti della società tecnologica cinese Huawei e ha chiesto all’amministrazione Trump di rafforzare la sua posizione contro Pechino.

marchio Huawei
Cai sostiene le azioni dell’amministrazione Trump contro Huawei. (Immagine: Screenshot / YouTube)

L’ex membro accusa anche il regime comunista di aver gestito male l’epidemia di COVID-19. Xi aveva ordinato ai vari funzionari di preparare una risposta al virus il 7 gennaio, quasi due settimane prima che il governo ammettesse della presenza dell’epidemia. Il fatto che la popolazione non è stata informata per due settimane ha aggravato la pandemia, non solo in Cina, ma anche a livello internazionale.

Tradotto da: Francesco Cifardi

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2020/09/09/ccp-member-china-is-a-threat-to-the-world.html