Nuove macchie solari: forse in aumento l’attività solare

sole macchie solari
I brillamenti erano troppo deboli per superare la soglia alla quale il Centro di Previsione Meteo Spaziale del NOAA fornisce le allerte. Quest'ultimo è la fonte ufficiale del governo degli Stati Uniti per le previsioni meteorologiche spaziali, l'oceanografia e la climatologia.(Immagine: Pixabay / CC0 1.0 )

Il più grande bagliore solare dall’ottobre 2017. È stato emesso il 29 maggio 2020 da un gruppo di macchie solari. Queste ricoprono la superficie del sole e sono caratterizzate da complessi campi magnetici. Sebbene le macchie non siano ancora visibili (presto lo saranno, roteando sopra la parte sinistra del Sole), la navicella spaziale della NASA ha individuato i brillamenti in alto sopra di sé.

Tuttavia erano troppo deboli per superare la soglia alla quale il Centro di Previsione Meteo Spaziale del NOAA fornisce le allerte. Quest’ultimo è la fonte ufficiale del governo degli Stati Uniti per le previsioni meteorologiche spaziali, l’oceanografia e la climatologia.

Ma dopo diversi mesi con pochissime macchie e attività solare, scienziati e meteorologi spaziali stanno tenendo d’occhio questo nuovo gruppo per vedere se crescono o scompaiono rapidamente. Le macchie solari potrebbero benissimo essere il segnale che il ciclo solare del Sole si sta intensificando e diventando più attivo.

O forse no. Ci vorrà ancora qualche mese prima di saperlo con certezza.

Minimo solare

Come il Sole segue il suo ciclo naturale di 11 anni, in cui la sua attività aumenta e decade, anche le macchie solari aumentano e diminuiscono di numero. La NASA e la NOAA le tracciano per determinare e prevedere il progresso del ciclo solare e, in ultima analisi, dell’attività solare. Attualmente, gli scienziati stanno prestando molta attenzione al numero di macchie solari. È infatti la chiave per determinare le date di minimo solare, ovvero l’inizio ufficiale del Ciclo Solare 25. Questa nuova attività delle macchie potrebbe essere un segno che la stella sta risalendo al nuovo ciclo passando attraverso il suo minimo.

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Immagine in lunghezza d’onda 171-angstrom del 29 maggio 2020, dall’osservatorio Solar Dynamics Observatory della NASA. Nella parte superiore sinistra, colorata in oro, si può vedere una macchia di luce che si libra sopra l’orizzonte sinistro. Questa luce emana dal materiale solare tracciando linee di campo magnetico che si librano su un insieme di macchie solari che stanno per ruotare sulla parte sinistra del Sole. (Immagine: NASA / Solar Dynamics Observatory / Joy Ng)

Tuttavia, sono richiesti almeno sei mesi di osservazioni solari e conteggio delle macchie solari dopo un minimo per sapere quando si è verificato. Poiché esso è definito dal numero più basso di macchie solari in un ciclo, gli scienziati devono vedere i numeri aumentare costantemente prima di poter determinare quando esattamente fossero al minimo. Ciò significa che il minimo solare è un’istanza riconoscibile solo col senno di poi. Potrebbero essere necessari da sei a dodici mesi dopo il fatto per confermare quando questo è effettivamente passato.

Dati a lungo termine

Questo in parte perché la nostra stella è estremamente variabile. Sebbene le macchie solari aumentino o diminuiscano in un determinato mese non significa che non cambieranno rotta il mese successivo, ritornando sui loro passi il mese dopo ancora. Quindi gli scienziati hanno bisogno di dati a lungo termine per costruire un quadro delle tendenze generali del Sole attraverso il ciclo solare.

Questo significa che il numero che usiamo per confrontare un dato mese è il numero medio di macchie solari di sei mesi sia indietro che avanti nel tempo. Perciò, in questo momento, possiamo tranquillamente caratterizzare l’aspetto di ottobre 2019 rispetto ai mesi precedenti (c’erano decisamente meno macchie solari!), ma non ancora l’aspetto di novembre rispetto a questo.

Radiazioni nocive

Il 29 maggio, alle 3:24 del mattino EST, un bagliore solare di classe M relativamente piccolo si è profuso da queste macchie solari. I brillamenti solari sono potenti esplosioni di radiazioni. Le radiazioni nocive che genera non possono passare attraverso l’atmosfera terrestre per influenzare fisicamente gli esseri umani sulla terra. Tuttavia – se abbastanza intensi – possono disturbare l’atmosfera nello strato in cui viaggiano i segnali GPS e di comunicazione. L’intensità di questo bagliore era al di sotto della soglia che poteva influenzare lo spazio geomagnetico e al di sotto della soglia perché NOAA emettesse un’allerta.

Tuttavia, è stato il primo bagliore di classe M dall’ottobre 2017 – e gli scienziati guarderanno per vedere se il Sole sta davvero iniziando a svegliarsi.

Fornito da: Karen Fox, Lina Tran, Goddard Space Flight Center della NASA [Nota: i materiali possono essere modificati per contenuto e lunghezza.]

Tradotto da: Massimiliano Volpato

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/06/03/new-sunspots-potentially-herald-increased-solar-activity.html