Natale 2020 – Natale particolare

Secondo gli antichi archetipi la luce è il divino, il bene, la speranza, la virtù, la rinascita e il buio l'oscurità, il male, le tenebre. A Natale la luce aumenta rispetto al buio, quando la divinità nasce e porta speranza e salvezza al mondo.
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Non tutti sanno che a ridosso del 25 dicembre moltissimi popoli hanno celebrato la nascita dei loro esseri divini.(Immagine: tramite Pexels CC0 1.0)

L’arrivo del covid-19 in questo anno 2020, ha rivoluzionato in poco tempo le abitudini di tutti: questo Natale è dunque particolare. Ma il Natale è particolare di per sé, perché la sua luce non può non illuminare anche questi giorni cupi.

Non tutti sanno infatti che a ridosso del 25 dicembre moltissimi popoli hanno celebrato la nascita dei loro esseri divini.

Ad esempio in Egitto si festeggiava la nascita del dio Horus, così pure Osiride. Nel Messico precolombiano nasceva il dio Quetzalcoath, Bacab invece nasceva nello Yucatan. Budda in oriente, Zarathustra in Azerbaigian, Krishna in India e molti altri. Prima di arrivare al Natale cristiano, insomma, un buon elenco di divinità erano state già state celebrate.

Tutto ciò ha portato la nascita di preziosi simboli e significati legati a questo giorno. Pensiamo al pino, l’albero sempreverde simbolo della persistenza della vita anche attraverso il freddo e l’oscurità dell’inverno. O a questo momento speciale, il solstizio d’inverno.

Luce come divinità

Dal latino «sol stat», il sole si ferma. Il solstizio d’inverno, ovvero l’inizio della stagione più fredda dell’anno, è il giorno più corto, con meno ore di luce di tutti i giorni. Ma che da questo momento iniziano ad aumentare rispetto alle ore di buio.

È un evento legato al sole e alla luce. Dal solstizio in poi la forza del sole, rappresentato dalla sua luce, ricomincerà a crescere. Si lasciano alle spalle le oscurità e i problemi dell’anno passato e ci si prepara ad accogliere un nuovo anno ricco di prosperità.

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È un evento legato al sole e alla luce. Dal solstizio in poi la forza del sole, rappresentato dalla sua luce, ricomincerà a crescere. (Immagine: Pixabay)

Il 25 dicembre era anticamente la festa pagana del Sole, momento di trasformazione e della rinascita. I druidi, i sacerdoti degli antichi popoli celtici, parlavano di Alban Arthan, la festa della Luce di Re Artù. Gli antichi Saturnali, festività della religione romana, si rifacevano alla rinascita del sole e il ritorno della luce come fonte di energia e simbolo di potere.

Insomma, se associamo gli antichi archetipi di luce al divino, al bene, alla speranza, alla virtù, alla rinascita e quello del buio all’oscurità, al male, alle tenebre, capiamo la scelta degli antichi: la luce aumenta rispetto al buio, quando la divinità nasce e porta speranza e salvezza al mondo.

Riti antichi e nuovi

Anticamente, per dare significato a questo momento, c’era chi si liberava del passato e del cattivo, gettando via stoviglie e oggetti inutilizzati per fare spazio al nuovo. Chi, secondo il rito del Ramo di Yule decorava un ramo con dei bigliettini dei desideri scritti a mano, chiusi e legati con un nastrino. Chi, secondo il rito del fuoco, scriveva una lista di ciò che non voleva più nella propria vita e la gettava tra le fiamme, come liberazione e purificazione.

Oggi invece, abbiamo vissuto un Natale migliore, se siamo riusciti a cogliere le buone occasioni di riflettere e migliorarci, nel rispetto delle ordinanze e ricordando un po’ queste origini. Il nostro è stato speciale, quando ci siamo lasciati coinvolgere dal calore e dalla magia e nonostante le misure per il contenimento della pandemia, il nostro cuore ha apprezzato davvero quelli che sono i valori più importanti.

Ogni persona avrà usato il proprio buon senso e la propria saggezza e coinvolto famiglia parenti e amici nel rendere questo Natale 2020 un Natale di Speranza.

Natale 2020 reinventato

C’è chi ha investito sul tempo trascorso in casa propria, dando valore a quei dettagli che arricchiscono l’atmosfera natalizia. C’è chi ha avuto l’idea di decorare la casa insieme ai propri bambini, addobbato l’albero o fatto un bel presepe.

Chi ha scartato i regali in video chiamata per condividere il momento particolare anche con chi è lontano a causa delle restrizioni. Chi ha preparato insieme ai famigliari dell’ottimo cibo colorato e gustoso.

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Le mamme potrebbero farsi aiutare in cucina a preparare dell’ottimo cibo, tradizionale e tipico del Natale.(Immagine: YouTube / Screenshot )

Questo ha permesso di riscoprire il valore del Natale condividendo le piccole cose e i piccoli momenti vissuti in quarantena ritrovando l’intimità più vera dell’atmosfera natalizia.

Rimanere vicini alle persone a noi care, la gioia dei bambini, l’abbraccio di chi ci ha lasciato ma ci è rimasto nel cuore: perché l’attesa è quella di un futuro anno migliore e pieno di speranza.

Buon Natale a tutti! – La redazione