Perché comunismo e fede nel divino non possono coesistere in Cina

PERCHÉ COMUNISMO E FEDE NEL DIVINO NON POSSONO COESISTERE IN CINA

I monaci buddisti sono tenuti ad aderire agli insegnamenti comunisti. (Immagine: pixabay / CC0 1.0)

Ufficialmente sono 5 le religioni riconosciute dal governo cinese – Buddismo, Taoismo, Protestantesimo, Cattolicesimo e Islam. Tuttavia, la Cina è un paese comunista che propaga un’ ideologia atea militante. Il paese è un buon caso di studio sul perché comunismo e fede nel divino non possano realmente coesistere.

Istituzioni statali

Il Cristianesimo è presente in Cina dal periodo della Dinastia Tang ( dal 618 al 907 d.C.), tuttavia ha iniziato ad avere grande seguito solo durante la Dinastia Qing, quando molti esploratori e missionari europei arrivarono nella Terra di Mezzo. Dopo che il Partito Comunista Cinese salì al potere, nel 1949, la religione subì forti restrizioni, come avvenne per le altre, essendo equiparato all’imperialismo occidentale e quindi vietato.

Oggi la stima del numero di cristiani in Cina ammonta a 100 milioni, molti dei quali deve registrarsi alle organizzazioni della Chiesa approvate dallo stato. Per i protestanti, corrisponde al Movimento Patriottico delle Tre Autonomie, mentre per i cattolici all’Associazione Patriottica Cattolica Cinese. i Cristiani che non fanno parte di nessuna di queste due chiese sono considerati pericolosi, costretti quindi a pregare nelle chiese sotterranee. Coloro che mostrano il coraggio di predicare pubblicamente rischiano di essere catturati, torturati e sottoposti a lavaggio del cervello.

Comunismo e religione sono incompatibili. (pixabay / CC0 1.0)

La situazione è la stessa per le altre religioni ufficialmente riconosciute. Molti buddisti del Tibet sono stati eliminati, molti altri sono scappati in paesi come India o USA per rimanere fedeli al loro credo. Le istituzioni buddiste in cui si formano i monaci sono obbligate ad aderire all’insegnamento comunista perché essi siano considerati tali. Mentre le comunità islamiche come gli Uiguri vengono richiuse in campi di rieducazione perché rinuncino alle loro credenze.

In breve, a prescindere alla religione in cui credi, fintanto che non fai parte dell’istituzione sostenuta dallo stato, sei considerato un eretico. L’intervento delle istituzioni statali come unica autorità religiosa significa essenzialmente che le persone non hanno alcuna libertà di seguire la propria vocazione religiosa. Possono solo seguire ciò che l’istituzione approvata dal partito ha considerato religione. Mentre nel caso di credenze religiose non approvate dallo stato, come il Falun Gong, solo la miseria le attende. I praticanti del Falun Gong, per oltre 20 anni, sono stati cacciati e costretti ad abbandonare la loro pratica.

Gli aderenti al Falun Gong o alla Falun Dafa sono stati i più colpiti dalla spinta della Cina verso l’ateismo comunista, quando nel 1999 erano circa 100 milioni e la loro pratica veniva illegalmente vietata. Furono costretti a lasciare scuole, college, luoghi di lavoro e case, le loro famiglie distrutte, i bambini rimasero senza custodia e un tetto. Sotto il governo di Jiang Zemin, i praticanti sono stati sottoposti a orribili torture rispetto alle quali numerosi casi sono stati archiviati in tutto il mondo. Il peggiore tra questi è il prelievo di organi, per il quale i praticanti vengono mutilati e assassinati.

Perché le persone possano praticare liberamente ciò in cui credono, la società deve avere un governo che non le consideri problematiche. (Immagine: pixabay / CC0 1.0)

Sinizzazione

Un altro problema è l’aumento della sinizzazione delle religioni. Il governo cinese sta riscrivendo libri di religioni «straniere» come la Bibbia e il Corano. Una volta terminato il processo di riscrittura, probabilmente solo questi libri saranno riconosciuti come versioni ufficiali. Ciò significa essenzialmente che la futura generazione di cristiani e musulmani cinesi sarà educata alla loro fede solo in modo completamente distorto. «In superficie le pratiche più visibili riguardano lo smantellamento delle croci e l’inserimento delle bandiere nazionali. Al contrario, quello di incorporare i «valori socialisti fondamentali» nella Bibbia è il trucco più insidioso che disturba facilmente il cuore dei credenti. Questa è una distorsione della fede cristiana. È opera del diavolo… La situazione sta diventando sempre più terribile; il governo sta aumentando la pressione passo dopo passo. Alla fine, vogliono eliminare completamente il credo religioso», ha detto un predicatore a Bitter Winter.

Perché le persone possano praticare liberamente ciò in cui credono, la società deve avere un governo che non le consideri problematiche. Un governo con un’ideologia come il comunismo, che vede la religione come una sorta di male o difetto negli esseri umani, finirà per distruggere le religioni di quella società e schiacciare lo sviluppo spirituale della sua gente.

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/04/30/why-communism-in-china-and-belief-in-the-divine-cant-co-exist.html