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    Perché nelle Alpi c’è del ghiaccio rosa?

    Se non cambiamo le nostre strade, non ci resterà molto di cui godere. Affronteremo un'estinzione di massa entro il 2050 e il crollo catastrofico che ne seguirà. È fondamentale agire ora.

    Quando pensiamo al ghiaccio, la maggior parte di noi immagina ad una di queste tre cose. Si potrebbe pensare ai cubetti di acqua ghiacciata che galleggiano durante il nostro aperitivo estivo. Si possono immaginare gli enormi ghiacciai e iceberg di colore bianco e blu brillante. Ci si potrebbe lamentare del ghiaccio scuro che si forma sulle autostrade durante l’inverno. Bé, qualunque immagine vi venga in mente quando sentite la parola ghiaccio, di certo l’ultima cosa a cui lo associate è il colore rosa.

    Le immagini satellitari delle Alpi possono cambiare le nostre certezze riguardo alle connotazioni tipiche del ghiaccio. Tuttavia, a prescindere dal modo in cui lo percepiamo, non è una gran bella notizia.

    Il bel colore non porta a belle notizie

    Se si guardasse il ghiaccio delle Alpi un paio d’anni fa, si vedrebbero paesaggi bianchi e luminosi che si estendono a perdita d’occhio. Quest’anno, quelle stesse piste hanno un aspetto un po’ diverso. Le alte cime infatti stanno cominciando ad arrossire, mostrando ghiaccio di colore rosa e neve come non ne abbiamo mai visti prima.

    Il colore rosa proviene da un tipo di alghe originarie della Zona Scura della Groenlandia. Questa alga, che in origine si pensava fosse l’Ancylonema nordenskioeldii, cresce e prospera in questo ambiente altrimenti inospitale. I ricercatori l’hanno scoperta per la prima volta alla fine del 1800 nel Circolo Polare Artico. Nuovi campioni mostrano che è più probabile che sia Chlamydomonas nivalis, un’alga che cresce nella neve invece che nel ghiaccio del ghiacciaio.

    Sebbene un paesaggio ghiacciato rosato possa sembrare intrigante, è tuttavia il sintomo di un problema più significativo, di cui dovremmo iniziare a preoccuparci già dalla seconda metà del 2020.

    ghiaccio rosa Alpi
    Il colore rosa proviene da un tipo di alghe originarie della Zona Scura della Groenlandia. (Immagine: YouTube / Screenshot)

    Il ghiaccio scuro riflette meno, si scioglie prima

    Il ghiaccio, per sua natura, riflette. In circostanze normali, riflette verso l’alto l’80% della radiazione solare. Questo non impedisce che si sciolga al sole, ma rallenta notevolmente il processo. Ecco perché la neve e il ghiaccio persistono anche nelle giornate più soleggiate.

    L’aggiunta di alghe al mix – anche nel caso del rosa pallido che stiamo vedendo attualmente sulle Alpi – ha l’effetto di scurire il ghiaccio. Questo elimina la sua capacità di riflettere la luce del sole, facendola sciogliere più velocemente. Poi, a sua volta, il ghiaccio che si scioglie fornisce più aria e acqua alle alghe, innescando una fioritura e permettendogli di diffondersi ancora di più. È un circolo vizioso che deve essere fermato.

    L’impatto peggiore di quest’alga sta avvenendo sul ghiacciaio del Presena, in Italia, ghiacciaio già a rischio. Infatti, gli ambientalisti locali ne stanno ricoprendo la superficie con un tessuto geo tessile che riflette la luce per evitare che si sciolga durante l’estate.

    A differenza di altre fioriture di alghe come la marea rossa che si verifica ogni anno lungo le coste della Florida, le alghe rosa non sono intrinsecamente pericolose. Queste fioriture si verificano ogni anno in modo naturale. Tuttavia, a causa dell’aumento delle temperature, il ghiacciaio è già a rischio e l’alga sta aggiungendo il suo effetto.

    Ghiaccio rosa delle Alpi, danni irreversibili?

    Certo, il ghiaccio che diventa rosa nella parte più alta delle Alpi ci lascia stupefatti, ma fa sorgere una domanda: i danni causati dal cambiamento climatico stanno diventando irreversibili? Alcuni ricercatori sembrano pensarla così. Uno studio recente ritiene che questo sia solo l’inizio. Gli scienziati prevedono che i due terzi dei ghiacciai delle Alpi sarà scomparso entro il 2100 – tra soli 80 anni. La metà di essi scomparirà entro il 2050.

    I nostri rifiuti di anidride carbonica potrebbero non essere l’unica causa del cambiamento climatico, ma il nostro rifiuto di agire sta portando al punto di non ritorno. Gli esperti del cambiamento climatico ci hanno dato una scadenza – ridurre le nostre emissioni di CO2 del 55% entro il 2030 e del 100% entro il 2050. Per come stanno andando le cose ora, non riusciremo a rispettare questa scadenza in 10 anni. Potremmo anche peggiorare le cose prima di arrivarci.

    ghiaccio rosa Alpi persona
    L’impatto peggiore di quest’alga sta avvenendo sul ghiacciaio del Presena, qui in Italia. (Immagine: YouTube / Screenshot)

    Quali cambiamenti dobbiamo apportare?

    Quali cambiamenti dobbiamo apportare per salvare i ghiacciai delle Alpi e impedire che i danni che abbiamo causato diventino irreversibili? Gran parte del mondo si sta già muovendo nella giusta direzione. Dobbiamo ridurre la nostra produzione collettiva di CO2 con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale del pianeta a 2,7°F. La maggior parte del mondo lo capisce, ma alcuni paesi testardi hanno deciso di rinunciare agli accordi sul clima del 2015, volti a delineare i cambiamenti più urgenti e necessari.

    A livello teorico, possiamo ridurre il nostro impatto sul pianeta. Se cominciassimo subito e facessimo tutti i grandi cambiamenti, potremmo anche evitare che i danni diventino irreversibili. Se non cambiamo le nostre strade, non ci resterà molto di cui godere. Affronteremo un’estinzione di massa entro il 2050 e il crollo catastrofico che ne seguirà. È fondamentale agire ora per prevenire questo triste futuro.

    Il ghiaccio rosa delle Alpi rischia di aumentare

    Vedremo più ghiaccio rosa nelle Alpi in futuro? Purtroppo la risposta sembra essere un sì. Anche gli eventi naturali stanno peggiorando le cose e l’avversione dell’umanità per il cambiamento servirà solo a peggiorare la situazione.

    Scritto da Megan Ray Nichols. Sei hai apprezzato l’articolo, puoi visitare il suo sito web Schooled by Science.

    Tradotto da Massimiliano Volpato

    Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/07/20/why-is-there-pink-ice-in-the-alps.html

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