ONU: Cina, ritardi comunicazioni sul virus a OMS

sala riunioni dell'ONU a Ginevra
Sala riunioni interna nel palazzo dell'ONU a Ginevra. (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

Il regime comunista cinese ha ritardato la comunicazione dei dati sul virus del PCC e in alcuni casi li ha nascosti, fino al punto di creare grande frustrazione all’interno dell’OMS. È quanto emerso da un analisi effettuata dall”Associated Press‘ fondata su documenti riservati dei vertici dell’Onu. La notizia è stata riportata tra i tanti anche sul sito dell’Ansa.

I paesi aderenti sono obbligati a riportare tempestivamente all’Oms informazioni che potrebbero avere un’impatto sulla salute pubblica. Ma non avendo poteri vincolanti, l’agenzia guidata da Tedros Gebreyesus deve affidarsi alla cooperazione e trasparenza degli stati membri.


Ritardi e omissioni possono causare pesanti conseguenze sulla salute della popolazione, ragion per cui la prima conclusione dell’indagine è che Pechino abbia agito slealmente e in malafede: non solo per i ritardi nel comunicare l’evoluzione della epidemia, ma soprattutto per la questione del genoma, cioè della mappa genetica del virus.


Seconda conclusione: l’inchiesta della ‘Associated Press‘, il garbuglio di ritardi e incompetenze, ha creato problemi per l’Oms sia in termini di immagine che di sopravvivenza. Infatti gli Stati Uniti hanno annunciato che si ritireranno dall’organizzazione, facendo venire a mancare i ben 450 milioni di dollari l’anno circa di sovvenzioni.

Il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino Zhao Lijian ha negato tale ricostruzione, dichiarando: “Non so da dove vengano questi ‘documenti interni’, ma le storie collegate sono del tutto inconsistenti rispetto ai fatti”.