Papa Francesco – parole di difesa verso gli Uiguri

Quanto espresso da papa Francesco sugli uiguri rischia di determinare un pericoloso dissesto nel percorso di avvicinamento tra gli organi della Santa Sede e il governo di Pechino.
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Papa Francesco durante l'angelus del 22 novembre 2020. (Immagine: YouTube / Screenshot )

Recentemente Papa Francesco per la prima volta ha preso posizione sulla minoranza etnica di religione mussulmana dello Xinjiang. Ha espresso parole di difesa verso gli uiguri, definendoli «poveri» e «popolo perseguitato». Parole inaccettabili per Pechino: lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian. Secondo Lijian le affermazioni del Pontefice sugli uiguri sarebbero totalmente infondate.

Nella conferenza stampa quotidiana inoltre, Zhao ha aggiunto che Pechino «ha protetto i diritti delle minoranze etniche in conformità con la legge».

Tuttavia è ormai confermato dagli attivisti per i diritti umani, dalle Nazioni Unite e da molti governi tra cui l’Unione Europea, che il popolo degli uiguri dello Xinjiang, è oggetto di una campagna di sorveglianza. Tale minoranza subisce la detenzione e la rieducazione forzata condotta dal regime cinese sotto la bandiera della lotta all’estremismo, come si legge su Repubblica.it.

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Proteste a Hong Kong nel dicembre 2019, dove giovani, oltre che a protestare per la soppressione della democrazia ad Hong Kong da parte del PCC, manifestano con facce azzurre, la luna e la stella. Questo simbolo è unanimemente identificato con la fede islamica e persino rappresentato sulle bandiere di alcuni Stati musulmani. La bocca tappata dalla bandiera cinese, per denunciare le violenze del PCC verso la minoranza di fede mussulmana degli uiguri. (Immagine: YouTube / Screenshot )

Genocidio e violazione dei diritti umani

Eppure si è anche parlato di «genocidio». Lo hanno fatto alcuni senatori statunitensi nello scorso ottobre, riferendosi alle violazioni dei diritti umani commesse dal regime cinese verso la minoranza mussulmana. Tra di essi, anche il senatore repubblicano John Cornyn, che ha sponsorizzato la risoluzione. Cornyn ha reso noto che «tale dichiarazione è il primo passo per ritenere la Cina responsabile della loro mostruosa azione».

Invece, secondo il senatore Jeff Merkley «la risoluzione dimostrerebbe che gli Stati Uniti non possono rimanere in silenzio mentre la Cina continua il suo attacco contro la minoranza uigura».

D’altro canto Pechino ha negato l’esistenza dei campi di internamento per anni. Solo da poco, li ha definiti istituti educativi per combattere il terrorismo, il separatismo e l’estremismo islamico.

Ebbene, anche la Casa Bianca ha sanzionato una serie di funzionari comunisti protagonisti della repressione e iniziano ad aumentare le voci che chiedono di boicottare i Giochi Olimpici invernali di Pechino 2022.

Il Vaticano si mantiene prudente

Effettivamente, quanto espresso da papa Francesco sugli uiguri, è stato esplicito. Tuttavia, sebbene la questione sia scottante, la chiesa cattolica di Roma si è mantenuta sempre estremamente prudente nel toccare pubblicamente le questioni interne della Cina.

Infatti, proprio per non compromettere definitivamente il dialogo in corso da anni sulla normalizzazione dei rapporti diplomatici, il Papa ha preferito mantenere il silenzio riguardo la persecuzione uigura e per le recenti repressioni delle proteste filo democratiche a Hong Kong.

In sintesi, soltanto il tempo mostrerà se le parole di difesa sugli uiguri e l’immediata contestazione di Pechino, porteranno ad una maggiore tensione verso Roma e la Chiesa cattolica e il raffreddamento del dialogo costruito in questi anni nonostante le recenti pressioni del governo degli Stati Uniti.

Mike Pompeo, ha commentato su twitter esprimendo la sua gratitudine al Pontefice per aver evidenziato la persecuzione del Partito comunista cinese contro i musulmani uiguri.

Infatti il segretario di Stato Mike Pompeo ha commentato su twitter esprimendo la sua gratitudine al Pontefice per aver evidenziato la persecuzione del Partito comunista cinese contro i musulmani uiguri: «Il mondo ha bisogno della continua e vigorosa testimonianza della Santa Sede a favore dei più deboli del mondo» ha affermato, nella speranza che la Santa Sede non rinnovi l’accordo sui vescovi.