Mike Pompeo: Sanzioni A Huawei Per Violazione Dei Diritti Umani

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Il Segretario di Stato Pompeo. (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Gli Stati Uniti hanno deciso di imporre sanzioni ad alcuni dipendenti di Huawei e altre simili società tech cinesi, rifiutando il visto di ingresso negli USA : «Forniscono supporto materiale ai regimi coinvolti in violazioni e abusi dei diritti umani a livello globale». Lo ha reso noto il segretario di Stato Mike Pompeo, annunciando in seguito che si recherà in Gran Bretagna dopo che Londra ha deciso di escludere Huawei dallo sviluppo delle reti 5G.

Pompeo, che già in passato ha definito Huawei ed altre società tech cinesi «cavalli di Troia dell’intelligence di Pechino», riferendosi a Huawei lo ha attualmente soprannominato «braccio dello stato di sorveglianza del PCC, che censura i dissidenti politici e permette l’internamento in campi di detenzione di massa nello Xinjiang».


Huawei è diventata da poco il secondo produttore mondiale di smartphone, superando Apple, è inoltre diventato il leader del mercato mondiale delle infrastrutture per le telecomunicazioni mobili.

Il Segretario ha comunicato inoltre:«L’annuncio di oggi deve essere un monito per le altre compagnie». Le compagnie di telecomunicazioni di tutto il mondo sono avvisate: se fate affari con Huawei state facendo affari con chi viola i diritti umani».

Sul 5G, lodando la decisione concorde del premier Boris Johnson, «che ha fatto assolutamente la cosa giusta», Pompeo si è detto poi felice rispetto ad un anno fa, quando gli Stati Uniti sembravano essere i soli ad esprimere le loro preoccupazioni per quelle decisioni di «vedere che questo sta succedendo in tutto il mondo».

«Il vento sta cambiando, mi ricordo le vostre domande un anno fa, quando dicevate che erano solo gli Stati Uniti – ha continuato rivolgendosi ai giornalisti – Credo che il lavoro che stiamo facendo, che abbiamo potuto fare in tutto il mondo, sta rendendo chiaro a tutti che c’è un vero rischio di sicurezza».

Secondo il segretario di Stato, ora «ogni nazione» si sta domandando semplicemente come raggiungere «rapidamente» delle «soluzioni convenienti che non espongano le nostre popolazioni ai rischi che possono venire dall’avere queste infrastrutture nei nostri Paesi».