Montagne Tianzi,Cina: picchi dell’anima

Secondo alcune filosofie antiche spirito e materia sono una cosa sola. Questo per ogni elemento dell’universo. Allora perché non mettersi in viaggio verso antichi luoghi e scoprirne il lato magico, metafisico?

Tianzi

Immagine da Wallpaperflare.

Nel sud est della Cina, nello Hunan, esiste un luogo speciale. È il Parco forestale nazionale di Zhangjiajie, patrimonio dell’Unesco. È una bellissima zona verde dove si ergono le montagne Tianzi, che incantano i turisti di tutto il pianeta parlando alla loro anima.

240 giorni di nebbia all’anno, 12 gradi di media e piogge frequenti. Di origine vulcanica, le Tianzi sono picchi di roccia arenaria dalle forme appuntite, antichi almeno 380 milioni di anni. Sono circondate da vegetazione fitta e incontaminata, scintillanti cascate, ponti, foreste di pietra e grotte. Attraversano la nebbia, questo fa sembrare che cadano dal cielo e fluttuino, come isole galleggianti. Ricordano il regno celeste nelle sue immagini più tradizionali, sfiorando la dimensione onirica. Il fenomeno è chiamato dai cinesi Oceano di Nuvole del Monte Tianzi”.   

Gli imperatori del cielo

Il modo più facile per volare fra i monti sospesi è un efficiente ascensore in vetro da record, il Bailong (ascensore dei Cento Draghi) che lungo un dislivello di 700 metri porta a visitare le maggiori attrazioni. Il modo più magico invece è di lasciar volare l’anima in questi luoghi, di millenaria cultura, lasciandosi ispirare dall’eco degli antichi insegnamenti di benevolenza e rettitudine, onestà, gentilezza e sacrificio.               

Queste maestose cime portano infatti il nome di “Monte del Figlio del Cielo”. La cultura tradizionale cinese narra che ad essere chiamati così fossero gli Imperatori, ovvero “ tian zi” che scelti dalle divinità discendevano dal cielo, ma solo i più virtuosi. Il loro compito era quello di governare il paese con saggezza divina e prendersi cura dei suoi abitanti. Rendevano omaggio alle montagne facendo offerte alla terra e al cielo, ringraziando gli Dei e garantendo così prosperità e stabilità alla loro dinastia.

Verso la metà del 17° secolo Kangxi governò a lungo il Regno di Mezzo, ben 61 anni. Fu uno dei più saggi, magnanimi e capaci tra tutti gli Imperatori. Ri-unificò il vasto impero consolidando la legge della dinastia Qing e contribuendo ad ampi sviluppi culturali ed economici. (wikimedia commons)

Pandora

La connessione con la terra e il sacro, il rispetto per gli animali e tutti gli esseri viventi, la semplicità, il coraggio e la fratellanza  sono anche i profondi valori del popolo Na’vi della terra di Pandora, una delle lune dell’universo di Avatar. Il film, guarda caso, è stato girato proprio da queste parti. Siamo a Yuanjiajie (‘Territorio della Famiglia Yuan’), la zona più visitata del parco e loro sono i Monti Hallelujah, denominati così perché le montagne fluttuanti del film si ispirano proprio a queste zone. Lì vicino si eleva un altro spettacolo, il “Primo Ponte sotto il Cielo”, arco naturale che collega i versanti di due montagne. Anch’esso spesso circondato dalle nuvole in un’atmosfera mistica.

Antiche leggende

C’è una leggenda che ispira questi luoghi magici. È la leggenda di Xiang Dakun, contadino dell’etnia Tujia. Egli condusse una battaglia epica sotto la dinastia Song alla guida dei ribelli auto nominandosi Tianzi. Peccato che tale nomina veniva attribuita esclusivamente all’ imperatore, la rivolta fu soppressa e i luoghi ricordano le sue gesta.

Antico guerriero cinese. (foto di Jessica Murphy da Pixabay)

Secondo la leggenda i picchi Yu Bi ( ‘boschi imperiali in cinese‘), ricoperti di alberi di pino, si sarebbero trasformati in roccia dopo il martirio del contadino. Mentre il picco Xiang Nu San Hua fu quello dove lui e il suo esercito furono sconfitti e da cui furono costretti a saltare giù. Qui una ragazza, innamorata del prode Xiang, cercando il suo corpo lasciò una gran quantità di fiori alla base del dirupo, trasformandosi, a causa dell’enorme dispiacere, in una statua di pietra.

Ancora oggi, la Cina parla al mondo in linguaggi puri, trascendenti e buoni. Basta trovare i posti giusti, le giuste atmosfere, lì dove la leggenda tiene stretto il mondo materiale al mondo sacro, divino, retto, quasi in estinzione. E spesso la soluzione pesca nelle origini.


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