Pelosi supporta il boicottaggio diplomatico delle Olimpiadi invernali cinesi 2022

"Onorare quello che è probabilmente il più grande violatore dei diritti umani al mondo con il privilegio di ospitare le Olimpiadi è una cosa direttamente contraria alla Carta olimpica", ha affermato il presidente Reggie Littlejohn.
Cittadino cinese indossa una mascherina mentre cammina davanti ai loghi delle Olimpiadi invernali di Pechino 2022 al National Aquatics Centre il 9 aprile 2021 a Pechino, in Cina. (Immagine: Lintao Zhang tramite Getty Images)

La presidente della Camera dei Democratici, Nancy Pelosi, ha chiesto il boicottaggio diplomatico delle prossime Olimpiadi invernali del 2022 a Pechino, in Cina. La dichiarazione è avvenuta in un’audizione congressuale bipartisan del 18 maggio. Riguardava lo svolgimento delle Olimpiadi in Cina alla luce del “egregio record dei diritti umani” del Paese.

All’udienza Pelosi ha affermato che l’America “non può continuare a dare a Pechino assegni in bianco” nella speranza che il loro comportamento cambi. In effetti questa non è la prima volta in cui il Congresso tiene un dibattito sulle Olimpiadi in Cina. Nel 1993 gli Stati Uniti hanno approvato una legge che sollecitava il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) a respingere l’offerta della Cina dell’anno 2000 per le Olimpiadi estive. La causa erano le continue violazioni dei diritti umani di Pechino.

Le Olimpiadi del 2000 si sono alla fine svolte a Sydney, in Australia. Nel 2008 è poi fallito un tentativo simile di impedire alla Cina di ospitare le Olimpiadi. Pelosi ha proposto un boicottaggio diplomatico delle Olimpiadi del 2022 di Pechino. Nella sua proposta i capi di stato sarebbero esclusi dall’evento ma gli atleti potrebbero comunque partecipare.

I capi di stato che vanno in Cina con un genocidio in corso, e stanno seduti lì ai loro posti, è una cosa che fa davvero sorgere la domanda: quale autorità morale avete per parlare di nuovo dei diritti umani in qualsiasi parte del mondo se siete disposti a rendere omaggio al governo cinese mentre sta commettendo un genocidio… Il silenzio su questo tema è inaccettabile. Significa approvare gli abusi della Cina”, ha affermato in udienza.

All’udienza ha partecipato anche Reggie Littlejohn. È il presidente dell’organizzazione Women’s Rights Without Frontiers, che difende i diritti dei bambini non ancora nati in Cina. Ha fatto notare come il Sudafrica fosse stato bandito dalle Olimpiadi tra il 1964 e il 1988 a causa dell’apartheid, o sistema di segregazione razziale istituzionalizzata.

Littlejohn voleva che il CIO esprimesse “disapprovazione per il genocidio del PCC” e altri crimini contro l’umanità vietando alla nazione di ospitare le Olimpiadi. “Onorare quello che è probabilmente il più grande violatore dei diritti umani al mondo con il privilegio di ospitare le Olimpiadi è una cosa direttamente contraria alla Carta olimpica”, ha affermato in una nota.

Invito internazionale ad agire

Una coalizione di tibetani, uiguri, hongkonghesi e altri ha rilasciato una dichiarazione chiedendo a “tutti i governi e le persone” di boicottare le Olimpiadi di Pechino 2022. Affermano che prendere parte ai giochi “equivarrebbe a sostenere il genocidio della Cina”.

In un’intervista con AP, Lhadon Tethong del Tibet Action Institute ha affermato che “il tempo per parlare con il CIO è finito” e che non possono essere considerati “giochi come al solito o affari come al solito”.

“Le persone hanno lavorato per impegnarsi in buona fede con il CIO e far capire loro i problemi direttamente dalla bocca delle persone più colpite: gli uiguri in cima alla lista, poi i tibetani e altri… È chiaro che il CIO non è completamente interessato a quelli che sono i reali impatti sulle persone”, ha affermato al media.

Nell’agosto 2018, un rapporto pubblicato dal Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale affermava che “da decine di migliaia a oltre un milione” di uiguri e altre minoranze musulmane vengono detenuti dal regime cinese “senza essere stati accusati o processati, con il pretesto di contrastare il terrorismo e l’estremismo religioso”.

Inoltre ci sono stati “rapporti sulla sorveglianza di massa che hanno sproporzionatamente preso di mira l’etnia uigura, anche attraverso frequenti arresti di polizia senza fondamento e la scansione di telefoni cellulari ai posti di blocco della polizia. Rapporti aggiuntivi sulla raccolta obbligatoria di ampi dati biometrici nello XUAR (regione autonoma uigura dello Xinjiang), inclusi campioni di DNA e scansioni dell’iride, di grandi gruppi di residenti uiguri”.

A marzo 2020 il China Tribunal ha pubblicato un articolo in cui afferma che la pratica del “prelievo forzato di organi dai prigionieri di coscienza” continua ancora oggi in Cina, in gran parte ai danni dei prigionieri praticanti del Falun Gong. Esistono anche valide prove di test medici compiuti su questi praticanti e sugli uiguri.

Jonathan Walker ha contribuito a questo articolo.

Tradotto da: Andrea Murgia

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/05/26/pelosi-floats-diplomatic-boycott-of-chinas-2022-winter-olympics.html