Variante Delta, decessi e ospedalizzazione elevati tra i vaccinati in Regno Unito

In una valutazione del rischio PHS della variante Delta, la gravità dell'infezione è stata classificata come bassa. Tuttavia, ci sono "analisi dall'Inghilterra e dalla Scozia che supportano una riduzione dell'efficacia del vaccino per Delta rispetto ad Alpha contro l'infezione sintomatica".
Il pompiere Matt Smither con addosso una visiera aiuta un paziente colpito da COVID-19 mentre lavora a fianco degli infermieri di terapia intensiva nell'Unità di terapia intensiva (ICU) presso il Queen Alexandra Hospital di Portsmouth, nel sud dell'Inghilterra, il 23 marzo 2021. (Immagine: ADRIAN DENNIS/AFP tramite Getty Images)
Il pompiere Matt Smither con addosso una visiera aiuta un paziente colpito da COVID-19 mentre lavora a fianco degli infermieri di terapia intensiva nell'Unità di terapia intensiva (ICU) presso il Queen Alexandra Hospital di Portsmouth, nel sud dell'Inghilterra, il 23 marzo 2021. (Immagine: ADRIAN DENNIS/AFP tramite Getty Images)

Il Regno Unito è uno dei paesi più vaccinati al mondo contro il Coronavirus 2019 (COVID-19). Dei 68 milioni di persone della nazione, più di 45 milioni hanno ricevuto almeno una singola dose, e oltre 33 milioni sono stati completamente vaccinati. Tuttavia, un nuovo rapporto rilasciato da Public Health England (PHS) ha evidenziato che negli ultimi mesi, a causa della variante Delta e rispetto alle persone non vaccinate, sono morte sempre più persone completamente vaccinate.

Tra il 1 febbraio e il 14 giugno, il rapporto, intitolato “varianti preoccupanti e varianti sotto indagine in Inghilterra del SARS-CoV-2, briefing tecnico 16“, ha esaminato 60.624 infezioni Delta. Di esse, 35.521 casi sono stati registrati in persone non vaccinate e 4.087 casi in persone completamente vaccinate che si sono infettate almeno 14 giorni dopo la loro seconda dose.

Il tasso di mortalità per gli individui completamente vaccinati è risultato pari allo 0,636 percento. È 6,6 volte superiore al tasso di mortalità dei non vaccinati, pari allo 0,0957 percento. Sono stati riportati 26 decessi tra gli individui completamente vaccinati, rispetto ai 34 morti nei non vaccinati. I tassi di morte tra gli individui completamente vaccinati e non vaccinati erano entrambi inferiori all’uno per cento.

Gli individui completamente vaccinati sono stati anche ritenuti più inclini all’ospedalizzazione rispetto alle persone non vaccinate. Delle 4.087 persone completamente vaccinate, il 2,05 percento(84 persone) è finito in ospedale. Tra le 35.521 persone non vaccinate, solo l’1,48 percento (527 persone) è stato ricoverato.

In un’intervista a LifeSiteNews Stephanie Seneff, ricercatrice senior presso il Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory del Massachusetts Institute of Technology (MIT CSAIL), afferma che la situazione ricorda un fenomeno osservato su altri vaccini chiamato antibody dependent enhancement (ADE).

Secondo uno studio pubblicato nel settembre 2020 sulla rivista Nature Microbiology, “Un potenziale ostacolo per i vaccini e le terapie basate sugli anticorpi è anche il rischio di peggiorare la gravità del COVID-19 attraverso l’antibody-dependent enhancement (ADE). L’ADE può aumentare la gravità di molteplici infezioni virali, compresi altri virus respiratori come il virus respiratorio sinciziale (RSV) e il morbillo”.

In un altro studio pubblicato nel 2012, animali da laboratorio iniettati con vaccini sperimentali contro il coronavirus hanno sviluppato malattie polmonari potenziate. Come risultato, i ricercatori hanno concluso: “Negli esseri umani, è indicata cautela nel procedere all’applicazione di un vaccino SARS-CoV“.

Secondo Seneff, diversi studi hanno dimostrato che i vaccini contro il coronavirus possono alterare il modo in cui il sistema immunitario umano risponde alle infezioni. Inoltre, i vaccini possono attivare infezioni dormienti come l’herpes, con conseguenti sintomi di paralisi di Bell o herpes zoster.

Per me è concepibile che la specificità del raggio laser degli anticorpi indotti sia compensata da un generale indebolimento dell’immunità innata… Ho anche il sospetto che le campagne di vaccinazione massiccia possano accelerare la velocità con cui i ceppi mutanti resistenti al vaccino diventano dominanti tra tutti i ceppi di SARS-Co-V2 [coronavirus]“, ha detto Seneff.

Valutazione del rischio, infezioni invernali

In una valutazione del rischio PHS della variante Delta rilasciata il 18 giugno, la gravità dell’infezione è stata classificata come bassa. Tuttavia, ci sono “analisi dall’Inghilterra e dalla Scozia che supportano una riduzione dell’efficacia del vaccino per Delta rispetto ad Alpha contro l’infezione sintomatica”.

L’efficacia ridotta “è più pronunciata dopo una dose (riduzione assoluta di circa il 15 percento al 20 percento dopo una dose). L’analisi iterata continua a mostrare che l’efficacia del vaccino contro Delta è più alta dopo 2 dosi, ma che c’è una riduzione per Delta rispetto ad Alpha“.

Il rapporto ha anche descritto la trasmissibilità della variante Delta tra gli esseri umani come elevata, osservando che il ceppo mostra “un tasso di crescita sostanzialmente aumentato rispetto ad Alpha, attraverso molteplici analisi”.

Parlando a una conferenza il direttore medico dell’Inghilterra, il professor Chris Whitty, ha avvertito che la pandemia di COVID-19 “non ha mostrato la sua ultima sorpresa” e che ci saranno diverse altre ondate di infezioni in futuro. Egli prevede un’impennata di casi durante l’inverno.

In termini di medio termine, la mia aspettativa è che avremo un’ulteriore ondata invernale, un’ondata di fine autunno/inverno… E questo perché sappiamo che l’inverno e l’autunno favoriscono i virus respiratori, e quindi sarebbe molto sorprendente se questo particolare virus respiratorio altamente trasmissibile non fosse altrettanto favorito”, ha detto Whitty.

Le malattie influenzali potrebbero iniziare ad aumentare anche durante l’inverno. lo ha affermato in un‘intervista con BBC Radio 4 il Prof Anthony Harnden, vice presidente del Comitato congiunto per la vaccinazione e l’immunizzazione. Secondo Harnden durante le stagione invernale, l’influenza potrebbe essere un “problema potenzialmente più grande” del COVID-19. Ha sottolineato che quando l’influenza circola a livelli molto bassi, come è successo negli ultimi anni, l’immunità tra la popolazione diminuisce. “E torna a morderci“, ha affermato.

Con la segnalazione di Arvind Datta.

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/07/04/deaths-hospital-vaccinated-uk.html